Svizzera

«Matrimonio per tutti»: la riflessione prudente dei vescovi svizzeri

La Conferenza dei Vescovi Svizzeri (CVS) non prende posizione sulla questione del «Matrimonio civile per tutti». I vescovi, tuttavia, mettono in guardia dalle conseguenze del progetto del Consiglio nazionale, in particolare di fronte alla possibile autorizzazione per la riproduzione medicalmente assistita.
Ricordiamo che nel febbraio 2019, una commissione del Consiglio nazionale ha proposto il matrimonio per le coppie dello stesso sesso. Il testo si concentra sugli elementi essenziali del diritto civile, tra cui il diritto della cittadinanza e l’adozione. Il progetto è in consultazione fino al 21 giugno 2019. Una variante del progetto consentirebbe alle lesbiche di accedere alla donazione di spermatozoi.

Non confondere la discriminazione con la differenziazione
La Conferenza dei Vescovi Svizzeri in una dichiarazione del 14 giugno 2019 ha ringraziato il Consiglio nazionale per la richiesta di consultazione sull’avanprogetto «Matrimonio civile per tutti». I vescovi vi leggono in generale la necessità di combattere la discriminazione. Essi rilevano, tuttavia, che esiste una distinzione tra discriminazione e differenziazione, che quest’ultima consente di promuovere meglio gli interessi delle minoranze. La CVS chiede pertanto se non sia preferibile per le coppie dello stesso sesso che sia adottata l’attuale legislazione in uso per il partenariato registrato. L’introduzione di un «matrimonio per tutti» potrebbe infatti essere «un uniformarsi dalle conseguenze dannose», sottolineano i vescovi svizzeri.

Monsignor Felix Gmür, Presidente dei vescovi svizzeri e vescovo di Basilea
17 Giugno 2019 | 06:38
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