Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (31 gennaio 2026)
Advertisement
  • Da sinistra: Luca Montagner, mons. Valerio Lazzeri, l'avvocato Fabiola Gnesa e don Nicola Zanini

    Ticino: la tempestiva azione della Curia nel caso del prete accusato di reati sessuali

    La gioia per la ripresa delle celebrazioni religiose in questa domenica di Pentecoste è stata raggelata dell’annuncio dato da parte del Vescovo Valerio Lazzeri, nel corso di una conferenza stampa nel pomeriggio di questo giorno di festa, del fermo con l’accusa di abusi sessuali di un prete cinquantenne incardinato nella diocesi di Lugano.

    L’arresto dell’uomo è avvenuto nella serata di sabato 30 maggio. Il vescovo, nel corso della conferenza stampa, alla presenza dell’addetto stampa Luca Montagner, del vicario don Nicola Zanini e dell’avvocato Fabiola Gnesa, presidente della Commissione degli esperti in caso di abusi sessuali in ambito ecclesiastico della diocesi di Lugano, ha riferito di essere venuto a conoscenza dei fatti l’11 marzo scorso.

    Ad informare il vescovo, nel corso di un incontro, non è stata direttamente la vittima dell’abuso, ma una persona che aveva ascoltato il racconto di un unico e circoscritto episodio, risalente a 5-6 anni fa. Mons. Lazzeri ha informato immediatamente l’apposita Commissione degli esperti in caso di abusi sessuali in ambito ecclesiastico della diocesi di Lugano, come prevede la prassi in questi casi. “La Commissione della diocesi di Lugano al completo - ha spiegato Fabiola Gnesa – ha esaminato la situazione e valutato il caso per capire se vi fossero gli estremi per una denuncia. Una volta chiarito questo, nel giro di pochissime ore è stata data la comunicazione a Mons. Lazzeri che ha segnalato il fatto all'autorità giudiziaria, come prevede categoricamente l’articolo 38 del regolamento delle Commissione di esperti”. Di fatto è la prima volta che una segnalazione di un abuso sessuale viene fatta direttamente al vescovo e non prima alla magistratura.
    Ulteriori dati e particolari, per il momento, non è dato sapere. In serata però il ministero pubblico ha rilasciato questo comunicato che precisa il caso.

    L’inchiesta è coordinata dalla procuratrice pubblica Chiara Borelli e la difesa dell’imputato è affidata all’avvocato Luigi Mattei.

    Alla conclusione della conferenza stampa, il vescovo Lazzeri ha espresso la sua solidarietà a chiunque è toccato da questa vicenda. «Pur non avendo la possibilità di predeterminare l’esito della procedura in corso, che potrà eventualmente confermare, smentire o correggere quanto finora emerso, il mio desiderio è far giungere fin da questo momento la mia solidarietà e la mia vicinanza a chiunque, in un modo o nell’altro, si trovi direttamente o indirettamente toccato da questa vicenda».

    Corinne Zaugg (catt.ch)

    Leggi anche: Prete in manette per accusa di abusi

    News correlate

    COMMENTO

    Lugano: una veglia in ascolto del dolore eloquente delle vittime di abusi

    Martedì 18 novembre al Sacro Cuore un centinaio di persone con il vescovo Alain hanno pregato per le vittime di questa piaga e si sono messe in ascolto della testimonianza di Daniel Pittet, il diacono permanente friburghese che da ragazzo subì violenza da un religioso.

    Veglia di preghiera per le vittime di abusi il 18 novembre a Lugano

    Nella basilica del Sacro Cuore è previsto un momento per accompagnare, con la preghiera, il cammino molto tortuoso di chi ha vissuto traumi indescrivibili. Iniziativa della Diocesi di Lugano, della parrocchia del Sacro Cuore e del gruppo GAVA.

    Il vescovo Alain rilegge con catt.ch la vicenda del prete ticinese reo di abusi

    Mons. de Raemy si dice molto addolorato per tutte le persone coinvolte. Ritorna sul suo incontro con la vittima che ha sporto la prima denuncia e parla della sofferenza di chi subisce questi reati. Al prete è interdetto fino al pronunciamento della sentenza canonica di Roma l'esercizio del ministero.

    Il gruppo GAVA interviene sulla sentenza nei confronti del prete ticinese abusatore

    GAVA giunge il giorno successivo al processo che ha condannato a 18 mesi il presbitero reo di diverse forme di abuso, anche su minori, con un comunicato dove si lamenta che la sentenza dia l'impressione che la gravità degli atti compiuti dipenda solo da criteri qualitativi e quantitativi e non dalla ferita prodotta alle vittime.

    COMMENTO

    Il coraggio e la carità di chi ha denunciato il prete abusatore: valori su cui costruire

    In sede processuale e nelle parole dello stesso presbitero colpevole di abusi è stato sottolineato il coraggio della prima vittima che ha portato alla scoperta degli altri casi, aprendo la strada alla denuncia da parte di altre giovani vittime.

    La vicinanza del vescovo alle persone vittime del prete abusatore e ai loro familiari

    La Curia vescovile, in un comunicato stampa successivo alla sentenza emanata il 14 agosto 2025 dal Tribunale penale cantonale che condanna a 18 mesi il presbitero ticinese, prende atto della sentenza.

    News più lette