dal Mondo

Yemen: Wfp, sofferenza e fame mai viste prima

05.04.2018, 07:30 / redazionecatt

Lo Yemen, a tre anni dall’acuirsi del conflitto, nel marzo 2015, conosce una catastrofe umanitaria con “sofferenza e fame a livelli mai visti prima”. È l’allarme lanciato dal World Food Programme (Wfp) in occasione della Conferenza dei Paesi donatori, svoltasi ieri a Ginevra e conclusasi con l’impegno di circa 40 Stati e organizzazioni a fornire oltre 2 miliardi di dollari per finanziare gli aiuti umanitari in Yemen nel 2018. Dall’intervento della coalizione guidata da Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti contro i ribelli sciiti Houthi, che nel dicembre scorso hanno ucciso il presidente Ali Abdullah Saleh, lo Yemen continua a essere un Paese profondamente instabile: circa 18 milioni di persone – oltre il 60 per cento della popolazione – hanno bisogno di assistenza alimentare, secondo l’Onu.

Fame estrema per 8 milioni di persone

“Come in altri Paesi del mondo in cui il Wfp opera, vediamo che è il conflitto quello che obbliga le persone a lasciare le case, i campi, che turba i mercati e gli altri processi dell’economia”, spiega Frances Kennedy, portavoce del World Food Programme. “In Yemen – prosegue – sono ormai 3 anni che c’è questo conflitto e abbiamo notato che, più o meno, ogni anno c’è almeno un milione di persone in più sull’orlo della carestia. E questo per un Paese che era già il più povero del bacino del Medio Oriente. Quindi far finire il conflitto è fondamentale per dare una soluzione a questa crisi alimentare: in un Paese con 29 milioni di abitanti ci sono 8 milioni di persone in fame estrema, dipendenti totalmente dall’assistenza esterna, e ci sono 18 milioni di persone che sono in situazione meno grave ma molto precaria”, mette il luce Frances Kennedy.

Emergenza per bambini e mamme

L’agenzia delle Nazioni Unite sottolinea poi che è a rischio il potenziale di un’intera generazione: versano in stato di malnutrizione quasi 3 milioni di bambini e di donne incinte e che allattano. “Il Wfp – aggiunge la portavoce – cerca di fornire aiuto ai bambini al di sotto dei 2 anni e al di sotto dei 5 anni. Non soltanto perché sono più deboli e c’è il rischio che si ammalino – ricordiamo che c’è il colera – ma da un punto di vista nutrizionale e dello sviluppo quella è la fase in cui se un bambino non viene nutrito bene c’è il rischio di danni irreversibili. È poi importante anche un aiuto alle mamme, alle donne incinte, in gravidanza, che allattano: a loro forniamo un’assistenza di prodotti specifici”.

La denuncia Unicef e l’impegno Wfp

Proprio quando l’Unicef ha denunciato che un attacco nella città di Hodeida, nella parte occidentale dello Yemen, ha ucciso diversi bambini, risuonano le parole di Papa Francesco a Pasqua, quando nel Messaggio Urbi et Orbi ha invocato “frutti di riconciliazione” anche per lo Yemen. Nel Paese rimane intanto critica pure la situazione educativa. Circa il 21 per cento di tutte le scuole primarie e secondarie sono state chiuse, impedendo a quasi 2 milioni di bambini di ricevere un’istruzione. Nel corso di quest’anno, il Wfp rafforzerà il proprio programma di alimentazione scolastica a sostegno di oltre mezzo milione di bambini. L’appello dell’agenzia dell’Onu ai Paesi sostenitori è duplice: di “continuare” nel loro impegno finanziario e al contempo di proseguire la “pressione politica sulle varie parti di questo conflitto per farlo cessare”.

Giada Aquilino – VaticanNews

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