Ticino

Le Confraternite europee, riunite a Lugano, attingono la linfa per aprire nuove strade

Interessante, motivante e ben partecipato il primo Forum paneuropeo delle Confraternite, tenutosi, ieri, sabato 15 febbraio a Lugano presso l’Auditorium dell’Università della Svizzera Italiana. Un significativo incontro promosso in valida collaborazione dalla Confederazione delle Confraternite delle Diocesi d’Italia e dalla Confraternita San Carlo di Lugano nel 400.mo della sua Fondazione. Significativa la prospettata partecipazione di delegati provenienti da Austria, Italia, Francia, Spagna, Polonia, Portogallo, Svizzera, Andorra, Monaco, Lichtenstein e Malta, in rappresentanza di circa 15 mila Confraternite con circa 6-7 milioni di aderenti, come leggiamo nella lettera d’invito inviata lo scorso 31 gennaio alle Confraternite della Diocesi di Lugano.

Un incontro per avviare un cammino nella chiara e sicura prospettiva di aprire una strada capace di ulteriori sviluppi, consapevoli che il «lavorare insieme» costituisce sempre un valido orizzonte.

Apertura dei lavori

Dando avvio ai lavori il dott. Umberto Angeloni, chiamato a dirigere in gran parte lo svolgersi della giornata, ha rivolto il suo accogliente saluto ai presenti e ha dato lettura di un messaggio inviato dal Card. Angelo Bagnasco ai partecipanti «chiamati a riflettere sulla loro importante missione di testimoni del Vangelo nelle Diocesi di tutta Europa, con l’importante compito di trasmettere tradizioni e cultura alle nuove generazioni». Ha quindi invitato il Cardinale Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione, a chiedere la protezione di Maria sul Forum, invocandola con la preghiera più antica dedicata alla Vergine: «Sub tuum praesidium confugimus, Sancta Dei Genetrix».

Saluti iniziali

Hanno poi rivolto il loro saluto ai partecipanti Guido Baumann e Francesco Antonetti, rispettivamente il Priore della Confraternita Luganese di San Carlo e il Preside della Confederazione delle Confraternite delle Diocesi d’Italia. Nei loro interventi hanno espresso fraterna accoglienza e riconoscenza per la partecipazione a questo importante incontro dagli intensi contenuti e dalle prospettive luminose di fiducia e speranza, nella consapevolezza che la presenza delle Confraternite nella Chiesa ha percorso i secoli e rimane significativa a vari livelli, con particolare riferimento all’impegno della nuova evangelizzazione.

Si è quindi dato spazio ai significativi saluti del Sindaco Marco Borradori, del Municipale Roberto Badaracco, del Presidente del Governo Christian Vitta e del Gran Consigliere e fedele Confratello Michele Guerra, gentilmente presentati dalla dott. Antonella Veronesi Gaglio, Cancelliera della Confraternita luganese di San Carlo. Tutti hanno sottolineato la valida presenza delle Confraternite nella Società con particolare riferimento alla solidarietà e ai legami sociali che le stesse sanno costruire nell’orizzonte luminoso della loro proposta umana e cristiana. Significativi inoltre i frequenti richiami al Convegno su San Carlo promosso gli scorsi giorni dalla locale Facoltà di teologia.

I dati del censimento

I lavori sono quindi proseguiti con la presentazione dei dati raccolti attraverso un censimento promosso presso le Confraternite dei vari Paesi europei. Quanto raccolto è stato didatticamente presentato da Francesco Antonetti, che ha dapprima precisato la presenza di 20’000 Confraternite, comprendenti 6 milioni fra confratelli e consorelle.

Ha suddiviso impegno e lavoro delle stesse con significative categorie, rispettivamente rivolte:

  • alla carità: assistenza infermi e anziani, funerali e cappelle cimiteriali, economato sociale, banchi e aiuti alimentari, borse della carità, centri di educazione sociale e di ricerca di lavoro, soccorsi in caso di calamità naturali;
  • alle missioni: sostegno al clero, adozioni a distanza;
  • alle attività di culto: processioni, pellegrinaggi, preghiera, penitenza, ricordo dei defunti;
  • alle attività di catechesi: formazione e noviziati, luoghi di predicazione;
  • alle attività culturali: rivolte in particolare alla conservazione dei patrimoni di arte e di architettura di proprietà delle Confraternite o affidate alla loro responsabilità, al canto sacro, alla pubblicazione di libri a temi storico-culturali, alla promozione di convegni.

Emersi pure dal censimento taluni elementi di criticità, così sintetizzati:

  • poca sintonia a volte fra Confraternite e Curie;
  • mancanza di conoscenza reciproca e di collaborazione fra i vari Paesi;
  • difficoltà talora di dialogo con padri spirituali e Ordinari diocesani;
  • rischio di contaminazioni politiche;
  • difficoltà di coinvolgimento delle nuove generazioni.

Con riferimento a questo primo Forum paneuroeo sono emerse attese relativamente:

  • alla protezione dei rispettivi beni spirituali;
  • al rapporto fra Confraternite e Clero;
  • al rapporto con le istituzioni politiche;
  • alla soluzione di talune conflittualità che possono emergere;
  • alle modalità di coinvolgimento delle nuove generazioni.

Il Forum si apriva così su un interessante clima di attese e di altrettante risposte, nella finalità di rendere le Confraternite, in piena fedeltà alla loro identità e alle loro tradizioni, sono presenti e attive, con i rispettivi e preziosi carismi, rivolgendo un’attenzione particolare all’orizzonte della nuova evangelizzazione, tanto importante e determinante in questa Europa gravemente percorsa dalla secolarizzazione, che talora sconfina nella scristianizzazione.

Il messaggio del Cardinale Rino Fisichella

La parola è quindi passata al Cardinale Rino Fisichella, il cui chiaro intervento, peraltro ben didatticamente impostato, ha tracciato delle coordinate tanto precise quanto arricchenti all’interno dei lavori. Rivolgendosi all’entità stessa del Forum ha intravisto la capacità di «creare una realtà alla quale guardiamo con fiducia, partendo dall’esperienza di questo incontro». Nel contempo ha colto in questo incontrarsi «l’esigenza di unitarietà e di complementarità dentro una cultura fortemente frammentaria».

Ha impostato il suo intenso messaggio, appoggiandosi sulle chiare ed incisive parole suggerite da Papa Francesco al suo incontro del 5 maggio 2013 con le Confraternite giunte in pellegrinaggio a Roma per l’anno della fede.

  • Evangelicità, per sottolineare l’importante presenza delle Confraternite nelle rispettive Chiese, richiamando al riguardo il loro essere depositarie di una memoria storica, che permette di vivere pienamente una appartenenza che diviene identità. Questa memoria storica non rimane ancorata al passato, ma si proietta sul presente. Da questa prospettiva scaturisce l’impegno della presenza della Chiesa nel mondo, con la capacità di inserirsi nelle diverse culture, di assumerle e trasformarle, in fedeltà al mandato evangelico di essere sale, luce, lievito.
  • Ecclesialità, che diviene la modalità legittima di vivere la fede e il conseguente impegno della sua trasmissione. Ha richiamato al riguardo la dimensione comunitaria del vivere la fede, esemplificandola nel passaggio dal «credo» dei primi secoli, al «crediamo» del quarto secolo, con la conseguenza di sentirsi popolo che crede e di avere una coscienza ecclesiale, vivendo nel contempo l’esperienza di non sentirsi soli, ma con la Chiesa e di essere Chiesa.
  • Missionarietà, facendo entrare la fede nelle diverse culture in una autentica opera di misericordia. Ha richiamato al riguardo le opere di misericordia spirituali e corporali, chiamate in particolare a dare dignità alle persone e ha sottolineato la forte presenza delle Confraternite attive peraltro in una dimensione di gratuità, con riferimento all’evangelico «gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».

In questa prospettiva ha pure sottolineato che l’accoglienza diviene fondamentale per la vita delle Confraternite al di là di ogni esclusione. Soffermandosi poi sui nuovi linguaggi, che superano le categorie del tempo e dello spazio, con quelle ormai dell’ hic et nunc, ha invitato ad una riflessione culturale che faciliti nel contempo la stessa trasmissione. Ha infine invitato le Confraternite a esprimere al meglio la via della bellezza, attraverso un impegno che richiede passione, mezzi, fantasia, creatività, cogliendo anche nell’arte un’espressione di fede. In questa prospettiva ha sottolineato la necessità di dare spazio allo Spirito Santo e di sempre camminare in avanti in nome della Chiesa. Con la preghiera mariana dell’Angelus ha rinnovato l’invocazione a Maria, percorrendone il cammino nella storia della salvezza.

Foto Antonio Schmidt.
Foto Antonio Schmidt.
Foto Antonio Schmidt.
Foto Antonio Schmidt.
Foto Antonio Schmidt.
Foto Antonio Schmidt.

Charta 2020

Lungo la linea di un impegno sempre più condiviso è stata presentata la Charta 2020 delle Confraternite, che sarà oggetto di attenta riflessione al fine di diventare la «costituzione delle stesse». Questo documento posto in consultazione sintetizza un percorso intenso quanto all’essere, al fare e al volere, con questa significativa chiusura: «Memori della chiamata ad essere nel mondo, ma non del mondo, siamo confortati e rassicurati ad intraprendere questa nuova tappa evangelizzatrice marcata dalla gioia del Vangelo che riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù. Imploriamo fiduciosi la materna protezione della Regina Confessorum Fidei, mentre, ispirandoci al suo soave esempio, osiamo dire: Eccoci, noi siamo servi del Signore».

Spazio ai delegati

Sono seguiti gli interventi dei vari delegati Spagna (Malaga e Valladolid), Francia, Polonia, Portogallo, Italia, che hanno presentato le rispettive attività e prospettive, soffermandosi in particolare sulla necessità del dialogo e dell’unità, come pure sugli strumenti e le modalità capaci di coinvolgere le nuove generazioni. In particolare il delegato della Spagna (Andalusia), ha invitato a partecipare all’incontro che verrà promosso nell’autunno 2021 a Malaga, in occasione del centenario del raggruppamento delle Confraternite andaluse. Un incontro che potrebbe segnare una continuità dello stesso Forum e al quale il Card. Rino Fisichella, esplicitamente invitato dal delegato andaluso, ha assicurato la sua presenza, subordinandola ovviamente a nuove situazioni che sull’arco di un anno potrebbero presentarsi.

Gli interventi dei delegati sono proseguiti nel pomeriggio, dove, alla riapertura dei lavori, i partecipanti sono stati informati della gradita presenza di Radio Maria e del messaggio pervenuto dalla Segretaria di Stato Vaticana circa la ricerca e la trasmissione di adeguate documentazioni in vista del rinnovo di antiche indulgenze.

Significative proposte

Michele Guerra, facendo riferimento allo sforzo anche economico che i promotori del Forum hanno dovuto sostenere per i vari aspetti organizzativi, ha prospettato la creazione di un apposito gruppo che dia indicazioni regolamentari per convegni e incontri, prospettando al riguardo anche una quota annua di sostegno da parte di Confraternite e di singoli benefattori.

René Roux, Rettore della Facoltà teologica di Lugano, ha prospettato l’utilità di una valida collaborazione della stessa Facoltà per una riflessione teologica sull’identità delle Confraternite, nella prospettiva pure di un arricchimento reciproco.

Dall’Italia è stato richiamato l’impegno della Confraternita di Gubbio a salvaguardare un suo gonfalone opera di Raffaello. Al riguardo è stato sottolineato che la conservazione di simili beni, il loro restauro, la loro valorizzazione, come pure il farli conoscere richiede un forte impegno e il coinvolgimento di persone appositamente preparate. Interessante la conseguente proposta di un museo informatico, che, sfruttando le nuove metodologie e i nuovi linguaggi, permetta un’ampia conoscenza di questi patrimoni, suscettibile pure di interessanti sviluppi relativamente alla conoscenza stessa delle Confraternite e della loro identità, con possibili conseguenze a livello di coinvolgimento e in particolare delle nuove generazioni.

Pervenuta pure la proposta del Priorato Diocesano di Savona e Chiavari di «sostenere un progetto da presentare all’UNESCO inerente un bene immateriale prezioso come la devozione popolare e la solidarietà nelle Confraternite». Nella presentazione, datata Savona 10 febbraio 2020, si sottolinea e si legge: «L’obiettivo dell’UNESCO è proporre all’umanità e riconoscere quei valori comuni ad ogni essere. Il nostro progetto riguarda proprio un Bene immateriale che valorizzi le relazioni tra i popoli, la reciproca conoscenza, i valori fondamentali dell’esistenza: cultura, arte, storia, fede, tradizioni comuni che ancora oggi determinano i legami tra le nazioni». In questa prospettiva i promotori di tale iniziativa hanno già avviato contatti con altri Paesi in Europa e fuori.

Il messaggio del Cardinale Michele Pennisi

Significativo l’intervento prima delle conclusioni del Cardinale Michele Pennisi, Arcivescovo di Monreale e Assistente Ecclesiastico della Confederazione delle Confraternite riunite delle Diocesi d’Italia. Ha ringraziato per l’incontro, sottolineando l’utilità di un coordinamento e della riflessione sulla missione delle Confraternite in un contesto socio-culturale segnato da individualismo, frammentazione, solitudine e indifferenza. In tale prospettiva la solidarietà propria delle Confraternite è un vaccino tanto importante quanto efficiente. Ha sottolineato la chiamata a fare l’esperienza di un’autentica fedeltà, privilegiando adeguati strumenti per un’azione pastorale concretizzata nella fattiva collaborazione fra le comunità, comprensiva della capacità di coinvolgere i giovani. Ha insistito sul ritrovare l’anima umanistica di un’Europa ormai invecchiata e stanca, portandovi una linfa vitale che irrori il presente, attingendo all’acqua pura del Vangelo. Per questo ha ben salutato la continuità del Forum, dotandolo di apposite strutture e richiamando al riguardo, con riferimento alle proposte emerse, gli aspetti finanziari e culturali, come pure i positivi rapporti con la Facoltà teologica.

Decisioni e conclusioni

In conclusione i presenti si sono pronunciati positivamente e all’unanimità.

  • sulla continuità dell’esperienza del Forum paneuropeo delle Confraternite;
  • sullo studio della Charta 2020;
  • sulla necessità di un Comitato europeo di coordinamento.

Sono stai chiamati a comporlo e hanno dato la loro adesione: Dom Tiago Henriques (Portogallo), Luis Bayona (Spagna), François Dunal (Francia), Umberto Angeloni (Italia e Svizzera).

Questi rispettivi compiti:

  • promuovere l’incontro a livello europeo delle Confraternite;
  • mettere in comune le esperienze alle quali attingere per beneficiarne;
  • promuovere contatti con la Santa Sede.

Vari interventi hanno espresso soddisfazione per il lavoro svolto sull’arco di una intensa giornata, segnata peraltro da fraternità, da spirito collaborativo e da dialogo, mentre è stato ribadito l’appuntamento per l’autunno 2021 in occasione dell’incontro presentato dal delegato dell’Andalusia.

E’ stato pure presentato il pellegrinaggio delle Confraternite mariane d’Italia in programma i prossimi 18-19 luglio a Loreto nell’anno giubilare di quel Santuario. Altre Confraternite sono cordialmente invitate a partecipare.

Il Presidente dell’Associazione delle Confraternite del Ticino, Natale Cremonini, ha espresso un saluto fraterno e un cordiale augurio a tutti, mentre Umberto Angeloni ha prospettato l’invio di un messaggio del Forum al Santo Padre e l’utilità di promuovere un incontro del neo eletto Comitato con il Consiglio Pontificio per la nuova evangelizzazione, prendendo preliminare contatto con il suo Presidente, il Cardinale Rino Fisichella.

L’Eucaristia al Sacro Cuore

In seguito, mentre calavano le prime ombre della sera, i partecipanti hanno raggiunto la vicina Basilica del Sacro Cuore per partecipare alla Santa Messa presieduta dal Vescovo di Lugano Valerio Lazzeri. Con lui hanno concelebrato il Cardinale Michele Pennisi, gli Assistenti ecclesiastici delle Confraternite presenti al Forum, alcuni Presbiteri luganesi. I fedeli sono stati accompagnati nel canto e nella preghiera dal m.o Antonio Tomás del Pino Romero, organista della Cattedrale di Malaga e dal Coro polifonico mediolanense «Amici Cantores». Salutando i presenti Mons. Lazzeri ha espresso «la sua gioia particolare di celebrare l’Eucaristia con Presbiteri e Confraternite giunti da ogni parte d’Europa, per rinnovare lo slancio di essere testimoni sinceri del Vangelo in fedeltà alla loro missione».

Nell’omelia con riferimento alle letture proposte dalla liturgia ha precisato alle Confraternite «l’importanza della vostra testimonianza in un tempo di grande confusione». Ha richiamato a Confratelli e Consorelle che «non siete solo chiamati a marcare presenza con le vostre espressioni esterne, ma dovete cercare una giustizia superiore, accessibile attraverso il lavoro interiore». Ha invitato «a far passare, attraverso la testimonianza, la novità singolare di Gesù», vivendo «un cammino di fede verso la pienezza di vera fraternità». Ha pregato il Signore perché «vi dia la gioia di crescere e porti a compimento l’opera che in voi ha già cominciato a operare».

Al termine della ben partecipata celebrazione e prima della benedizione finale ha rinnovato «sincera gratitudine per il Forum», con l’augurio di «scoprire di giorno in giorno il cammino verso la piena fraternità in totale fedeltà allo Spirito dal quale le Confraternite sono nate».

Qui la foto gallery della Santa Messa

Gianni Ballabio

Le Confraternite europee riunite per la Santa Messa conclusiva del forum presieduta da mons. Lazzeri e concelebrata dal card. Pennisi | © Antonio Schmidt
16 Febbraio 2020 | 16:38
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