Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (20 gennaio 2026)
Advertisement
  • La bellezza divina del sensibile. Intervista con Giovanni Gasparro

    “Mi sono attenuto all’iconografia tradizionale per rendere Santa Monica riconoscibile ai fedeli. La mia opera ricalca le immagini devozionali comuni e le grandi opere d’arte del ‘600 e ‘700, penso ad esempio a Gioacchino Assereto, un grande pittore genovese di quell’epoca. La scelta è stata quella di realizzare una Santa Monica orante, visibilmente in tarda età, perchè si voleva mostrare - in accordo con i committenti – il suo atteggiamento di orazione per il figlio sant’Agostino, come se fosse una sorta di madre di tutta la comunità giovanile ospitata in quella parrocchia”, racconta Giovanni Gasparro, autore del ritratto di Santa Monica che sarà svelato domenica alle 10.30 nella chiesa di Sant’Ambrogio a Barbengo. La carriera del giovane Gasparro è costellata di premi e menzioni.

    Lei è un

    autore definito da Vittorio Sgarbi “l’ultimo caravaggesco”. Da dove nasce la sua

    propensione per Caravaggio?

    Ho una

    predilezione per quella che è la stagione artistica della Controriforma. I

    grandi maestri di quel tempo hanno in Caravaggio o in pittori a lui vicini, un

    riferimento imprescindibile. La tensione soprattutto per la luce che in qualche

    modo illumina in maniera molto netta, quasi a voler evidenziare le figure,

    dandole un peso piu marcato, aiuta i fedeli anche nella devozione.

    Lei interviene domani anche al Clay Pub a Pregassona il 1 dicembre alle 17,30 per un incontro

    culturale sulla divino-umanità di Cristo, un tema che lei rappresenta nella sua

    arte. Come?

    Mi rifaccio

    alla grande tradizione tomista che ha forgiato la teologia cattolica, quindi al

    fatto che in maniera inevitabile attraverso i sensi l’uomo possa accedere alla

    conoscenza del divino e accettarla nelle verità di fede. Questa scelta artistica

    la Chiesa la compie a partire dalla Controriforma: mostrare le figure in

    maniera realistica, dunque in modo figurativo. Secondo me, questo è l’unico

    modo in cui il fedele puo conoscere e capire le figure dell’arte sacra e questa

    è la tradizione pittorica che rende maggiormente comprensibile il dogma

    dell’incarnazione di Cristo in un corpo reale, pur mantenendo la natura divina.

    In diverse sue opere, lei ritrae personaggi con più

    mani o con più espressioni dello stesso volto. Qual è il senso e perchè questa

    scelta?

    Mi interessa la multiformità dell’espressione umana:

    quindi lo stesso soggetto mi interessa indagarlo nei suoi aspetti piu

    disparati. Anche in questo ho trovato delle rispondenze iconografiche con opere

    del passato, soprattutto di area fiorentina e fiamminga del ‘400, perché si

    dipingevano queste immagini della passione di Cristo, con queste mani

    svincolate dai corpi che reggevano gli strumenti della passione. MI è servito

    come pretesto iconografico per ricavarlo nella contemporaneità.

    La bellezza aiuta l’apertura ad un senso della vita?

    La storia lo ha dimostrato: sia la musica che le arti figurative sono importanti per la formazione di una sensibilità nei giovani, anche quando ne ignorano completamente l’esistenza. La sfida è di porre e proporre loro l’incontro con la bellezza, le arti. Quindi benvenga che possano avere questa occasione anche a Barbengo.

    Cristina Vonzun

    News correlate

    Il Mistero del Natale: la nuova mostra di Agnieszka Balut a Castagnola

    L’esposizione rimarrà aperta fino al 31 dicembre, venerdì, sabato e domenica dalle 16 alle 18. Lo Spazio Cultura dell’Ass. Svizzera Sud Sudan, da anni impegnato nella sensibilizzazione culturale, accoglie così, ancora una volta, un’esposizione che unisce arte, spiritualità e riflessione.

    Arte e Cultura compie dieci anni: un decennio al servizio del patrimonio sacro ticinese

    La rivista Arte e Cultura, trimestrale della Fontana Edizioni, celebra dieci anni di attività. Il direttore Mirko Moizi traccia un bilancio: decine di volumi dedicati alle chiese ticinesi, nuove scoperte d’archivio e un convegno internazionale a Vezia per valorizzare l’arte sacra del territorio.

    Il rosso dell’anima. Anna Bianchi inaugura lo Spazio d’arte ai Frati a Lugano

    Con la mostra Infinitudini di Anna Bianchi si apre a Lugano lo Spazio d’arte ai Frati, nuovo luogo espositivo dedicato agli artisti ticinesi. Un percorso nel rosso, colore della vita e della contemplazione, che racconta la maturità di una pittrice in dialogo con la luce e il silenzio.

    Pellegrini sulla "Via Lattea". Al via, alle Gole della Breggia, un "pellegrinaggio" culturale e spirituale

    Con Mario Pagliarani, compositore e fondatore del "Teatro del Tempo", presentiamo l'iniziativa - che si ispira alla tradizione dei pellegrinaggi antichi - giunta con successo alla sua 21esima edizione e quest'anno dedicata a una retrospettiva e a un omaggio alle precedenti edizioni.

    Il «Cantico delle creature»: capolavoro di sorprendente attualità

    Dal 20 al 23 marzo a Muralto si terrà il Festival Libro, dedicato al tema delle "Memorie". L'evento si concluderà con la conferenza del prof. Pietro Gibellini sul Cantico delle creature di San Francesco, analizzandone il valore poetico, spirituale ed ecologico e il legame con la letteratura.

    Spiegare l’arte per approfondire la fede. L'iniziativa di Caritas Ticino e Aggelia

    Sabato, alla chiesa di Santa Maria degli Angioli a Lugano, il primo appuntamento del secondo ciclo di questa iniziativa che ci viene presentata dalla storica dell'arte Chiara Pirovano.

    News più lette