Svizzera

1. agosto, festa nazionale svizzera, sulla «via delle genti» sotto lo sguardo di S. Gottardo

L’appuntamento con la Santa Messa sul Passo del San Gottardo in occasione del 1. agosto, festa nazionale Svizzera, celebra quest’anno il suo 20esimo anniversario. Un traguardo importante, che si rifà a una lunga tradizione di pellegrinaggi organizzati proprio sul Passo fin dal Medioevo.

La dedicazione della montagna al monaco e abate, nonché vescovo di Hildesheim, San Gottardo, vissuto a cavallo dell’11esimo secolo, è raccontata in una leggenda. Si narra che, in occasione di un viaggio a Roma, mentre il Santo si trovava ospite presso l’ospizio posto in cima al passo avrebbe compiuto un miracolo. La voce del prodigio si sparse in fretta: qualche anno dopo la sua canonizzazione, avvenuta il 29 ottobre 1131 sotto Papa Innocenzo II, l’allora arcivescovo di Milano Enrico Settala salì sulla montagna per riconsacrare la piccola cappella presente in loco, dedicandola al Santo bavarese. Nel giro di poco tempo a San Gottardo venne dedicato l’intero passo e il massiccio alpino.

Cominciò così, sulle orme devozionali del nuovo Santo patrono, un’assidua frequentazione della chiesetta, attestata fin dal Medioevo dalla pratica delle «sette processioni » che si tenevano annualmente, a data fissa, e che partivano dalle cinque valli circostanti la montagna. Dalla val Formazza – il percorso più lungo e impegnativo di ben 40 km – i pellegrini partivano il giorno dopo la festa di San Giovanni Battista, il 25 giugno, per recarsi in cima al Passo; da Disentis partivano la vigilia della solennità dei Santi Pietro e Paolo, il 28 giugno; dalla Valle di Orsera (Uri) e dal Vallese partivano due giorni dopo questa ricorrenza, il 30 giugno; da Airolo partivano il 17 luglio, giorno dedicato a San Marcellino; da Quinto partivano nel giorno della festa di Santa Maria Maddalena, il 17 luglio; da Bedretto partivano il 10 agosto, giorno dedicato a San Lorenzo. Questa tradizione si protrasse per ben sette secoli, portando in pellegrinaggio sul Passo numerosi fedeli. Le cronache, inoltre, raccontano che anche San Carlo Borromeo visitò per ben tre volte la piccola cappella, intorno all’anno 1580. Con il passare dei secoli questa tradizione andò via via scemando, passando da devozione popolare a devozione personale.

Finché negli anni Ottanta le cose cambiarono nuovamente, per volontà dell’allora Vescovo di Lugano Eugenio Corecco, che il 1° agosto 1986 salì sul Passo per benedire il Museo Nazionale del San Gottardo. Un Vescovo, quindi, tornava in cima alla montagna, per ricordare la storia del Santo patrono e della lunga tradizione di pellegrinaggi in quel luogo. Mons. Corecco ritornò sul San Gottardo in altre due occasioni, il 1° agosto del 1990 e del 1991.

La storia recente, invece, ci porta alle soglie del 21esimo secolo. Nel fervore dei preparativi dell’anno giubilare, al professor Giuseppe Beeler, all’epoca direttore dell’Opera Diocesana Pellegrinaggi della Diocesi, venne l’idea di organizzare un pellegrinaggio sul Passo del San Gottardo con lo scopo, alle porte del nuovo Millennio, di risalire alle radici dell’evangelizzazione per ridare un volto cristiano alla società. La proposta fu accolta con entusiasmo dall’allora Vescovo di Lugano Giuseppe Torti e l’invito di partecipare a questo momento venne esteso a quelle altre Diocesi storicamente legate a questo Passo alpino: Coira, Sion, Novara, Como e Milano.

Il 1° agosto del 2000, davanti ai rappresentati delle sei Diocesi, tra cui tre Vescovi, si riunivano quattromila persone sulla piazza del forte di Airolo per partecipare alla Santa Messa. Il momento fu un vero successo, al punto che si decise di riproporlo anche l’anno seguente, dandogli la denominazione di «pellegrinaggio diocesano». A partire da quel momento, senza alcuna interruzione negli anni, grazie all’impegno della Diocesi e della parrocchia di Airolo, l’incontro entrò a tutti gli effetti come appuntamento fisso nel calendario diocesano, ridando vita a una bella tradizione secolare.

In questo modo, il Passo del San Gottardo si riconferma «via delle genti», punto di incontro e di scambio tra comunità e culture diverse, sotto l’egida del Vescovo San Gottardo.

Luca Montagner, Addetto stampa della Diocesi di Lugano

Il programma

La Santa Messa sul Passo del San Gottardo sarà presieduta giovedì 1. agosto alle ore 10.30, da mons. Valerio Lazzeri, Vescovo di Lugano, e come gli scorsi anni, verrà trasmessa in diretta dalla RSI LA1 per le tre reti nazionali. Per festeggiare assieme il traguardo dei 20 anni della manifestazione, al termine della Santa Messa sarà offerta una risottata a tutti i partecipanti. Inoltre, come da consuetudine, è proposto un cammino di riflessione con partenza alle ore 07.30 dal Motto Bartola. La novità di questa edizione è la possibilità di usufruire di due treni speciali con partenza da Chiasso (07.16) e da Locarno (07.50) e fermata in tutti le stazioni, e di un bus navetta da Airolo al Passo, il tutto al costo di 10 franchi. Questa proposta è stata accolta con grande interesse, al punto che gli ultimi biglietti sono stati venduti negli scorsi giorni. Il Vescovo si unirà ai viaggiatori dalla stazione di Lugano. In caso di pioggia la celebrazione avrà luogo nella chiesa dei Santi Nazzaro e Celso di Airolo. Con tempo incerto telefonare al numero 1600 dalle ore 19.00 di mercoledì 31 luglio.

La Messa al Gottardo
27 Luglio 2019 | 09:27
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