Internazionale

«Santa Rita, devozione anche in Svizzera». Intervista ai rettori di Cascia e Roccaporena

«A maggio, nella zona di Cascia, è tutto un viavai di pellegrini. Quest’anno è diverso: molti fedeli sono lontani, ma Santa Rita è comunque vicina alla sua gente». Don Canzio Scarabottini è il pro-rettore del santuario di Roccaporena, in Umbria. Questo luogo, insieme alla basilica di Cascia che dista una decina di chilometri, è il cuore della devozione alla ‘Santa dei casi impossibili’.

Sarà un 22 maggio diverso, quello a cui si preparano i fedeli di Santa Rita. «Con le misure di distanziamento sociale, il nostro santuario può ospitare circa 85 fedeli durante le messe», spiega padre Bernardino Pinciaroli, rettore proprio della basilica di Cascia. Potranno accedere soli i residenti in Umbria perché in Italia è ancora vietato spostarsi tra le regioni. «Ma abbiamo previsto le dirette streaming, e il 22 maggio la messa solenne delle 10.30 e il rosario delle 22 saranno trasmessi anche da Tv2000». (A QUESTO LINK gli orari delle celebrazioni e le indicazioni per collegarsi via internet).

Moglie, madre, vedova, suora. Margherita Lotti, questo il nome di battesimo di Santa Rita, ha attraversato nella sua vita varie condizioni dell’esperienza femminile, affrontando ogni momento con fede e fiducia. A Roccaporena è nata, intorno al 1381: qui si sposò ed ebbe due bambini. Il marito però fu ucciso, forse in uno scontro tra fazioni rivali di guelfi e ghibellini, e i figli morirono in giovane età. Rita allora sentì il desiderio di farsi monaca agostiniana: secondo la tradizione fu portata in volo dagli angeli dallo scoglio di Roccaporena – un’erta rocciosa che si trova sopra il piccolo borgo – fino all’interno del monastero di Cascia. Si spense il 22 maggio 1457, e la data della sua morte è diventata anche il giorno della sua festa.

Don Canzio Scarabottini e padre Bernardino Pinciaroli

I responsabili dei due santuari raccontano che, nei mesi della pandemia, i devoti di Santa Rita si sono affidati a lei. «Ho ricevuto molte richieste, soprattutto dal nord Italia, di preghiere e aiuto per famigliari malati» – racconta don Scarabottini da Roccaporena – «e purtroppo anche di messe in suffragio di vittime del virus. In questo tempo sono arrivate tante telefonate: diverse persone desideravano solamente chiacchierare, per avere un po’ di conforto e vicinanza in una situazione di sofferenza».

Del resto, la vita di Santa Rita è una testimonianza di forza anche nei momenti più avversi. Lo sottolinea padre Pinciaroli da Cascia: «Epidemie, divisioni nella Chiesa e nella società, tragici lutti: santa Rita ha conosciuto situazioni come queste, e ha sempre saputo affrontarle con fede nel suo Gesù. La sua storia invita anche noi a fare lo stesso: siamo chiamati a vivere questo tempo di pandemia con fede, pazienza e fermezza».

Il santuario di Roccaporena

Manca in questi giorni il brulicare di pellegrini: «Arrivano dal Brasile, dalla Polonia e dall’Est Europa, dal Libano», dice padre Pinciaroli: «la devozione a Santa Rita non conosce confini. È strano in questi giorni non vedere le strane piene di fedeli e semplici turisti, che scelgono di fare una tappa qui». Don Scarabottini tiene il conto dei fedeli attivi da tutto il pianeta: «In Svizzera per esempio abbiamo 150 persone che sono attualmente abbonate alla rivista Lo scoglio di Roccaporena, oppure che fanno donazioni al santuario. Ma il culto di Santa Rita è in crescita ovunque, in particolare in America Latina e nelle Filippine».

In un 22 maggoio così particolare, qual è il messaggio che Santa Rita trasmette a tutti gli uomini? Don Scarabottini riflette: «Il virus colpisce la salute, ma anche le relazioni: forse qualcuno potrebbe pensare oggi che in fondo è possibile fare a meno degli altri. Ma questo non è possibile per un cristiano, e la vita di Santa Rita lo testimonia: ha sempre desiderato ritrovarsi in una comunità cristiana, in ogni fase della sua esistenza. Per questo, ancora oggi, ci dice col suo esempio che il cristiano si salva sempre insieme agli altri, e mai da solo». Anche padre Pinciaroli condivide: «Santa Rita era la donna della riconciliazione, anche nelle difficoltà ha cercato sempre la comunione con chi aveva intorno. In monastero, visse l’obbedienza agostiniana con grande intensità: questa sua perseveranza, mettendo sempre al centro la fede del Signore, è ancora attuale ai giorni nostri».

21 Maggio 2020 | 08:00
Condividere questo articolo!