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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (29 gennaio 2026)
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  • Papa Francesco bacia i piedi ai leader del Sud Sudan: basta guerre

    In ginocchio, a baciare i piedi dei leader del Sud Sudan perché «il fuoco della guerra si spenga una volta per sempre» nel Paese africano. Papa Francesco compie un gesto inatteso a Santa Marta, dove conclude il ritiro spirituale in Vaticano delle massime autorità religiose e politiche sud sudanesi ideato dall’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby.

    A loro il Pontefice rivolge un discorso in cui, a più riprese, implora il dono della pace per il popolo del Sud Sudan sfigurato da quasi sei anni di guerra civile e da oltre 400mila morti. Poi rende concreta questa preghiera inchinandosi davanti al presidente Salva Kiir e ai vicepresidenti designati, tra cui Rebecca Nyandeng De Mabior, vedova del leader sud sudanese John Garang, e Riek Machar, leader dell’opposizione, per baciare loro i piedi.

    In virtù dell’accordo siglato a settembre (il Revitalised Agreement on the Resolution of Conflict in South Sudan), saranno loro ad assumere alti incarichi di responsabilità nazionali nel nuovo governo il 12 maggio prossimo. «A voi tre che avete firmato l’accordo di pace vi chiedo, come fratello, rimanete nella pace», dice Bergoglio a braccio. «Lo chiedo col cuore: andiamo avanti, ci saranno tanti problemi, ma non spaventatevi. Andare avanti, risolvere i problemi. Voi avete avviato un processo, che finisca bene! Ci saranno lotte tra voi ma queste siano dentro all’ufficio. Davanti al popolo le mani unite! Così da semplici cittadini diventate padri delle nazioni. Permettetemi di chiederlo col cuore, con i miei sentimenti più profondi».

    «La pace è possibile, non mi stancherò mai di ripeterlo», afferma più volte Francesco durante il suo discorso ai vertici del più giovane Stato del mondo, indipendente dal 2011 Sudan (dove è in corso un colpo di Stato). «La pace è possibile» ma necessita di «un forte impegno degli uomini responsabili verso il popolo».

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