Svizzera

L’UE taglia i fondi alle ONG elvetiche: per Caritas Svizzera una scelta incomprensibile

Come ha annunciato la radio svizzera SRF lunedì, le organizzazioni non governative (ONG) svizzere non potranno più partecipare a bandi di concorso dell’Unione europea (UE) per i progetti d’aiuto umanitario. Secondo la Commissione europea, questa misura è presa «su una base giuridica» e riguarda la sua collaborazione con le ONG dei paesi all’infuori dell’Unione.

L’UE versava attorno ai 50 milioni di franchi all’anno per progetti umanitari portati avanti da una decina di ONG svizzere. Una di queste organizzazioni che ha concorso regolarmente e ottenuto fino a 10 milioni di franchi è Caritas Svizzera.

«Fino a oggi ha funzionato molto bene e abbiamo ricevuto dei buoni riscontri sui nostri progetti», spiega il direttore di Caritas Svizzera Hugo Fasel. I progetti d’aiuto umanitario d’urgenza, come ad esempio l’aiuto ai rifugiati in Grecia, saranno fortemente compromessi da questa decisione. I programmi a corto e medio termine sono invece toccati in maniera minore.

Diritto di reciprocità

Per le organizzazioni svizzere, è incomprensibile che siano state escluse dal mercato. «È una questione di concorrenza», dichiara Hugo Fasel. Una concorrenza che si gioca anche nell’altro senso: i progetti della Direzione dello sviluppo e della cooperazione sono a loro volta oggetto di bandi di concorso internazionali, ai quali partecipano anche ONG europee. Hugo Fasel sottolinea che le organizzazioni umanitarie svizzere dovrebbero continuare a beneficiare della reciprocità.

È chiaro, secondo lui, che né le organizzazioni umanitarie toccate, né la Confederazione svizzera possono accettare questa decisione di Bruxelles. «Ci attendiamo dal Dipartimento degli affari esteri che ci difenda in seno all’UE».

Le organizzazioni umanitarie intendono agire insieme. Tuttavia, l’annuncio ricevuto poco prima di Natale e il fatto che i cambiamenti si applicano già dall’inizio di quest’ anno, comporta il doversi comunque adattare alla nuova situazione.

(kath.ch, cath.ch)

6 Febbraio 2019 | 12:55
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