L'abbazia benedettina d'Einsiedeln
Svizzera

Svizzera: il cardinale Pietro Parolin accolto ad Einsiedeln

Rinsaldare i rapporti tra Svizzera e Santa Sede partendo da Einsiedeln, sotto l’egida di Maria. Inizia con questa immagine l’omelia del cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, durante la Santa Messa nella chiesa abbaziale di Einsiedeln, con la quale il presule ha voluto dare inizio, questa mattina, al suo viaggio in Svizzera, in occasione dei festeggiamenti per i 100 anni dalla ripresa dei rapporti diplomatici tra la Confederazione e la Santa Sede. Ad accoglierlo per la funzione religiosa – che è stata trasmessa anche via streaming dal sito del Monastero –  assieme alla comunità monastica e al suo abate, una delegazione del governo svittese, Martin Krebs, nunzio apostolico a Berna, e l’ambasciatore Denis Knobel, unitamente alla presenza di un buon numero di fedeli.

«È una gioia trovarsi qui, nel monastero di Einsiedeln, punto di riferimento nel cuore dell’Europa. Visitarlo è occasione di esprimere la vicinanza del Papa all’amato popolo svizzero, in un luogo che a sua volta invita a pregare per il Pontefice, come lui stesso spesso ci ha chiesto più volte di fare», ha sottolineato il cardinale Parolin. «Le due vedove di cui ci parla oggi la Sacra Scrittura sono un esempio fuori dal comune di umiltà e fiducia in Dio. Il loro donarsi a Dio, con confidenza, è totale. Un gesto, quello di donare tutto a Dio, tanto grande quanto le loro necessità e la loro povertà. Entrambe ci ricordano, per usare un’immagine molto usata dal Papa, i «Santi della porta accanto», quelle persone che magari incontriamo sul nostro cammino e ci colpiscono per la loro capacità di non guardare solo agli aspetti esteriori, bensì per il loro invito, che ci rivolgono con la loro esistenza, di «riscoprire le cose nascoste». L’esempio delle due vedove conduce proprio a questo: è un invito per tutti noi a curare la nostra vita interiore, al di là di qualsiasi logica mondana o commerciale. Ogni gesto, agito nell’amore e in questa ottica, porta frutto».

La Madonna nera di Einsiedeln

Assieme a San Nicolao della Flüe, che il cardinale non ha mancato di ricordare con particolare affetto, Maria è esempio massimo di questa vita interiore pazientemente coltivata. «Maria è come queste vedove: ha dato tutto. Sempre vigile, ha saputo trasformare in dono ogni evento che le è capitato. Quale «Sposa dello Spirito», ha preparato gli Apostoli alla Pentecoste. In Maria, infatti, si manifesta la sapienza dello Spirito. Einsiedeln è un luogo che ci invita a ricevere e far posto a questa stessa sapienza. Dipende da noi, però, scegliere la strada che vogliamo percorrrere: condotti dallo Spirito Santo, possiamo coltivare la vita interiore, e disporci così al dono di noi stessi; ma possiamo anche scegliere la strada delle apparenze, del superfluo, delle apparenze sterili. Sta a noi, tra le cose illusorie che ci mostra il mondo, deciderci per Dio. Il frutto della nostra scelta sarà la pace, quella pace di cui questa abazia è oasi perfetta. Possiamo trovare, riunendoci qui, pace e indicazioni su come procedere nella nostra vita, sotto la protezione di Maria».

Il viaggio del cardinale Parolin in Svizzera farà tappa, domani, all’università di Friborgo, presso la quale, alla presenza del Consigliere federale Ignazio Cassis, prenderanno avvio ufficialmente i festeggiamenti per i 100 dalla ripresa dei rapporti tra Svizzera e Santa Sede. Alle 15, è prevista la presentazione sul tema del volume del ricercatore locarnese Lorenzo Planzi, dal titolo «Il Papa e il Consiglio federale: dalla rottura del 1873 alla riapertura della nunziatura a Berna nel 1920». Il giorno seguente, martedì, avrà invece luogo il Convegno internazionale «La Svizzera e la Santa Sede: una storia densa, dal Medioevo al comune impegno per la pace». 

(LQ)

L'abbazia benedettina d'Einsiedeln | © Jacques Berset
7 Novembre 2021 | 12:18
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