Papa e Vaticano

Quando è il Papa a chiedere scusa

«Tante volte perdiamo la pazienza. Anche io… E chiedo scusa per il cattivo esempio di ieri». Dalla finestra del Palazzo Apostolico per il primo Angelus del 2020, ieri Francesco è tornato sulla vicenda dello «schiaffetto» sulla mano di una donna che lo strattonava, il cui video è divenuto virale sul web. 

Martedì sera dopo il Te Deum, salutando come tradizione i fedeli riuniti intorno all’albero e al presepe in piazza San Pietro, il Papa è stato afferrato dalla mano con particolare veemenza da una donna asiatica dietro le transenne. Nel filmato circolato in rete si vede il Pontefice fare una smorfia di dolore, probabilmente per la forte presa della signora, che continuava intanto a parlargli, stringerlo e tirarlo. Innervosito dal gesto, Francesco ha dato qualche colpetto alla mano della fedele per liberarsi.

Una reazione istintiva, suscitata anche dal dolore che la stretta gli aveva probabilmente provocato. Senza dimenticare che ad un uomo di 83 anni, che cammina peraltro a fatica a causa della sciatalgia e da problemi all’anca, un gesto del genere avrebbe potuto provocare anche una brutta caduta. 

In ogni caso, i dieci secondi di filmato – girato con lo smartphone dai presenti – sono divenuti nel giro di mezz’ora uno dei trend sui social network, scatenando commenti negativi sulla reazione del Pontefice e battute ironiche degli utenti. Il video è stato collocato in home page da importanti siti come Cnn, Guardian o Bbc che ha addirittura proposto un’analisi con una sorta di moviola. Non sono mancati poi i profili ultra tradizionalisti, da sempre critici verso questo pontificato, che hanno approfittato della vicenda per puntare il dito contro il Papa, esprimere lo sconcerto e coprire di insulti gratuiti il Pontefice, sottolineandone in particolare l’espressione corrucciata indicata come il «vero volto» del Papa argentino.

Sin dall’inizio del pontificato Jorge Mario Bergoglio si è mostrato disponibile a salutare i fedeli e immergersi nei cosiddetti bagni di folla, facendo anche indietreggiare i gendarmi per non avere «filtri» tra lui e la gente. Tuttavia Francesco non ha mai nascosto l’intolleranza alle manifestazioni eccessive e anche un po’ prepotenti di «affetto». Anche in Messico, durante il suo viaggio del 2016, aveva perso la pazienza con un ragazzo che nello stadio di Morelia lo aveva afferrato dalle braccia, facendolo quasi cadere addosso ad un bambino in sedia a rotelle in prima fila. Aiutato dai gendarmi e dal personale del presidente della Repubblica a recuperare l’equilibrio, il Papa aveva rimproverato il giovane dicendogli in spagnolo: «Non essere egoista!». 

«Tante volte perdiamo la pazienza, anche io, e chiedo scusa per il cattivo esempio di ieri…». Ieri, durante il primo Angelus dell’anno in piazza San Pietro, il Pontefice ha voluto porgere le scuse dicendo di aver dato un «cattivo esempio». Lo ha fatto a braccio e con grande umiltà, nel bel mezzo della catechesi, durante la quale ha invocato la pace per il nuovo anno appena iniziato e ha ricordato che «Gesù è la benedizione per quanti sono oppressi dal giogo delle schiavitù, morali e materiali»: chi ha perso la stima di sé «rimanendo prigioniero di giri viziosi» come pure chi è vittima di ingiustizie e sfruttamento e chi è gravemente malato, carcerato o «tentato di chiudersi in sé stesso». Per tutti «Gesù riapre un orizzonte di speranza, a partire da un piccolo spiraglio di luce», ha detto il Pontefice.

Agenzie/Red

2 Gennaio 2020 | 09:17
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