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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (23 febbraio 2026)
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  • Il castello di Mesocco

    Via del San Bernardino: dai colli al paesaggio alpino

    Dopo aver percorso i 25 chilometri che ci hanno permesso di attraversare la Mesolcina fino a Soazza partendo da San Vittore, proseguiamo ora il percorso verso San Bernardino Villaggio e poi verso l’Ospizio. La terza tappa del cammino è quella più impegnativa per il dislivello: infatti da Soazza a San Bernardino Villaggio vi sono 1045 m di dislivello, percorribili in circa 6 ore con 14,5 chilometri. Ripartiamo dunque dalla bella chiesa di san Martino che svetta sopra il paese di Soazza e percorriamo la strada principale di questa località che si snoda lungo diverse palazzine ottocentesche fino ad arrivare alla vecchia stazione ferroviaria chiusa nel 1972 e trasformata oggi in biblioteca. Il primo tratto di salita verso Mesocco lo si percorre di nuovo sulla vecchia linea ferroviaria che in più punti è ancora riconoscibile. Tra castagni e molto verde, si arriva, sulla parte sinistra della strada, all’altezza delle rovine del castello di Mesocco e della vicina chiesa di Santa Maria del Castello. Il cammino in realtà non si scosta dal lato destro della Valle, ma sia il castello che la chiesa sono monumenti che vale la pena visitare. Occorre per questo scendere pochi metri sulla cantonale e seguire il ponte sopra l’autostrada. Si sale al castello proprio passando accanto alla chiesa, che presenta lo splendido ciclo di affreschi del ‘400 che si svolge su tre ordini. In quello basso, più conosciuto, sono rappresentate le attività dei contadini e dei nobili sotto forma di scene legate ai mesi dell’anno. Il registro centrale narra dei santi, mentre quello superiore rappresenta la Passione di Cristo con il Trasporto della Croce e della Crocefissione. Usciti dalla chiesa, percorrete la breve salita fino al Castello. Le impressionanti rovine sono formate principalmente dai ruderi delle opere di difesa erette negli ultimi decenni del XV secolo, ma vi sono pure numerosi ruderi risalenti ad epoche precedenti. Ci dirigiamo verso il paese dove svettano lungo la strada numerose ville dei secoli XVI XVII. Diversi ritrovamenti archeologici, effettuati tra la fine del XIX e i primi decenni del XX sec. hanno permesso di individuare le tracce umane più antiche, nella località detta Tec Nev e nei dintorni del castello: si tratta di strumenti in selce di età mesolitica (ca. 6000 a.C.), di un focolare del Neolitico (ca. 5000 a.C.) e di ceramiche della medesima epoca. Dove oggi si trova il villaggio invece, vi era nella prima età del Ferro (VI-V sec. a.C.) un’importante necropoli. A Mesocco inizia la parte propriamente alpina del tragitto: il sentiero attraversa dapprima la frazione di San Rocco, con la chiesa dedicata al santo protettore dalle malattie (non è il primo incontrato), che affianca l’ex convento dei cappuccini. Poi sulla via Geira procede a fianco delle installazioni sportive del comune. Salendo si incontra la frazione di Cebbia, con il piccolo oratorio dedicato a San Giovanni Nepomuceno, una dedicazione che testimonia i legami fra i paesi austriaci e la regione sudalpina. A questo momento la salita si fa più impegnativa e ascende fra prati e abetaie verso Pian San Giacomo, costeggiando a più riprese i vecchi percorsi stradali e passando sotto le curve dell’autostrada.

    All’altitudine di 1171 metri sul mare si giunge a Pian San Giacomo, davanti all’omonima chiesa, citata già dal 1419. Questa località ha conosciuto un piccolo sviluppo turistico, come testimoniano i numerosi châlets sparpagliati ai bordi della piana ricca di prati e zone naturali. Dopo questa (benefica) pausa l’itinerario riprende a risalire e continua a snodarsi tra boschi, abetaie e cascate. Pian piano lo sguardo si apre dal basso dei vasti alpeggi, a mirare le cime maestose che fanno da contorno al paesaggio. Si giunge infine nella conca di San Bernardino, principale destinazione turistica della Mesolcina, conosciuta nell’Ottocento per le virtù curative della sua acqua minerale, meta anche per tranquille passeggiate intorno ai laghetti. Interessanti la chiesa Rotonda, dedicata a San Bernardino e che ricorda la chiesa di San Carlo al Corso a Milano, al centro del Villaggio, ai piedi del poggio dove si trova e l’antica chiesetta di S. Bernardino e Sebastian.

    (continua ...)

    Chiara Gerosa

    Le tappe precedenti:

    Via san Bernardino: pellegrinare tra piccoli e grandi tesori (prima tappa)

    Via del San Bernardino: dal fondovalle ai primi colli (seconda tappa)

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