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Accasati


“Voglio andare a casa. La casa dov’è?” Cantava alcuni anni fa Jovanotti,  rivolgendosi al Signore dell’universo, lui che si sentiva un figlio disperso.

Voglio andare a casa per stare in pace, in pace con te, ripeteva Lorenzo.

E tu, una casa ce l’hai? “Ma sei fuori!”, Mi risponderai. “Certo che una casa ce l’ho, mica dormo sotto i ponti”.  Sì lo so, ma la casa non è semplicemente il luogo dove dormiamo e mangiamo, è qualcosa di più, non ti pare? Prova a pensarci. Cosa significa per te la casa? Ti do una definizione molto bella tratta dal film Patch Adams.

“Per tutti la vita è un ritorno a casa. Tutti i cuori irrequieti del mondo, cercano la strada di casa… Casa, il dizionario la definisce sia come un luogo di origine, sia come uno scopo, una destinazione.” Che bella definizione. Non ti senti anche tu un po’ irrequieto e bisognoso di ritornare a casa, di cercare casa. Qual è la tua origine? Da dove vieni e dove vai? Chi ti ha generato, cosa ti ha donato, e il tuo destino dov’è? È proprio affascinante questa parola casa! Così semplice, di quattro lettere, basta cambiare una vocale e diventa una cosa. Ma la casa non è solo una cosa, è molto di più, è il luogo degli affetti, dell’intimità, della consolazione, della pace, dell’accoglienza. Cosa abbiamo fatto delle nostre case? Degli appartamenti, dove ci chiudiamo in noi stessi, ci isoliamo, siamo indifferenti agli altri e rimaniamo profondamente soli con le nostre paure.  La casa è un luogo aperto, dove l’abitare è segno di accoglienza, di fraternità, di amicizia. Siamo fatti per vivere in una casa e per non essere soli. Siamo fatti di rapporti con gli altri. Siamo fatti per stare in una casa, dove ci sia un padre e dove ci siano dei fratelli e dove nessuno si senta escluso. E tu ti sei accasato? Cerca la tua casa per trovare te stesso, le tue origini e il tuo destino. Accasarsi, vuol dire anche sposarsi. Se hai trovato la persona con cui condividere un sogno comune, accasati con lei, costituisci una famiglia, sposati. Ma questo è un altro discorso, te lo farò meglio un’altra volta. Adesso, mi preme dirti ancora che tutti abbiamo una casa comune: la Chiesa. Sì, la Chiesa è la casa di tutti, dove nessuno si deve sentire escluso, perché tutti siamo figli di uno stesso Padre e tutti siamo destinati a ritornare nella casa del Padre. E allora, non scappare da questa tua casa, da questa tua famiglia. Vivici dentro e troverai una casa nel tuo cuore. Non ti sentirai più un figlio disperso in questo universo, ma un figlio accolto e amato.  Avrai trovato casa.

Don Marco Dania

Don Marco Dania, è parroco nella chiesa di san Nicolao della Flüe a Lugano Besso. Nato nel 1956, cresciuto nello scautismo dove ha rivestito il ruolo di capo di diverse unità ed ha scoperto la propria vocazione, è prete dal 1997. Ha conseguito il dottorato in teologia, presso l’Università del Laterano a Roma con una tesi sulla danza sacra. Ha insegnato educazione fisica e sport dal 1978 al 2011. Con diverse generazioni di giovani ha partecipato a 7 GMG, l’ultima delle quali a Cracovia.

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