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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (3 marzo 2026)
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  • Fiamma olimpica

    Presentato a Roma il libro "Giochi di pace" con la prefazione di Papa Francesco

    Nel pieno fermento sportivo per l’inizio dei Giochi Olimpici, che quest’anno si terranno a Parigi dal 26 luglio all’11 agosto, è stato da poco presentato, allo Stadio Olimpico di Roma, il libro Giochi di pace. L’anima delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi con la prefazione di Papa Francesco. Il nuovo volume, edito dalla Libreria Editrice Vaticana, su iniziativa di Athletica Vaticana e curato da Vincenzo Parrinello, si presenta come una raccolta di testimonianze di atleti olimpici, paralimpici e rifugiati e delle autorità sportive italiane e vaticane.

    Come suggeritoci dal titolo, il messaggio è chiaro: quello della pace, in un contesto mondiale sempre più belligerante, che lo sport può far trasmettere, grazie alla presenza di atleti provenienti da tutto il mondo che diventano simbolo di una unità possibile oltre ogni differenza e divisione storico-culturale. Sappiamo quanto questo tema sia caro a Papa Francesco, il cui appello è stato rilanciato facendo da filo conduttore alla presentazione. Nella prefazione del libro, il pontefice spera infatti «che possa essere accolto l’appello per una tregua – proposta dalle Nazioni Unite e auspicata dallo stesso Bergoglio nel messaggio indirizzato all’arcivescovo di Parigi, mons. Laurent Ulrich, in occasione dell’evento sportivo – scaturita dal comune linguaggio popolare olimpico, a tutti comprensibile, a ogni latitudine. La mia speranza è che lo sport olimpico e paralimpico (…) possa essere un originale canale diplomatico per saltare ostacoli apparentemente insormontabili».

    Tutto ciò con la certezza che «l’autentico spirito olimpico e paralimpico è un antidoto per non cadere nella tragedia della guerra e per riscattarsi ponendo fine alle violenze». Due atleti del Team rifugiati hanno sostenuto questa iniziativa durante la presentazione: il colombiano Amelio Castro Grueso, schermidore paralimpico con una storia di rinascita e di incontro con la fede dopo aver assistito all’uccisione della madre, e l’afghana Mahdia Sharifi, campionessa di taekwondo costretta a lasciare la sua terra e diventata simbolo di riscatto per le donne, anche attraverso lo sport.

    (red/dp)

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