Ticino

San Vigilio: la «sentinella» di Rovio

Per il secondo anno consecutivo, andiamo alla scoperta delle bellezze del nostro territorio grazie alla pubblicazione del 2019: «Il Sacro in Ticino», a cura di Salvatore Maria Fares e Stefano Zuffi, edizioni Skyra. Quest’estate, in cui saremo più propensi a percorrere i nostri territori e a cercare quei luoghi che magari da tempo desideravamo visitare senza mai trovare il tempo, lasciamoci sorprendere dalle tante testimonianze di fede incise nella pietra. Fiera sotto il massiccio del Monte Generoso, a Rovio, un pochino in posizione isolata rispetto al centro abitato, si nota la semplice chiesa di San Vigilio. Semplice per così dire, poiché avvicinandosi si scopre il notevole paramento murario e già ad un primo sguardo all’interno, si para davanti agli occhi lo splendido ciclo di affreschi della prima metà del Duecento che ricopre l’intera abside. Nella parte alta possiamo subito notare un Cristo in mandorla affiancato dai simboli degli evangelisti, mentre nella parte inferiore si trovano gli apostoli e la Madonna orante (al centro, proprio in corrispondenza del Cristo). E proprio quest’abside ricorda il rito dell’Apostolare, una preghiera speciale rivolta agli apostoli. Le donne che desideravano avere un figlio ponevano sotto ogni apostolo una candela all’inizio della messa. Al termine della funzione, l’ultima candela ancora accesa avrebbe indicato il nome da attribuire al proprio figlio. Una cerimonia che veniva proposta anche in altre chiese del Ticino, in particolare si conosce il caso di Miglieglia. Sullo zoccolo si trova un velario che rappresenta, con chiari influssi bizantini, il Giudizio universale e l’Assunzione. L’edificio ad unica navata, presenta un’unica altra opera d’arte all’interno: una statua di san Rocco del XVIII secolo, opera di Pietro Mazzetti. La dedicazione di questa chiesa romanica a san Vigilio è dovuta alla diffusione del culto a lui dedicato in seguito all’incarico dato da Sant’Ambrogio a Vigilio, nel V secolo, di evangelizzare alcune vallate del Trentino, poi martirizzato da quelle stesse popolazioni. Questo gioiello romanico è molto amato anche perché si trova in una posizione da cui si gode di una vista mozzafiato su tutto il Mendrisiotto, ma la caratteristica che forse colpisce più il visitatore è l’essenzialità della struttura che porta direttamente lo sguardo sull’abside ricca di colori e capace di trasmettere nei fedeli uno scampolo di Paradiso, una grande icona in cui il Cielo si rende visibile in terra. Che cosa vedere in zona: Merita certamente una visita anche la parrocchiale di Rovio dedicata ai Santi Agata e Vitale con la sua facciata in cotto di Tita Carloni. Interessante anche la barocca parrocchiale di Arogno dedicata a Santo Stefano. Edificio che, insieme all’ossario, alla canonica e al cimitero costituisce un nucleo a sé. (CG)

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4 Luglio 2020 | 13:20
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