Silvia Guggiari

Maternità surrogata: i capricci dell’uomo moderno

Quello della maternità surrogata è diventato un vero e proprio mercato molto redditizio sviluppato nei paesi dove la legge lo consente che attira ogni anno numerose coppie etero e omosessuali disposte a spendere notevoli cifre per soddisfare il loro desiderio di genitorialità.

Ha fatto molto scalpore nei giorni scorsi la notizia arrivata dall’Italia di una bambina nata a Kiev, in Ucraina, da madre surrogata, e subito abbandonata dai genitori italiani che non l’hanno mai portata a casa. Grazie al lavoro prezioso di Croce Rossa Italia e dello Scip (servizio interforze per la cooperazione di polizia), la bambina è arrivata in Italia dove è stata consegnata a una famiglia affidataria. Nonostante tutta la sua vicenda, intorno a questa bambina di soli 16 mesi c’è amore: c’è l’amore della tata che l’ha cresciuta e accudita come fosse figlia sua; c’è l’amore della pediatra e del poliziotto che l’hanno portata in Italia; c’è l’amore della famiglia che ora se ne prenderà cura, per tanto o per poco tempo ancora non si sa. Nonostante sia frutto dell’egoismo di due persone che volevano un figlio a tutti i costi, ma poi si sono presi il diritto di cambiare idea, sono sicura che questa bambina crescerà nella speranza di trovare sul suo cammino adulti più consapevoli del valore della vita e del fatto che la nostra esistenza non può essere solamente un capriccio. Ogni genitore sa bene quanto possa essere faticoso crescere ed educare un figlio, ma questo non basta a farci cambiare idea, perché per ogni genitore ogni singolo figlio è «un seme di speranza pronto a germogliare». E questa è la cosa più importante.

Tornando alla pratica della maternità surrogata, la discussione sarebbe infinita: mi limito a una semplice riflessione. Spesso le coppie che vi ricorrono sono impossibilitate ad avere figli e vogliono in questo modo sopperire a ciò che la natura non ha permesso loro. La natura non è perfetta, lo vediamo in ogni campo, dal clima, alla genetica, alle malattie…, ma chi è l’uomo per pretendere di sostituirla proprio in tutto? Certo, dalla storia si comprende dove poter evolvere e migliorare, ma nel campo in questione forse l’uomo dovrebbe imparare ad accettare serenamente i limiti dettati da natura e vivere l’amore e la genitorialità con le possibilità e le capacità che gli sono state donate.

A questo link le commoventi parole della pediatra e del poliziotto che hanno portato in Italia la bambina: La bimba abbandonata in Ucraina: «Così l’abbiamo portata in Italia» (avvenire.it)

16 Novembre 2021 | 06:26
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