(Foto Cristian Gennari)
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2° puntata del Decalogo per genitori che intendono rovinare i figli


di Elisa Devrel

Riprendiamo il decalogo “provocatorio” scritto da don Chino Pezzoli, che ci offre degli spunti di riflessione sull’educazione dei nostri figli.

I comandamenti di questa puntata sono i seguenti:

Quarto: Mettete ordine a tutto ciò che lascia in giro: libri, scarpe, vestiti; fate tutto quello che dovrebbe fare lui, in modo che si abitui a scaricare sugli altri le sue responsabilità e si faccia servire dagli altri.

Quinto: Litigate in sua presenza sui metodi da usare nei suoi confronti, elogiatelo, proteggetelo ora l’uno ora l’altro, ritenendo i suoi errori comprensibili inezie, ragazzate. Allora ben presto capirà che la sua famiglia è tollerante ed è disponibile ad accettare qualsiasi devianza.

Sesto: Date a vostro figlio tutto il denaro che vi chiede, non lasciate mai che se lo guadagni, perché c’è sempre tempo per fare sacrifici; e poi ditegli che non volete che faccia fatica a vivere come avete fatto voi. Tutti i giorni saranno per lui festa, divertimento, euforia: sentitevi orgogliosi di questo figlio “vitellone”.

In questi tre “comandamenti”, don Chino ci fa capire cosa voglia dire amare i propri figli: non solamente dargli tutto quello che lui/lei vuole come se niente fosse, come se fosse un suo diritto acquisito. Ciò, infatti, porta i nostri figli ad abituarsi a non far fatica, a non vivere sulla propria pelle quello che è la vita ci pone dinnanzi e a non sapersi sacrificare per raggiungere un obiettivo. Così difficilmente comprenderà cosa significhi conquistarsi le cose e apprezzare, dopo le fatiche, le gioie in maniera più consapevole. È vero che è sempre tanta la tentazione di assecondare le richieste dei propri figli, di proteggerli, a volte anche per evitare a noi genitori lunghe ed estenuanti discussioni. Ma bisogna ricordarsi che non fa male ai figli imparare a sudare e aspettare un pochino!

Elisa Devrel

Sono nata nel 1982 e mi sono laureata in psicologia presso l’Università di Ginevra. Sono psicologa e psicoterapeuta in formazione. Le mie esperienze professionali si sono svolte e continuano tutt’ora a svolgersi, negli ambiti legati alla scuola, all’infanzia, all’adolescenza e, in generale, alla famiglia. Questi sono tutti temi da sempre a me molto cari.

Dopo alcune esperienze di volontariato in Etiopia con i Salesiani, sono stata attiva in qualità di membro della Commissione diocesana della Pastorale giovanile tra il 2008 e il 2013. Grazie a ciò ho partecipato a 3 Giornate mondiali della gioventù, in una della quali – quella di Madrid del 2011 – ho potuto conoscere il mio marito. L’interesse per i temi della Chiesa e il vivere la fede in maniera concreta, soprattutto nelle nostre comunità locali, sono presenti nella vita di tutti i giorni e con mio marito partecipiamo alla Pastorale Famigliare (abbiamo per es. animato un corso per i fidanzati).

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