Da mercoledì 19 aprile 2023 la Confederazione Svizzera ha ufficialmente un'ambasciata presso la Santa Sede. Alla cerimonia, alla quale ha partecipato il consigliere federale Ignazio Cassis, hanno preso parte anche altri ambasciatori oltre allo svizzero Knodel nonché il cardinale svizzero Kurt Koch e il comandante della Guardia Christoph Graf e il cardinale segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin che ha rivolto anche alcune parole di saluto ai presenti:
"Nel suo discorso al Corpo Diplomatico delle Nazioni Unite del 9 gennaio 2023, Papa Francesco ha espresso, tra l'altro, la gratitudine della Santa Sede per la volontà della Confederazione Svizzera di consolidare e rafforzare le nostre relazioni bilaterali, e per la collaborazione che esiste per rafforzarle attraverso la nomina di un ambasciatore con sede a Roma", ha detto Parolin.
All'inaugurazione a Roma, il Consigliere federale Ignazio Cassis, che da anni spinge per l'istituzione di una residenza diplomatica svizzera nella Santa Sede e che è responsabile delle relazioni estere della Svizzera, ha spiegato ciò che la Svizzera condivide con lo "Stato più piccolo del mondo": la lingua italiana, i valori cristiani e i principi di politica estera: "Entrambi siamo piccoli Stati, entrambi neutrali con aspirazioni universali, entrambi impegnati nella costante ricerca della pace e dell'aiuto ai deboli".
La convenzione del 1968 è la clausola per la nomina del vescovo di Lugano
Cassis in occasione dell'incontro - come riportano kath.ch e il cdt - ha risposto ad alcune questioni relative ai rapporti tra Svizzera e Santa Sede. Gli è stato chiesto della convenzione del 1968 dopo che nelle scorse settimane in Ticino sono state raccolte oltre 2300 firme per chiedere una modifica relativa alla clausola per la nomina del vescovo di Lugano, scelta per ora vincolata alla nomina di un sacerdote di origine (cittadinanza) ticinese. Cassis ha ricordato la petizione, ha detto di averne parlato sul piano procedurale con il cardinale Gallagher, ministro degli esteri Vaticano, "soprattutto per capire cosa succede sul piano procedurale". Cassis ha spiegato che si chiede ora la posizione del Governo ticinese, dato che in Svizzera i rapporti tra Chiese e Stato sono di competenza cantonale. In base alla risposta del Cantone, la Confederazione intraprenderà i passi del caso. Cassis ha detto che "non ci sono tempi prefissati" ma che il "Consiglio di Stato ticinese ci ha confermato che ci darà una risposta". Successivamente ha aggiunto che "se si dovesse giungere alla modifica della Convenzione la procedura prevede un accordo di diritto pubblico internazionale con ogni probabilità approvato dalle Camere"
La firma del documento per l'ambasciata
Il cardinale Parolin e il consigliere federale Cassis mercoledì hanno firmato congiuntamente il documento ufficiale di apertura della rappresentanza diplomatica. Il cardinale Parolin ha anche ricordato quanto siano stati e siano tuttora "fruttuosi" i rapporti tra il Vaticano e la Svizzera:
"L'idea di un'Ambasciata svizzera residente presso la Santa Sede a Roma è nata nel quadro degli incontri bilaterali in occasione del centenario del ristabilimento delle relazioni diplomatiche tra la Svizzera e la Santa Sede". Il centenario cadeva nel novembre 2020 ed è stato commemorato l'anno successivo a causa della pandemia.
La Guardia Svizzera come legame
Parolin ha ricordato la Guardia Svizzera che da oltre 500 anni, è considerata per il suo particolare legame tra il Vaticano e la Svizzera". Dal 1506, gli svizzeri fanno parte della forza di protezione dei papi. Sia il cardinale Parolin che il ministro degli Esteri Cassis non hanno approfondito il progetto di costruzione di una nuova caserma in Vaticano. La costruzione dovrebbe iniziare dopo l'Anno Santo 2025.
Il contesto
Nel 2020, la Svizzera e la Santa Sede avevano deciso di istituire una propria ambasciata a Roma in occasione del 100° anniversario della ripresa delle relazioni diplomatiche. Lo scorso maggio, l'inviato agli Esteri del Vaticano, l'arcivescovo Paul Gallagher, insieme a Cassis - allora presidente della Confederazione elvetica - aveva già aperto l'accesso all'edificio di via Crescenzio, vicino al Vaticano. A settembre, l'ambasciata ha iniziato a operare in via temporanea in Piazza del Popolo, nel centro di Roma. Ora si è trasferita nella sede attuale.
Il Vaticano ha una rappresentanza diplomatica in Svizzera sotto forma di nunziatura dal 1586, con un'interruzione tra il 1873 e il 1920. La Svizzera, dal canto suo, è rappresentata presso la Santa Sede solo dal 1991. Dal 2014 è accreditata presso la Santa Sede attraverso il suo ambasciatore in Slovenia.
fonte: vaticannews/Katt.ch/traduzione e adattamento red