Un momento della celebrazione nella chiesa di San Giuseppe a Lugano
Diocesi
Un momento della celebrazione nella chiesa di San Giuseppe a Lugano

L’impegno e la gioia di seguire la chiamata

20.03.2019, 15:18 / redazionecatt

Nella festività e nella chiesa di San Giuseppe a Lugano il Vescovo ha presieduto l’Eucaristia in un luminoso orizzonte di fiducia e speranza.

Con Mons. Lazzeri hanno concelebrato diversi presbiteri fra i quali Don Claudio Mottini e Don Mario Trulio, rispettivamente Rettori dei Seminari diocesani San Carlo e Redemptoris Mater. Presenti gli alunni dei due Seminari, di cui alcuni sono stati ammessi tra i candidati agli Ordini sacri, mentre altri sono stati istituiti nei ministeri del lettorato e dell’accolitato.
Il cerimoniere vescovile, Don Emanuele Di Marco, ha ben illustrato prima della celebrazione i rispettivi riti liturgici, che richiamano altrettante tappe lungo il cammino di preparazione agli Ordini sacri del diaconato e del presbiterato.
Aprendo la celebrazione Mons. Lazzeri ha subito ricordato l’esempio di San Giuseppe, sottolineando che da lui “dobbiamo imparare la qualità del silenzio, la forza di rispondere alla chiamata e la determinazione nel capirla e nel viverla”.

Durante l’omelia, soffermandosi sul non facile percorso di San Giuseppe, il Vescovo ha messo in evidenza “il salto qualitativo al quale è stato chiamato nel suo cammino vocazionale” e “la radicalità del suo lasciarsi afferrare dalla parola del Signore”. Ha quindi precisato che “anche i giovani di questa mattina, confermando la loro volontà di mettersi al servizio della Chiesa, sono chiamati, come avvenuto per San Giuseppe, a un cammino nuovo e a lasciarsi plasmare dall’incontro con il Signore e la sua parola”. Infatti, ha sottolineato, “ogni chiamata del Signore è invito alla radicalità, in una dimensione di assoluta fiducia, di impegno e di responsabilità, peraltro senza conoscerne in partenza i possibili sviluppi”. Li ha infine invitati a “guardare all’esempio di San Giuseppe, affidandosi alla sua protezione”.
Sono quindi seguiti i previsti riti liturgici.
Dapprima ha avuto luogo l’ammissione tra i candidati agli Ordini sacri di Daniele Furlan e Davide Santini del Seminario San Carlo; di Michele Comin, Niccolò Curci, Piotr Pawel Misiewicz e David Weber del Seminario Redemptoris Mater; di Evandro Meneses Barbosa De Jesus della Comunità Cattolica Shalom.
Jacob Lopez Conejro e Mateusz Jaczewsky sono stati istituti nel ministero del lettorato; Loris Gasparin in quello dell’accolitato: tutti alunni del Seminario Redemptoris Mater.
Chiamati dai rispettivi Rettori, hanno risposto con una parola semplice, ma incisiva: “Eccomi”, come già Isaia nel tempio: “Poi udii la voce del Signore che diceva «chi manderò e chi andrà per noi?». E io risposi: «Eccomi, manda me!»” (Isaia 6,8-9).
I giovani, accolti quali candidati agli Ordini sacri, hanno espresso un chiaro “Sì, lo voglio”, alla domanda del Vescovo sul portare avanti la preparazione e sull’impegnarsi nella formazione spirituale, per divenire fedeli ministri di Cristo e della Chiesa.
I giovani istituiti nel ministero del Lettorato hanno ricevuto dalle mani del Vescovo il libro delle Sacre Scritture con un chiaro invito: “mentre annunziate agli altri la parola di Dio, sappiate accoglierla in voi stessi; meditatela ogni giorno per acquistarne una conoscenza sempre più viva”, rendendole “testimonianza con la vita”.
Al nuovo accolito è stato affidato il compito di “aiutare i presbiteri e i diaconi nello svolgimento delle loro funzioni” e pure di poter “distribuire l’Eucaristia a tutti i fedeli, anche infermi”. Quale gesto ha ricevuto dal Vescovo “il vassoio con il pane e il calice con il vino per la celebrazione dell’Eucaristia”, con un invito essenziale: “la tua vita sia degna del servizio alla mensa del Signore e della Chiesa”.
Ogni rito è stato chiuso dalla preghiera e dalla benedizione del Vescovo. Per questi giovani l’Assemblea ha pregato, perché siano testimoni sinceri e autentici, perché possano confermare i fratelli nella fede, perché il Padre mandi nuovi operai nella sua messe.
Prima della benedizione finale e del congedo, il Vescovo ha ancora richiamato l’esempio di San Giuseppe “al quale il Signore ha chiesto tutto e l’ha accompagnato nel suo cammino, invitandolo a non avere paura”. Una parola rivolta da Mons. Lazzeri anche ai seminaristi: “non abbiate paura di consegnare la vostra vita nelle mani del Signore”.
Un simpatico e familiare aperitivo, offerto a tutti nell’accogliente Seminario San Carlo, ha chiuso la profonda e significativa esperienza vissuta in un orizzonte di speranza, gioia e fiducia per questi giovani tanto generosi e per la nostra Chiesa luganese.

Gianni Ballabio  (foto Davide Santini)

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