Internazionale

Ordo Virginum: Gloria Mari e la comunità Nocetum. «Preghiera, accoglienza, lavoro: viviamo la radicalità del Vangelo»

Alle porte di Milano, dove strade e palazzi cominciano a perdersi tra i campi della pianura, c’è un luogo che da oltre vent’anni è diventato un centro di vita spirituale, cura del creato, attività educative e sociali. È Nocetum, una comunità fondata nel 1998 grazie in particolare all’impegno di due donne: Ancilla Beretta e Gloria Mari, due vergini consacrate..

Proprio Gloria Mari oggi è responsabile del Centro Nocetum. Di formazione geologa, poi giornalista e studiosa di teologia, Mari è entrata nell’Ordo Virginum nel 1995. I cinquant’anni dell’ordine, che ricorrono in questi giorni, sono l’occasione per una chiacchierata in cui ripercorrere la storia di Nocetum e le ultime settimane segnate dalla pandemia.

Gloria Mari, che cos’è oggi Nocetum?
Una realtà che si è consolidata nel corso degli anni, e che in questo momento trova una sintesi in un pensiero centrale di Papa Francesco: «Tutto è connesso». A Nocetum cerchiamo di vivere quella che nella Laudato Si’ viene definita ‘ecologia integrale’. La vita di preghiera è strettamente legata al lavoro della terra e all’assistenza di chi è vive situazioni di fragilità: queste dimensioni sono intrecciate tra loro.

Quali attività si svolgono a Nocetum?
Negli spazi della Cascina Corte S. Giacomo, alla periferia sud-est di Milano, c’è una casa di accoglienza per mamme con bambini piccoli: al momento abbiamo cinque donne residenti. Svolgiamo diversi percorsi didattico-educativi per scuole e gruppi, proponiamo attività di volontariato e iniziative per favorire l’integrazione e la coesione sociale del territorio. Inoltre dal 2016 è attiva La Cucina di Nocetum, un servizio di ristorazione, vendita e catering con i prodotti coltivati nell’ettaro di terreno intorno alla cascina. In tutto sono una ventina gli operatori che lavorano a Nocetum, dalle educatrici professionali per le mamme al personale che segue le coltivazioni. Io e altre due sorelle viviamo nella comunità e cerchiamo di assicurare l’armonia tra tutte le componenti.

Una veduta dall’alto del Centro Nocetum, a Milano

Nocetum è anche luogo di spiritualità.
Dal 2012 la Comunità Nocetum, composta dalle consacrate e da alcuni laici, è riconosciuta come Associazione Privata di fedeli. Il cuore della vita spirituale è la chiesetta dedicata ai Santi Filippo e Giacomo, un luogo antico che anche oggi continua a ospitare fedeli e semplici passanti. Nocetum si trova all’inizio di quella che è stata definita la ‘Valle dei Monaci’: un’area lungo la via della Vettabbia in cui s’incontrano a breve distanza le abbazie di Chiaravalle, Viboldone, Mirasole.

Dal punto di vista personale, come riesce a curare la vita di preghiera tra i tanti impegni?
Mi ritaglio un tempo di quiete al mattino presto: mi sveglio intorno alle 4.20, faccio tutto con calma e dedico un’oretta alla meditazione. Poi mi piace fare una corsetta, quindi la giornata inizia ‘ufficialmente’ con la liturgia delle ore in comunità. Le prime ore del giorno sono un momento prezioso, in cui il telefono non squilla e si può lasciare spazio al silenzio.

La vostra chiesetta è sempre aperta per chi vuole pregare.
Dal mattino presto alle sei di sera. Chi passeggia per i campi, a piedi o in bicicletta, spesso si ferma per una visita.

Gloria Mari durante un incontro pubblico

Anche durante la pandemia?
Purtroppo le norme sanitarie hanno imposto di chiudere temporaneamente gli spazi della comunità, dove continuano a risiedere le mamme coi bambini. È stato molto strano: per la prima volta il cancellino all’ingresso di Nocetum è stato sbarrato. L’accoglienza dell’altro è nella natura stessa della nostra realtà. Prima del lockdown, e anche durante, ho notato che il numero di ceri accesi nella chiesetta è aumentato: segno che la gente ha bisogno di spazi a cui affidare la propria preghiera.

Che cosa l’ha colpita in particolare nelle ultime settimane?
Da noi, alle porte della città, si è visto chiaramente come la natura ha ripreso il sopravvento. Il rumore dei clacson dalla vicina tangenziale è scomparso, sostituito dal cinguettio degli uccellini e dal gracidare delle rane. I profumi delle rose e dei gelsomini si sono fatti più intensi. Speriamo di poter portare nella ripartenza un migliore equilibrio con il Creato.

In questi giorni avreste dovuto incontrare Papa Francesco, in occasione dell’Incontro internazionale dell’Ordo Virginum.
Il suo magistero è fonte di grande ispirazione. In particolare lo ringrazio per l’attenzione che dedica all’integralità dell’essere umano: la lotta agli sprechi e alla cultura dello scarto riguarda contemporaneamente le persone e i beni naturali. Questa attenzione incide profondamente sullo stile di vita, sia a livello personale che nell’esperienza complessiva di Nocetum.

Cinquant’anni di Ordo Virginum: quali sono i frutti spirituali che la Chiesa riceve da questa esperienza?
Credo in primo luogo una proposta di vivere il Vangelo nella sua radicalità: le consacrate sono innestate nella Chiesa diocesana senza una struttura organizzativa come può essere quella di un Istituto religioso, ma direttamente nel cuore della vita locale. Inoltre, l’Ordo Virginum ha permesso di valorizzare il contributo femminile: in questi cinquant’anni c’è stata una crescita anche ecclesiale, una maggiore consapevolezza sulla presenza delle donne. L’ordine è una delle facce di una pluralità di vocazioni che si riflette nell’unità della Chiesa.

30 Maggio 2020 | 15:40
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