Ticino

Il buon senso (in ricordo di don Sandro Vitalini)

Durante l’estate proporremo, di tanto in tanto, alcuni testi del teologo ticinese Sandro Vitalini, scomparso il 5 maggio 2020. Un modo per ricordarlo e ritornare su pagine che hanno sempre qualcosa di attuale da comunicare, come queste in cui parla del buon senso che ci porta alla fraternità, alla condivisione, alla pace.

«Verso dove stiamo andando? Non c’è il rischio che il cristianesimo decada a semplice religione civile, una religione per l’educazione morale dell’uomo, ma sganciata dalla visione teologica? Massimo Cacciari, per esempio, fa osservare che le «idee regolatrici» che hanno sempre ispirato la vita di ciascuno, le idee di vero bello e buono non sono più valori assoluti ma relativi. Non cessano di essere valori perché continuano a ispirare il comportamento. Ma da valori valutanti diventano valori valutati…Come «valore valutante», indico la proibizione del furto o dell’assassinio, che sembra iscritta nella stessa natura umana.

Deriviamo l’imperativo di non uccidere o non rubare dalla nostra coscienza. Se però ci si lascia ammaliare dalla «filosofia debole» e si ammette che tutto è opinione, non si ucciderà o non si ruberà solo per evitare che una legge imposta dalla maggioranza ci mandi in prigione. Ma se si applica la legge della giungla, ciascuno può tentare di fare ciò che vuole, cercando di imporre la legge del più forte. L’umanità che si lascia infrollire da queste idee libertarie si condanna all’autodistruzione.
O l’uomo si assoggetta ai valori «valutanti» o si distrugge con le sue mani. Leibniz parlava di una «filosofia perenne» che dovrebbe ispirare la maggioranza silenziosa di uomini di buona volontà e portarli a spezzare l’egemonia del pensiero debole che ci condiziona e ammutolisce.

Pur con le dovute cautele, dobbiamo tornare a proclamare la validità del buon senso: l’uomo esiste, esiste un universo largamente per noi sconosciuto, esiste in noi la chiara percezione di quei «valori valutanti», che ci superano e non dipendono da noi. Noi, invece, dipendiamo da loro e la loro attuazione ci porta alla fraternità, alla condivisione, alla pace.

Attuando in intelligente sottomissione questi valori, scopriamo l’Essere creatore, che Gesù ha rivelato come amore sussistente, e riusciamo a dare all’uomo e al mondo la speranza di un avvenire migliore. La lotta per l’avvenire dell’umanità ci impegna e ci appassiona, al punto che per essa saremmo disposti a dare la vita.»

don Sandro Vitalini

Tratto da: Ma com’è Dio? Giuseppe Zois dialoga con Sandro Vitalini su TEMI SCOMODI del CREDERE, Fontana Edizioni, Pregassona 2010, pp. 118-121

Contributi precedenti:
La vita eterna (in ricordo di don Sandro Vitalini)
Che cosa è il cristianesimo? (in ricordo di don Sandro Vitalini)
L’accoglienza secondo il Nuovo Testamento (in ricordo di don Sandro Vitalini)

Don Sandro Vitalini
7 Luglio 2020 | 10:00
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