Ticino e Grigionitaliano

La mappa per un viaggio personale e di comunità

All’inizio della sua nuova Lettera pastorale dal titolo «I cristiani, quelli della via!» il vescovo di Lugano Valerio Lazzeri invita a rileggere insieme a lui un preciso brano del Vangelo di Marco (6,6-13), quello che racconta la scelta coraggiosa di Gesù di inviare in missione i Dodici apostoli. Aiutandoci ad entrare in contatto personale con il testo marciano, il vescovo ci chiede il coraggio di sollevare lo sguardo dalle cose di ogni giorno a orizzonti allargati, grandi e vasti tanto quanto l’infinito dei villaggi d’intorno, abitati da un intreccio di storie personali e di comunità, a volte sofferte, altre volte belle, ma sempre e ovunque storie di vita amate tutte da Dio.

La missione dei Dodici apostoli diventa così anche la nostra stessa missione: un viaggio personale e di Chiesa diocesana dentro i mondi dell’umano per accogliere, vivere e annunciare a tutti l’avventura del Vangelo. Come allora, ancora oggi si tratta di compiere un viaggio lungo una via specifica che è quella che ha definito un tempo l’identità dei primi cristiani, «quelli della via», e che oggi rende presente e abbracciabile il nostro nuovo modo di essere una Chiesa in cammino.

Soffermandosi in prima persona sul brano del Vangelo, la riflessione del vescovo acquista una valenza fortemente pastorale, perché passo dopo passo egli non esita ad indicare a tutti coloro che abitano e operano dentro la vigna del Signore come «avanzare, mettendo insieme i nostri intenti e i nostri sforzi a servizio dell’annuncio della fede». È la mappa di un viaggio personale e di Chiesa diocesana.

Un testo che ci inserisce nell’itinerario sinodale della Chiesa

Il valore missionario della nostra Chiesa ticinese è quello di accettare nella concretezza l’invito del Signore a mettersi in cammino per le vie polverose delle nostre storie umane, assumendo sempre più uno stile sinodale di ascolto di tutti che, alla lunga, aiuterà – scrive il vescovo – «la nostra mentalità di Chiesa diocesana» a non rimanere «stanziale, circoscritta alla parrocchia, al gruppo, al movimento, all’associazione a cui apparteniamo». La lettera propone quindi una riflessione e delle proposte di esercizio di quella che possiamo chiamare una rinnovata fraternità missionaria, con lo sguardo rivolto al bene della gente e anche al cammino sinodale proposto dal Papa a partire dall’autunno 2021 al 2023 e che avrà anche nella diocesi di Lugano una concretizzazione a breve. Un esercizio della fraternità, una chiamata del Signore preci- sata in un viaggio e in una missione da vivere «a due a due, che deve essere lo stile distintivo del nostro volto, cammino e servizio pastorale di Chiesa diocesana ». Un invito stringente del vescovo è quello di «spogliarsi di tutto ciò che oggi non ci è necessario all’inizio di questo comune viaggio sinodale, per essere tutti liberi di impugnare solo il bastone della nostra saldezza in Cristo e calzare i sandali della cura gli uni degli altri e della costanza lungo il cammino accidentato della storia».

«La sfida dell’unità e della condivisione per essere una Chiesa di fratelli e sorelle»

Il vescovo Valerio riprende in questa lettera la proposta dei laboratori di speranza, annunciata nella sua quinta lettera pastorale, declinandola così: «Immaginare che si possano aprire anche le porte di tante case, pronte ad accogliere e a mettersi umilmente a disposizione di rinnovati cammini di evangelizzazione», al centro dei quali possa esserci, nella «semplicità» la condivisione della Parola di Dio, la vita fraterna e la preghiera. Nel «rinnovato slancio in una vita di preghiera personale e comunitaria » – scrive il vescovo – è possibile attivare un cammino di liberazione interiore, che diventa anche «il vero cammino di liberazione comunitaria e pastorale di cui abbiamo oggi bisogno nella vita della nostra Chiesa diocesana, perchè ogni autentico laboratorio disperanzanascanondall’arbitrio del singolo, ma piuttosto dalla Voce dello Sposo che adorna di grazie la Chiesa intera, sua sposa.

La dimensione contemplativa della vita diventi il luogo privilegiato per la riscoperta di un’autentica libertà interiore da ogni forma di impaccio e di groviglio dei cuori». Ai presbiteri e a ogni operatore pastorale il vescovo Valerio chiede di «non smettere di riscoprire e di valorizzare tutte quelle occasioni che il Signore ci dà per prenderci insieme cura della dimensione spirituale, personale e comunitaria, delle persone e delle nostre realtà pastorali ». È viva nel vescovo la preoccupazione che «dentro ogni tappa di questo condiviso viaggio missionario, non manchi il sostegno della presenza eucaristica del Risorto. Attingiamo dalla partecipazione comune alla celebrazione della Eucaristia, soprattutto domenicale, il vero nutrimento del nostro cammino di Chiesa». Ecco allora nel concreto anche il coinvolgimento di tutti, presbiteri e fedeli laici, a fare proprio lo strumento del discernimento, grazie ai nascenti Consigli Pastorali di Rete, per una piena comprensione della volontà di Dio e dei passi da compiere come Chiesa nel Canton Ticino. La sesta Lettera pastorale del vescovo Valerio parla sì di un viaggio e di una missione da compiere e da realizzare secondo il disegno e la volontà di Dio Padre. Tuttavia, non si tratta di una gara di velocità, di scoprire chi corre più degli altri, o premiare chi sa incassare più traguardi… La sfida lungo il viaggio è quella dell’unità,della comunione, del mettere al primo posto il valore della condivisione dei passi della vita di tutti – vicini, semi-vicini e lontani –, vivendo un tempo di ascolto con rinnovato spirito di umiltà. E perché tutto questo diventi lo stile di un nuovo cammino personale e di Chiesa ecco che il vescovo annuncia nella sua Lettera l’intenzionedi«coinvolgere i nostri organismi di consultazione – Consiglio presbiterale, Consiglio pastorale – per arrivare a mettere a punto insieme un servizio di coordinamento della pastorale diocesana». A sigla della sua sesta Lettera pastorale il vescovo Valerio pone un’invocazione alla «Vergine Madre di Dio e Madre nostra», perché sia Lei ad accogliere «il proposito di fare delle nostre molteplici aspirazioni un unico vero viaggio», da fratelli e sorelle dell’unico Vangelo, quello dell’amore di Dio per tutti e per ciascuno.

di don Sergio Carettoni, coordinatore dell’équipe diocesana zone-reti pastorali e sinodo 

29 Settembre 2021 | 08:45
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