Svizzera

Vescovi svizzeri: pubblicati gli orientamenti generali per la ripresa del culto pubblico nelle Chiese

Sono state pubblicate oggi, 27 aprile, dalla Conferenza dei vescovi svizzeri degli orientamenti generali che i vescovi diocesani e le singole parrocchie responsabili dei luoghi di culto, successivamente svilupparanno in modalità operative, in vista della ripresa delle funzioni con il popolo. Il testo è firmato dal presidente dei vescovi svizzeri, mons. Felix Gmür (nella foto). Ricordiamo che fino a nuovo avviso le Messe con il popolo sono sospese fino all’8 giugno.

Le sepolture

Quanto ai funerali, la CVS stabilisce che (questo già da subito) sia concesso continuare a prendere congedo dal defunto entro il circolo famigliare. Spetta alla famiglia definire chi debba far parte di questa cerchia. Le prescrizioni del Consiglio federale e le raccomandazioni dell’Ufficio federale della sanità pubblica (OFSP) in materia di igiene e distanziamento sociale devono essere sempre rispettate. Le esequie (sepoltura o cremazione) saranno celebrate il più semplicemente possibile e con il minor numero di persone possibile. A determinare il numero di persone coinvolte sarà la scelta del luogo: le esequie si celebreranno per quanto possibile all’aria aperta, con la lettura della Parola oppure al chiuso ma in un luogo che permetta il rispetto delle norme di sicurezza e prevenzione. Famiglie numerose potranno ritrovarsi solo in luoghi sufficientemente spaziosi. Spetta al celebrante delle esequie far valere queste norme. In caso di persone decedute per COVID-19 è necessario seguire le indicazioni dell’autorità statale.

Ricordiamo inoltre che, per i funerali, a livello ticinese valgono le disposizioni emanate della Diocesi di Lugano in data 26 aprile.

Le Messe pubbliche (orientamenti generali da considerarsi solo quando sarà possibile celebrare le Messe con il pubblico, per ora non prima dell’8 giugno 2020)

Prima della Messa

Si pulisca e si disinfetti ogni punto di contatto; le acquesantiere rimangano vuote fino a nuovo avviso; si dispongano dei cartelloni con le norme di prevenzione da rispettare, sia fuori che dentro la chiesa, per informare dovutamente i fedeli; delle segnalazioni ulteriori indicheranno ai fedeli con chiarezza i punti di accesso e le porte per uscire dalla chiesa; ci siano anche delle persone che sorvegliano i punti di accesso. I fedeli si disinfettino le mani prima di entrare in chiesa. Ci sarà anche qui una persona che dispenserà del disinfettante e che verificherà che tutti rispettino questa norma.

L’entrata in chiesa è limitata a un terzo dell’effettiva capacità dell’edificio e ogni fedele dovrà comunque avere attorno a sé uno spazio di 4 metri quadri al minimo. Perché queste distanze siano assolutamente rispettate potrebbe essere necessario prendere ulteriori misure, ad esempio chiusura di certi banchi, distanziamento delle sedie, segnaletica con dei nastri.

Si auspica anche che i fedeli possano, nelle Messe solitamente molto frequentate, procedere con una «riservazione» dei posti, che saranno numerati. Si consiglia comunque a chi non possa avere accesso a una Messa per il numero limitati di posti, di andare a un’altra Messa, eventualmente nel corso della settimana ventura.

Durante la Messa

I fedeli prenderanno posto nei luoghi segnalati. Nel banco davanti e nel banco dietro non deve esserci nessuno. Solo in nuclei famigliari non vengano separati. Se c’è spazio a sufficienza attorno all’altare, potranno esserci dei chierichetti. Ugualmente per i Lettori: il punto di discrimine è sempre lo spazio disponibile. Non si raccoglieranno le offerte, a meno di non lasciare un cesto per la raccolta in qualche punto della chiesa, alla quale il fedele, terminata la Messa, può avvicinarsi liberamente per deporre il proprio obolo.

Per quanto concerne le specie eucaristiche, durante la preghiera eucaristica esse dovranno essere tutto il tempo tenute coperte. Prima di iniziare a benedirle, il sacerdote si disinfetti le mani. Solo il celebrante si comunicherà al calice. I concelebranti si comunicheranno intingendo l’ostia. Prima della distribuzione dell’eucaristia, il responsabile si disinfetti le mani. Il dialogo «Corpo di Cristo» – «Amen» tra celebrante e persona che si comunica, sarà solo assembleare, quindi pronunciato comunitariamente subito prima della distribuzione dell’eucaristia, così da non dover essere ripetuto singolarmente ogni volta. Non ci sarà scambio della pace.

Regole analoghe di prevenzione si applicano anche alla Liturgia della Parola, alla Liturgia delle Ore o ad altre celebrazioni in gruppo. Ogni gesto simbolico che prevede il contatto fisico con un oggetto è vietato. Ci sia sempre, inoltre, alle porte una persona che possa aprirle in caso di bisogno.

I Battesimi, le Prime comunioni, le Cresime e i Matrimoni sono condizionati al medesimo rispetto delle norme stabilite dall’autorità civile in materia di igiene e distanziamento sociale.

Dopo la Messa

Ci siano delle persone per aprire e chiudere le porte ai fedeli. I fedeli lascino la chiesa secondo un ordine preciso e mantenendo le distanze; soprattutto non si raggruppino fuori dalla chiesa. La parrocchia designa una persona per far sì che queste norme vengano rispettate. Dopo la Messa, oggetti e cose con cui i fedeli sono entrati in contatto (oggetti, banchi, porte, installazioni sanitarie) siano dovutamente disinfettate. La chiesa rimane, di principio, aperta durante il giorno per le visite individuali.

Mancata partecipazione alla Messa

La preghiera deve essere praticata e nuovamente scoperta soprattutto in casa ma anche dalle persone che vivono sole. Le persone che sono malate o si sentono tali sono sollecitate a non partecipare alla Messa. Nel rispetto delle norme prescritte, potranno ricevere la Comunione da persone formate per distribuirla. Le persone che avvertono un malore durante la celebrazione dovranno lasciarla immediatamente. I fedeli facenti parte dei gruppi «a rischio» non sono tenuti a frequentare la Messa domenicale, ma possono frequentare le Messe settimanali, tenuto conto che vi partecipino meno persone.

Qui il comunicato ufficiale.

Mons. Felix Gmür, presidente dei vescovi svizzeri
27 Aprile 2020 | 18:00
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