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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (6 febbraio 2026)
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  • Un'estate all'insegna del volontariato

    Sono tanti e belli i momenti di condivisione che si possono vivere durante l'estate. Anche l'Opus Dei, che si occupa dell'educazione dei giovani attraverso dei Club giovanili, offre proposte interessanti ai giovani del Ticino. Per i ragazzi del gruppo Altaquota, che fa capo al Centro culturale Montebrè di Lugano, ad esempio questi ultimi giorni sono stati occasione di confronto con i giovanissimi migranti ospitati dal Centro di seconda accoglienza a Fondachelli-Fantina, in provincia di Messina.

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    Nel centro i migranti rimangono dai tre ai quattro mesi, seguendo un programma di scolarizzazione che potranno proseguire anche in seguito. Tutti sono minori non accompagnati. I ragazzi del Centro Altaquota, che fanno compagnia ai migranti con giochi, sport, e uscite al mare, hanno dai 16 ai 23 anni. Ecco le loro testimonianze:

    “È un’esperienza che ho scelto di fare perché si inserisce nel mio percorso formativo. Sono immerso in una realtà di cui si sente parlare tanto per potermi fare anche un’idea mia. Alcuni di loro mi hanno raccontato il loro percorso in barca, incredibile. Ma in fondo sono ragazzi normali, come me. La sfida è proprio quella di riuscire a vederli con gli occhi giusti. E non c’è niente che aiuta di più in questo che lo sport: un pallone unisce la gente tanto in Africa quanto qui. Consiglio un’esperienza simile a tutti i giovani, purché si sia motivati a farla”

    (Andrea, 23 anni, di Taverne)

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    “Non posso nascondere che ci sono anche degli ostacoli ad essere qui. Ad esempio, la comunicazione. Ma è in questi momenti che ci si rende tutti più conto della necessità della collaborazione: molti dei ragazzi che sanno un po’ di francese aiutano gli altri ad esprimersi. Noi siamo qui, in pochi e facciamo il minimo, ma a loro sembra che stiamo ridando la vita. Con quasi niente diamo loro tutto. È dunque un’esperienza prima di tutto importante per noi. Ci fa essere umili.

    (Nicola, 18 anni, di Lugano)

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    “È il mio terzo campo qui. Mi dà tanta gioia. Ci ritornerò. Rattrista scoprire le loro storie ma da altrettanta forza sapere che con la nostra presenza contribuiamo ad integrarli”.

    (Giacomo, 17 anni, Capriasca)

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    Qualcosa di diverso stanno invece hanno vissuto sei ragazze del club giovanile della residenza femminile dell'Opus Dei a Lugano, il Centro culturale Alzavola, che a Lisbona hanno assistito per una settimana alcuni ragazzi rimasti senza genitori o impossibilitati a vivere con loro. Una di loro, Agata, 15 anni di Vaglio, ci racconta:

    “Stupisce di questi bambini la loro felicità e la capacità di non lamentarsi mai, anche quando hai entrambi i genitori in prigione, ad esempio. Noi abbiamo fatto ben poco, li abbiamo portati in spiaggia a divertirsi ma ogni istante passato con loro è stato occasione di riflessione. Non è la prima occasione che il Centro dell’Opus Dei, Alzavola, mi dà di crescita: lo frequento da anni, e tra amicizie, collaborazione e approfondimento dei temi della fede, posso dire di essere cresciuta molto grazie ad esso”.

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    L’estate continua ma di sicuro questi ragazzi e ragazze possono dire di aver vissuto qualcosa di importante!

    L.Q.

     

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