Ticino

Diocesi di Lugano: le modalità del pellegrinaggio estivo a Lourdes

Il bellissimo inno di ringraziamento del Te Deum si conclude con queste parole: «Tu (Signore) sei la nostra speranza, non saremo confusi in eterno». Quanto bisogno di speranza abbiamo in questo tempo così difficile, quanto bisogno abbiamo di non restare confusi. Questa pandemia ha scombussolato le nostre abitudini; ha messo un freno alla nostra libertà di movimento, d’incontro e di relazione. Come sempre, in questi giorni avremmo dovuto essere a Lourdes, in occasione dell’anniversario della prima apparizione. E invece anche questo pellegrinaggio, come già quello dello scorso anno di agosto, ha dovuto essere annullato. E le brutte notizie, purtroppo, non finiscono qui: la situazione attuale, le condizioni e le limitazioni previste al e dal Santuario, come pure il sovraccarico di lavoro che da più di un anno devono sopportare molti medici, infermieri e infermiere che si mettono a disposizione per assistere i pellegrini malati, non permettono di recarci quest’anno a Lourdes con i malati. Sempre che la situazione lo permetta, si è deciso di mantenere il pellegrinaggio (dal 16 al 20 agosto) per i pellegrini che non necessitano di assistenza, prevedendo il viaggio in aereo e in bus (ci si potrà iscrivere a partire dal 29 marzo contattando il segretariato dell’Opera Diocesana Pellegrinaggi allo 091 922 02 68 oppure inviando una email a: odplugano@ catt.ch). Questa decisione non è stata facile e tutti coloro che l’hanno dovuta prendere, sono consapevoli del dispiacere di tanti malati che attendono con impazienza questo momento per potersi recare alla grotta e confidare a Maria le loro sofferenze e le loro speranze e ne sono profondamente dispiaciuti, ma purtroppo non si poteva fare altro. Certo, attendere oltre un anno nella speranza di potersi recare nuovamente a Lourdes non è una bella prospettiva e non aiuta sicuramente a sollevare il morale già messo così a dura prova. Pregare gli uni per gli altri può essere di conforto. Ricordiamoci però della promessa che la Vergine fece a santa Bernadette: «Io non vi prometto di rendervi felici in questo mondo, ma nell’altro ». La ragazzina non si è disperata perché la felicità non l’avrebbe gustata in questo ma nell’altro mondo, impegnandosi quindi a vivere, giorno dopo giorno, in questo mondo come fosse già nell’altro. Tutta immersa in una relazione d’amore con la Trinità, accogliendo, attimo dopo attimo, la volontà di Dio. Diceva: «Dio lo vuole, bisogna sempre volere quello che Lui vuole. Preferisco più di ogni altra cosa la volontà del buon Dio». E ancora: «Dio mio, quello che voi vorrete e come voi lo vorrete». Nelle sofferenze ugualmente diceva: «Le offro a voi; sia fatta la vostra volontà». Tra i suoi appunti personali è stato trovato anche questo brevissimo e preziosissimo scritto: «Non saprei vivere un solo istante senza trascorrerlo amando». In queste parole scopriamo il segreto di Santa Bernadette. Il donarsi a Dio era il segreto della sua vita, il segreto della sua serenità e della sua consolazione. Il suo segreto era il donarsi. Non però un donarsi qualunque, ma il donarsi a Dio, facendo di ogni sua azione un atto di amore, un dono, consapevole che la sua vita all’interno del disegno della Divina Provvidenza poteva giovare spiritualmente a tantissime persone. Cari malati, ciascuno di noi può essere dono a Dio e agli altri senza andare a Lourdes. Proviamo quindi a fare della nostra quotidianità quell’altro mondo nel quale Maria ha promesso la felicità.

Don Massimo Braguglia, Direttore Opera diocesana pellegrinaggi

Leggi anche: il messaggio di mons. Valerio Lazzeri, vescovo di Lugano, ai malati.

9 Febbraio 2021 | 07:21
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