Ticino

Pastorale giovanile: quattro proposte per stare insieme e per lasciarsi alle spalle il Covid

Sarà un’estate piena di proposte, quella che la Pastorale giovanile ha in mente per le ragazze e i ragazzi del Ticino. Non solo: sempre nel rispetto delle regole sanitarie, sarà il tempo della ripartenza dopo un anno e mezzo di pandemia. Don Rolando Leo, assistente diocesano della Pastorale giovanile, sta lavorando agli ultimi dettagli delle attività estive. Le principali iniziative diocesane saranno quattro:

Monte Tamaro

 «Si comincia sabato 12 giugno», spiega don Leo, «con l’uscita ormai tradizionale al Monte Tamaro. La giornata è dedicata in particolare ai cresimandi ma il vescovo Valerio Lazzeri ha specificato che tutti possono partecipare».

Alpi vallesane

Tra i mesi di luglio e agosto, poi, ecco tre esperienze per i giovani dai 15 anni in su. «Dal 25 al 30 luglio», racconta don Leo, «proponiamo alcuni giorni di cammino sui sentieri delle Alpi vallesane. Sono i percorsi che, più avanti, incrociano le vie che portano a Santiago de Compostela: scelta simbolica, perché quest’anno si celebra l’Anno Santo Compostelano».

Taizè

Tra il 4 e l’8 agosto torna un’iniziativa speciale che l’anno scorso è stata sospesa per la pandemia, ovvero il pellegrinaggio ecumenico a Taizé.

Ciclo-pellegrinaggio

Infine, dal 10 al 14 agosto, una proposta che unisce sport e fede: il ciclopellegrinaggio. Meta di questa edizione è l’Engadina.

L’estate dei giovani, però, va oltre gli eventi. In giugno saranno decine le colonie parrocchiali con centinaia di adolescenti e universitari impegnati come educatori. Novità di questo 2021, gli animatori delle 23 reti pastorali potranno promuovere altri momenti di aggregazione con lo stile delle proposte diocesane, ma rivolti appunto ai giovani delle comunità locali. Un «esperimento» che prende il via per la prima volta, ma che si inserisce nell’attività diocesana di animazione del territorio.

Dopo tanti incontri online «a distanza», i giovani della diocesi si sono ritrovati in presenza già lo scorso 15 maggio per l’ultimo momento del percorso diocesano con il vescovo Lazzeri. «È stata una bella emozione» racconta don Leo, che insieme a don Carlo Vassalli accompagna il cammino. «Grazie ai media digitali siamo rimasti in collegamento tra noi e con i ragazzi, ma era rimasta tanta nostalgia dell’incontro a tu per tu. La nostra fede parla del Dio che si è fatto carne: senza la fisicità dell’incontro, al cristianesimo manca il suo dato essenziale». Per tutto l’anno, mons. Lazzeri ha rivolto ogni mese una catechesi ai giovani: «Il vescovo ci ha aiutato proprio a tornare all’essenziale: la sua lettera pastorale, «Ripartire dal cuore», centra i bisogni profondi di questa fase storica». E proprio il vescovo, spiega don Leo, ha cambiato in corsa il tema degli incontri con i giovani: «Inizialmente il percorso era centrato sulle lettere di Paolo ai Corinzi. Al ritiro di Natale, però, ci colpirono molto le condivisioni dei ragazzi: parlavano di Dio e della Chiesa, ma non di Gesù che è proprio il centro della fede cristiana. Con il suo sguardo di pastore, mons. Lazzeri ha voluto allora commentare il Vangelo di Marco che descrive proprio la quotidianità di Gesù».

Una fede che interroga la vita concreta, quella dei giovani della diocesi che don Leo segue da assistente della Pastorale giovanile sin dal 2016. «A fine aprile abbiamo celebrato la GMG Svizzera e ora abbiamo lo sguardo già rivolto alla GMG di Lisbona 2023: Giovanni Paolo II ha regalato alla Chiesa un’intuizione stupenda con gli incontri mondiali dei giovani, e sentiamo forte l’esigenza di entusiasmare alla fede un nuovo gruppo di ragazze e ragazzi».

Gioele Anni

1 Giugno 2021 | 06:00
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