Il crocifisso con la tuta arancione

Lo spogliarono, gli fecero indossare un mantello scarlatto: Matteo 27, 28
Lo vestirono di porpora: Marco 15, 17
I soldati gli misero addosso un mantello di porpora: Giovanni 19, 2
Il quadro non ha bisogno di grandi spiegazioni: sono i cristiani copti portati al loro martirio in Libia, dietro a Gesù che porta la croce. Anche lui con la tuta arancione, nel macabro rituale televisivo messo in scena dai fondamentalisti islamici del cosiddetto Califfato.
Abbiamo scoperto questa immagine sulla bacheca Facebook di un amico, il quale – a sua volta – l’ha ripresa da un profilo egiziano. Non sappiamo di preciso chi l’abbia dipinto, non ci interessa discutere se sia un artista o un pittore improvvisato. Ci interessa lo sguardo: così in Egitto i cristiani vedono i loro 21 martiri di queste ore. Ed è lo sguardo che vorremmo fare anche nostro. Cominciamo la Quaresima guardando a questo Crocifisso con la tuta arancione. Per imparare a chiamare il male con il suo nome. Ma anche per capire – al di là della valanga di parole e valutazioni politico militari di queste ore – che c’è un Mistero più grande anche nel cuore di questa storia. Sono morti pronunciando il nome di Gesù Signore, i martiri copti. E sono loro i primi oggi a invitarci a cercare il suo volto anche dentro le nostre risposte.
19 Febbraio 2015 | 18:00
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