Ticino

Prima comunione: l'esperienza della parrocchia di Chiasso

Nella preparazione dei ragazzi alla Prima comunione, a Chiasso si è puntato molto sul coinvolgimento delle famiglie, come ci racconta don Gianfranco Feliciani: «Nel sacramento del battesimo il ruolo dei genitori è ben chiaro: a loro spetta un coinvolgimento attivo anche nella celebrazione. Hanno infatti il compito di segnare la fronte del bambino con il segno della croce. Nel caso della Prima comunione, questo ruolo, a livello liturgico, è molto meno definito; come parroco, responsabile delle Prime comunioni a Pedrinate e Chiasso, ho scelto, anche per questo sacramento, nonostante la pandemia, di coinvolgere il più possibile la famiglia, sia per gli aspetti preparatori che per la celebrazione. All’altare, voglio che i ragazzi siano accompagnati proprio dai genitori. In questi mesi, inoltre, ho invitato i genitori a dare un seguito alla preparazione in un ambiente domestico, casalingo, con l’invito di abituare i ragazzi ad alcuni semplici gesti, ad esempio la preghiera prima dei pasti. Ispirandoci all’esperienza del nostro oratorio, abbiamo anche organizzato delle catechesi apposite genitore-bambino, prima delle celebrazioni domenicali, per spiegare ai più piccoli cosa capita durante la Messa e per introdurli anche un po’ alla storia della nostra comunità parrocchiale. Sono stati momenti stimolanti, a cui si è aggiunta la singolare iniziativa di organizzare una sorta di «caccia al tesoro» in chiesa, dove il «tesoro» erano i vari elementi della chiesa da «scoprire» assieme: il tabernacolo, il fonte battesimale, le statue dei Santi. Così, abbiamo guidato i bambini alla scoperta dello spazio sacro. Infine, abbiamo cercato di vivere anche la dimensione sacramentale in chiave intima e «famigliare»: penso al sacramento del perdono, preparato comunitariamente, durante il quale abbiamo chiesto che fossero i genitori ad «accogliere» simbolicamente il perdono dei figli e poi a porgersi, tra sposi, il perdono reciproco. In questo modo, tutto il nucleo famigliare, nel suo insieme, ha avuto la possibilità di aprirsi a Dio. Auspico, per ogni sacramento, e indipendentemente dal covid, che ci possa essere sempre di più un senso di viva responsabilità dei genitori verso i figli, anche per quanto compete una educazione alla fede. Educazione che non deve essere astratta e disincarnata: la famiglia dovrebbe stare dietro ad ogni passo del percorso di iniziazione alla fede».

Laura Quadri

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4 Maggio 2021 | 13:20
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