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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (30 gennaio 2026)
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  • La sezione scout Tre Pini di Massagno festeggia i suoi 70 anni

    Sulla strada da settant’anni: è questo  l’importante traguardo che festeggia  oggi la sezione scout Tre Pini di Massagno.  È l’occasione per ripercorre la  sua storia ma anche per volgere uno  sguardo al presente. A dare il via a  questa proposta educativa è stato il  padre di Sandro Bottani, Alberto,  conosciuto anche come «Pino Solitario  », maestro delle scuole di Massagno.  La data della fondazione è il  1949: in aprile la decisione documentata  nel libro dei verbali e in ottobre  la festa di inaugurazione.

    Una sfida educativa

    Capi e animatori scout, a Massagno e  non solo, sono stati parecchi docenti.  E non è un caso: per chi si occupa  di educazione non è difficile intravedere  le potenzialità dell’intuizione di  Baden Powell, che nel 1907 fondò  questo movimento. «Oggi come allora,  lo scopo principale è quello di  educare i ragazzi e i giovani alla responsabilità  e all’indipendenza, ad  essere buoni cittadini», ci dice Sandro  Bottani.  La spinta ad aprire una sezione è  arrivata anche dal parroco di allora,  don Ferdinando Andina, che come  Mons. Alfredo Leber assistente cantonale  dell’Azione cattolica, ha visto  una nuova via per coinvolgere i ragazzi,  facendo loro vivere un’esperienza  di fede.

    Al centro della vita parrocchiale

    Ancora oggi la sezione partecipa attivamente  alla vita parrocchiale. Ci  racconta ancora Sandro Bottani, attivo  anche quale caposezione: «Abbiamo  accolto ragazzi – in quegli anni  lo scautismo era un’associazione  solo maschile – provenienti da Massagno  e dintorni. Durante le riunioni  settimanali del sabato le attività erano:  lettura della carta topografica,  nozioni di pronto soccorso, trasmissioni  morse, imparare a piazzare le  tende, ad accendere il fuoco in ogni  situazione e giochi di destrezza e di  abilità». Lo scopo, in sintesi, era quello  di fornire gli strumenti per sapersi  arrangiare in tutte le situazioni. Questo  spirito è rimasto nel tempo, pure  adattandosi alle diverse realtà.

    Gli scout oggi

    Alla testa della sezione c’è oggi Lucia  Bottani. Gli attivi sono attorno ai 250,  suddivisi in 5 branche: castori – intro- esploratori, pionieri, rover e animatori.  La flessione che si registra da  anni nello scoutismo sembra non  aver toccato Massagno.  La società che cambia con l’avvento  delle nuove tecnologie non ha scalfito  il desiderio di esperienze a contatto  con la natura.  Malgrado la comparsa dei telefonini,  non è totalmente scomparso, ad  esempio, l’alfabeto morse. «Puntiamo  sull’uso responsabile del cellulare  piuttosto che su una sua proibizione.  Evidenziare il fatto che, seppur  utile, non è indispensabile», sottolinea  Lucia.

    Di generazione in generazione

    Festeggiare i settant’anni significa  «avere delle basi solide e delle certezze  », rivela la caposezione. L’amicizia  fra generazioni è ciò che garantisce  la continuità. Gli animatori  che hanno lasciato il servizio attivo  rimangono in sezione, pure  con altri ruoli, i pionieri diventano  i nuovi animatori. Alcune attività  particolari, come ad esempio il  campo pasquale, sono tramandate  di generazione in generazione.  Non da ultimo i campi di lavoro  all’estero (India, Rwanda, Paraguay,  Togo, Brasile), a sostegno dei  più poveri, organizzati dal 2004.  Sandro Bottani sottolinea il fatto  che hanno permesso di approfondire  il senso del servizio rover e cementare  ancor di più l’amicizia fra  rover, pionieri e capi. Fra qualche  settimana è prevista la partenza per  il settimo campo, meta il Brasile.

    I festeggiamenti

    I festeggiamenti, aperti a tutti, inizieranno  oggi con la Santa Messa  alle ore 17.30 nella chiesa parrocchiale  di Santa Lucia a Massagno  animata dalla sezione. Alle 20 è in  programma la serata pubblica al cinema  Lux per gli ex-scout, i benefattori  e gli amici, autorità e pubblico.  Al termine verrà consegnato  una pubblicazione sul settantesimo  che racconta la storia della sezione  dell’ultimo decennio.

    Katia Guerra

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