Internazionale

L'Ordo Virginum celebra i 50 anni: oltre 5000 donne consacrate in tutto il mondo

Donne consacrate, immerse nella storia, che scelgono di vivere il loro servizio alla Chiesa e a Cristo nella realtà quotidiana fatta di lavoro e legami comunitari. L’Ordo Virginum, la forma di vita consacrata riproposta dopo secoli alla Chiesa su ispirazione di papa Paolo VI, celebra i 50 anni: era il 31 maggio 1970 quando la Sacra Congregazione per il Culto Divino promulgava il nuovo Rito della Consacrazione delle vergini.

Una novità che in realtà traeva spunto dalla storia: la presenza di donne consacrate è infatti testimoniata nelle comunità cristiane fin dai tempi apostolici. Come nota il sito ordovirginum,org, sebbene la rinascita dell’istituzione sia recente, «questa vocazione si è diffusa nel mondo: dal 1970 a oggi, anno dopo anno, il numero delle consacrate è cresciuto fino a circa 5000 presenti in tutti i continenti».

Anche in Svizzera, l’Ordo Virginum si è via via radicato: circa sessanta consacrate sono oggi attive in cinque diocesi su sei (Basilea, Coira, Losanna Ginevra e Friborgo, Lugano, Sion). La prima consacrazione in Svizzera è avvenuta nel 1982, mentre le ultime nel 2019. Nella Svizzera italiana sono presenti 4 consacrate secondo questo rito.

Le specificità dell’Ordo Virginum

Spiega ancora il sito dell’Ordo Virginum: «Le donne che ricevono questa consacrazione restano radicate nella Diocesi in cui già vivono e nella quale hanno maturato il discernimento vocazionale e il percorso formativo verso la consacrazione. La vita delle consacrate dell’Ordo, pur senza segni esterni, se non l’anello consegnato durante il rito di consacrazione, come segno dell’alleanza sponsale con Cristo, esprime l’amore e la fedeltà con cui Dio ama il suo popolo».

Le consacrate non hanno l’obbligo di vita comunitaria, anche se capita che si formino spontaneamente gruppi di vergini che vivono insieme. Una delle caratteristiche peculiari è invece l’impegno nella Chiesa diocesana, che di fatto è l’ambito comunitario in cui le donne dell’Ordo Virginum mettono in gioco la propria scelta vocazionale. Il lavoro è parte fondamentale nella vita delle consacrate: si sostengono infatti con il reddito della propria attività, per cui tra gli impegni c’è anche l’aspirazione a «maturare una professionalità sempre più competente e responsabile». Le vergini condividono, secondo le proprie possibilità, «la predilezione della Chiesa per i poveri, i sofferenti, gli emarginati».

Festa rinviata a causa del Covid

Le celebrazioni per i 50 anni dell’Ordo Virginum avrebbero dovuto avere un momento centrale nel terzo Incontro Internazionale, convocato dalla Congregazione vaticana per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica dal 28 al 31 maggio 2020. L’appuntamento è stato rinviato a causa della pandemia: erano iscritte oltre 700 donne consacrate, con diversi Vescovi e delegati, provenienti da 61 diverse Nazioni. Un momento di festa, riflessione e preghiera che sarà recuperato non appena le condizioni sanitarie lo permetteranno.

Il cammino di rinascita dell’Ordo Virginum ha trovato un importante punto di sintesi nella pubblicazione, nel 2016, dell’Istruzione «Ecclesiae Sponsae Imago» da parte della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica. Il documento, a partire dalla tradizione dei primi secoli della Chiesa, rilegge questo antica scelta di vita femminile alla luce del rinnovamento liturgico e pastorale del Concilio Vaticano II. Proprio in occasione del giubileo del rito una pubblicazione torna su questo importante documento.

25 Maggio 2020 | 17:45
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