Ticino

Bellinzona Semine: la profezia di un prefabbricato che da 30 anni è la chiesa di un quartiere multietnico

«Gratitudine e gioia per l’intuizione che ebbe 30 anni fa l’allora vescovo di Lugano Eugenio Corecco nel volere una chiesa nella struttura provvisoria di un bianco prefabbricato, nel cuore del popolare quartiere delle Semine di Bellinzona», è stata espressa oggi dal suo successore, mons. Valerio Lazzeri, durante la bella celebrazione che ha dato il via ad una magnifica festa, organizzata per l’occasione dalla comunità di Bellinzona Sud.

Il nome della chiesa viene dalla prima Enciclica di San Giovanni Paolo II

Nacque 30 anni fa la chiesa dedicata a Gesù Cristo Redentore dell’Uomo (dal nome della prima Enciclica di San Giovanni Paolo II), un luogo provvisorio ancora oggi che è però fulcro vivo e vivace della vita spirituale, dell’oratorio, del catechismo, di incontri parrocchiali, di doposcuola per i ragazzi e altro ancora per gli abitanti del quartiere Semine. Una realtà aggregativa che va oltre i confini etnici, religiosi e confessionali, avendo accolto negli anni il succedersi di varie ondate migratorie, dalla Ex Jugoslavia, dal Medio Oriente, dal Sud Italia, dal Nord Africa e altri ancora.

La Messa nel prefabbricato di Gesù Cristo Redentore dell’Uomo

Mons. Lazzeri, all’inizio della Messa, ha ringraziato coloro che hanno contribuito alla vita della comunità, primo tra tutti don Carlo Scorti, oggi parroco a Riva San Vitale, ma per tanti anni alla guida della comunità ecclesiale delle Semine.

Nella provvisorietà del luogo, emerge l’essenziale della comunità

All’omelia il vescovo Lazzeri, ha sottolineato lo speciale messaggio «profetico» di questa comunità: «Noi spesso attendiamo qualcosa di straordinario che possa cambiarci, come chiede nel Vangelo di oggi (la parabola del povero Lazzaro e del ricco Epulone, Lc 16,19-31) il ricco Epulone nel dialogo con Abramo, quando domanda che qualcuno «dal regno dei morti» vada a stupire i suoi 5 fratelli affinché cambino vita». Per mons. Lazzeri invece il cambiamento accade non grazie ad eventi appariscenti ma mediante «l’adesione alla Parola di Dio che ci viene incontro nell’ordinario della vita, seguendo le proposte del Vangelo quali l’ascolto degli altri, l’accoglienza, la vita fraterna». «La Parola di Dio non fa nulla di particolarmente appariscente», ha sottolineato il vescovo. E così è l’esperienza di questo quartiere bellinzonese dove «in una struttura provvisoria e semplice» la gente -da 30 anni- si riunisce ed è «comunità attorno alla Parola di Dio, all’Eucaristia condivisa, alla vita fraterna». «Non sono, infatti, le cose appariscenti -come chiede Epulone a convertirci- ma il nostro cuore, che piano, piano, giorno dopo giorno, si lascia convertire, dentro la normalità della vita», ha concluso il vescovo.

Momenti di festa

La festa è proseguita nel campo adiacente il prefabbricato, con il pranzo in comune, una bella animazione musicale, canti, balli e danze di piccoli e grandi e una tombola finale, con ricchi premi. In questo link interviste e testimonianze raccolte prima della festa.

da sinistra: Il vescovo Lazzeri e il parroco don Josè
30 Settembre 2019 | 12:35
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