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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (23 febbraio 2026)
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  • Papa Francesco: «Il matrimonio cattolico è tra uomo e donna»

    Sul volo che da Bratislava lo riportava a Roma, a conclusione del viaggio a Budapest e in Slovacchia, mercoledì il Papa ha dialogato con i giornalisti. In questi stralci ha parlato anche del matrimonio nella Chiesa sollecitato da una domanda che sottolineava come recentemente il Parlamento europeo ha invitato a riconoscere i matrimoni omosessuali e i relativi rapporti di genitorialità.

    "Ho parlato chiaro su questo - afferma senza esitazione papa Francesco -. Il matrimonio è un sacramento, la Chiesa non ha potere di cambiare i sacramenti così come il Signore li ha istituiti. Ci sono leggi che cercano di aiutare le situazioni di tanta gente che ha un orientamento sessuale diverso. È questo è importante che si aiuti la gente, ma senza imporre cose che, per loro natura, nella Chiesa non vanno. Ma se una coppia omosessuale vuole vivere insieme, gli Stati hanno possibilità civilmente di sostenerla, di dare loro sicurezza di eredità, salute, ecc… I francesi hanno una legge su questo, non solo per gli omosessuali, ma per tutte le persone che vogliono associarsi. Ma il matrimonio come sacramento è chiaro, […] è tra uomo e donna e delle volte si crea confusione. Tante persone di orientamento omosessuale si accostano al sacramento della penitenza e si accostano per chiedere consiglio ai sacerdoti e la Chiesa li aiuta ad andare avanti nella propria vita, ma il sacramento del matrimonio è un’altra cosa".

    In Svizzera ferve il dibattito su "Matrimonio per tutti". In questi giorni abbiamo letto e ascoltato spesso affermazioni del tipo: “Gli studi rivelano che i bambini cresciuti in famiglie omoparentali stanno bene quanto quelli cresciuti in famiglie eteroparentali”; “Anche gli studi condotti su bambini nati grazie a inseminazione eterologa ci dicono che il loro sviluppo psicologico e il loro benessere sono simili a quelli degli altri bambini”. Il federalista.ch cita l'autorevole opinione dell'Accademia francese di medicina (ANM).

    “L’ANM riconosce la legittimità del desiderio di maternità in ogni donna in qualunque situazione si trovi, ma essa vuole sottolineare che se l’invocazione dell’uguaglianza dei diritti di ogni donna rispetto alla procreazione è comprensibile, occorre, in nome dell’uguaglianza dei diritti, tenere conto del diritto di ogni bambino ad avere un padre e una madre nella misura del possibile. Su questo punto vi è dunque una rottura volontaria dell’uguaglianza tra i bambini. A questo proposito, il concepimento deliberato di un bambino privato del padre costituisce una rottura antropologica grave che non è priva di rischi per lo sviluppo psicologico e la realizzazione del bambino". (sottolineatura nel testo originale).

    Osservato che, prima di procedere a questi esperimenti, bisognerebbe rispettare il principio della precauzione, così come accade per argomenti di minore importanza, l’ANM denuncia che queste disposizioni della legge violano la Convenzione internazionale dei diritti del bambino del 1989 (il legislatore svizzero, ci chiediamo, ne ha tenuto conto?). Quanto al “misconoscimento dell’alterità e della differenza uomo-donna”, il documento dei medici francesi prosegue affermando con nettezza che…

    “… i ruoli dei padri e delle madri non sono equivalenti. L’ANM stima che la figura del padre, vieppiù malmenata dalle evoluzioni sociali, resta tuttavia fondante per la personalità del bambino, come richiamano pedopsichiatri, pediatri e psicologi, in maggioranza scettici su questa innovazione radicale”.

    L’illustre istituzione si dichiara altresì perplessa circa l’anonimato (che tale può restare, come detto, anche dopo il 18esimo anno d’età del bambino) del donatore di seme. In proposito, siccome l’inseminazione eterologa è già praticata da più tempo, è noto che l’anonimato, qualora mantenuto, crea in molti adolescenti e giovani adulti il bisogno di ricercare il proprio genitore e le proprie origini biologiche. Ricerca che può diventare persino ossessiva e nuocere alla loro realizzazione così come al loro equilibrio psicologico” (sottolineatura nel testo originale).

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