Ticino

Ticino: la tempestiva azione della Curia nel caso del prete accusato di reati sessuali

La gioia per la ripresa delle celebrazioni religiose in questa domenica di Pentecoste è stata raggelata dell’annuncio dato da parte del Vescovo Valerio Lazzeri, nel corso di una conferenza stampa nel pomeriggio di questo giorno di festa, del fermo con l’accusa di abusi sessuali di un prete cinquantenne incardinato nella diocesi di Lugano.

L’arresto dell’uomo è avvenuto nella serata di sabato 30 maggio. Il vescovo, nel corso della conferenza stampa, alla presenza dell’addetto stampa Luca Montagner, del vicario don Nicola Zanini e dell’avvocato Fabiola Gnesa, presidente della Commissione degli esperti in caso di abusi sessuali in ambito ecclesiastico della diocesi di Lugano, ha riferito di essere venuto a conoscenza dei fatti l’11 marzo scorso.

Ad informare il vescovo, nel corso di un incontro, non è stata direttamente la vittima dell’abuso, ma una persona che aveva ascoltato il racconto di un unico e circoscritto episodio, risalente a 5-6 anni fa. Mons. Lazzeri ha informato immediatamente l’apposita Commissione degli esperti in caso di abusi sessuali in ambito ecclesiastico della diocesi di Lugano, come prevede la prassi in questi casi. «La Commissione della diocesi di Lugano al completo – ha spiegato Fabiola Gnesa – ha esaminato la situazione e valutato il caso per capire se vi fossero gli estremi per una denuncia. Una volta chiarito questo, nel giro di pochissime ore è stata data la comunicazione a Mons. Lazzeri che ha segnalato il fatto all’autorità giudiziaria, come prevede categoricamente l’articolo 38 del regolamento delle Commissione di esperti». Di fatto è la prima volta che una segnalazione di un abuso sessuale viene fatta direttamente al vescovo e non prima alla magistratura.
Ulteriori dati e particolari, per il momento, non è dato sapere. In serata però il ministero pubblico ha rilasciato questo comunicato che precisa il caso.

L’inchiesta è coordinata dalla procuratrice pubblica Chiara Borelli e la difesa dell’imputato è affidata all’avvocato Luigi Mattei.

Alla conclusione della conferenza stampa, il vescovo Lazzeri ha espresso la sua solidarietà a chiunque è toccato da questa vicenda. «Pur non avendo la possibilità di predeterminare l’esito della procedura in corso, che potrà eventualmente confermare, smentire o correggere quanto finora emerso, il mio desiderio è far giungere fin da questo momento la mia solidarietà e la mia vicinanza a chiunque, in un modo o nell’altro, si trovi direttamente o indirettamente toccato da questa vicenda».

Corinne Zaugg (catt.ch)

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Da sinistra: Luca Montagner, mons. Valerio Lazzeri, l'avvocato Fabiola Gnesa e don Nicola Zanini.
31 Maggio 2020 | 18:45
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