Ticino

Che cosa è il cristianesimo? (in ricordo di don Sandro Vitalini)

Durante l’estate proporremo, di tanto in tanto, alcuni testi del teologo ticinese Sandro Vitalini, scomparso il 5 maggio 2020 a causa del Coronavirus. Un modo per ricordarlo e ritornare su pagine che hanno sempre qualcosa di attuale da comunicare, come questa, dal titolo «Che cos’è il cristianesimo?».

«Karl Barth diceva che «un teologo scontento non è per nulla un teologo». La scoperta di un Padre che ci ama infinitamente trasforma la nostra vita, associandola nello Spirito a quella di Gesù, Figlio di Dio.

Ci sentiamo un corpo solo, la Chiesa, alla quale il Padre chiama nel Verbo ogni uomo. Questa visione universalistica (in cielo non ci saranno barriere di sorta tra gli uomini) diventa tanto più intensa quanto più si percepisce che l’essenza di tutta la rivelazione si incarna nell’amore di ogni prossimo (cf Rm 13,9), vicino o lontano che sia.

Il cristianesimo ci appare non come una tra le religioni, ma come il progetto che il Creatore ha su ciascuno, rivelatoci dal Suo Figlio unigenito. Questa percezione ci porta a capire come l’unità tra i cristiani è assolutamente indispensabile perché siano strumenti validi dell’annuncio di Gesù al mondo.

Karl Barth diceva che «un teologo scontento non è per nulla un teologo». La scoperta di un Padre che ci ama infinitamente trasforma la nostra vita, associandola nello Spirito a quella di Gesù, Figlio di Dio.

Ci sentiamo un corpo solo, la Chiesa, alla quale il Padre chiama nel Verbo ogni uomo. Questa visione universalistica (in cielo non ci saranno barriere di sorta tra gli uomini) diventa tanto più intensa quanto più si percepisce che l’essenza di tutta la rivelazione si incarna nell’amore di ogni prossimo (cf Rm 13,9), vicino o lontano che sia.

Il cristianesimo ci appare non come una tra le religioni, ma come il progetto che il Creatore ha su ciascuno, rivelatoci dal Suo Figlio unigenito. Questa percezione ci porta a capire come l’unità tra i cristiani è assolutamente indispensabile perché siano strumenti validi dell’annuncio di Gesù al mondo.

Karl Barth diceva che «un teologo scontento non è per nulla un teologo». La scoperta di un Padre che ci ama infinitamente trasforma la nostra vita, associandola nello Spirito a quella di Gesù, Figlio di Dio.

Ci sentiamo un corpo solo, la Chiesa, alla quale il Padre chiama nel Verbo ogni uomo. Questa visione universalistica (in cielo non ci saranno barriere di sorta tra gli uomini) diventa tanto più intensa quanto più si percepisce che l’essenza di tutta la rivelazione si incarna nell’amore di ogni prossimo (cf Rm 13,9), vicino o lontano che sia.

Il cristianesimo ci appare non come una tra le religioni, ma come il progetto che il Creatore ha su ciascuno, rivelatoci dal Suo Figlio unigenito. Questa percezione ci porta a capire come l’unità tra i cristiani è assolutamente indispensabile perché siano strumenti validi dell’annuncio di Gesù al mondo.

La fratellanza tra gli uomini sarà reale quando essi saranno trascinati dal nostro esempio di condivisione e di lotta per la giustizia a riconoscere l’infinita bontà di un padre che ci è anche madre. Anche le verità di fede proclamate dal cristianesimo appariranno nella loro semplicità e universalità, componibili con tradizioni e riti anche tra loro molto diversi. Accettando la Parola dell’Uomo perfetto (cfr Gaudium et Spes, 22), ogni uomo percepirà il senso della sua vita terrena e capirà d’essere atteso dal Padre creatore per una comunione gioiosa ed eterna: con Lui e con tutti!»

Sandro Vitalini

Tratto da: Al cuore della teologia. Voglio dirti qualcosa sul conto di Dio, Lugano 2007, pp. 45-46 (edizione italiana: Voglio dirti qualcosa di Dio, EDB, Bologna 2008, p. 67).

Il contributo precedente sull’accoglienza ripreso dai testi di mons. Vitalini

don Sandro Vitalini a Lourdes
24 Giugno 2020 | 07:00
Condividere questo articolo!