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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (28 gennaio 2026)
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  • Il sogno del vescovo di Lugano: realizziamo insieme fatti di Vangelo

    *di don Marco Dania (animatore della rete pastorale di Lugano)

    Con la sua nuova lettera pastorale “Ripartire dal cuore”, il Vescovo di Lugano Valerio Lazzeri questa volta ci ha proprio sorpreso. Monsignor Lazzeri, infatti, imprime un deciso slancio al cammino pastorale. Offre indicazioni chiare e concrete, per aprire un ampio confronto in vista di una riflessione tra tutti i battezzati sul senso del nostro essere Chiesa in comunione.

    Guardare al futuro con fiducia

    Il Vescovo non si dilunga in riflessioni di carattere biblico o teologico, ma tratta piuttosto temi pastorali legati ad aspetti della vita quotidiana. Parte da alcune considerazioni sul recente passato condizionato dall’esperienza della pandemia, si sofferma su un presente in cui sembra regnare la sospensione da ogni impegno e ci invita a guardare al futuro con fiducia e coraggio. Siamo chiamati a prendere in mano il nostro destino, a essere capaci di coordinarci all’interno della Chiesa per camminare insieme.

    Non disperdere le forze e coinvolgere i laici nella Reti pastorali

    Un’indicazione molto semplice e bella è quella di “non disperdere le forze, di non moltiplicare inutilmente le iniziative” per guardare tutti nella stessa direzione. Il Vescovo coglie i segni di rinnovamento presenti nella nostra realtà ecclesiale e Intende dare un ulteriore sviluppo alla proposta delle Reti pastorali.  Ci invita a passare dal confronto limitato esclusivamente ai presbiteri ad un confronto più ampio che possa coinvolgere i laici, che sono chiamati anch’essi a essere soggetti dell’opera di evangelizzazione. Per riuscirci, sarà necessario ripartire dal cuore, intensificare la vita di preghiera, non per sentirsi in pace con la propria coscienza, ma per aprirsi alla grazia dello Spirito santo e del suo potente amore.  Ogni battezzato è invitato a lasciarsi coinvolgere nell’edificazione del Regno, qui e ora. Certo la realizzazione completa del Regno di Dio avverrà alla fine dei tempi, quando saremo al suo cospetto e potremmo contemplarlo faccia a faccia ma, nell’attesa della sua venuta, siamo chiamati ad agire e a impegnarci nella trasformazione del mondo.

    Sogniamo insieme il futuro della nostra Chiesa con speranza.

    Il Vescovo ci dà un suggerimento molto concreto: Aprire in tutto il territorio, con tutte le realtà ecclesiali, un’ampia riflessione sul nostro essere Chiesa, per vedere i segni della presenza del Signore e proiettarci verso il futuro di Dio, da realizzare insieme. Prende spunto dalla felicissima intuizione di San Giovanni Paolo II che, durante la veglia a Tor Vergata, nell’anno santo del 2000, aveva invitato i giovani provenienti da tutto il mondo, a realizzare i laboratori della fede. Dei luoghi dove incontrarsi per esprimere i propri dubbi, le proprie incertezze e passare come san Tommaso dallo scetticismo alla fede. Mons Valerio propone, quindi, di realizzare su tutto il territorio della nostra Diocesi dei “laboratori della speranza”, cioè punti di incontro per tutti coloro che sentono il bisogno di riaccendere la propria speranza. Dei luoghi in cui confrontarsi per sapere vedere i segni della presenza dello Spirito santo che anche oggi scende sulla nostra Chiesa e ci invita a spingerci a largo.

    Realizziamo insieme fatti di Vangelo

    È tempo, dunque, per realizzare la nuova evangelizzazione. C’è bisogno di recare l’annuncio del Vangelo senza timore là dove viviamo, con semplicità di cuore, con carità e con verità. A tale proposito il Vescovo ci dà un messaggio semplice, concreto, ci incoraggia a “metterci all’opera”. Ci fa capire che è giunto il momento di realizzare tutti insieme fatti di Vangelo. Non si tratta però di partire da programmi pastorali, quanto piuttosto di creare reti di relazioni   interpersonali con coloro che si sentono coinvolti nel vivere la fede.

    Mettere in atto processi di cambiamento

    Mons. Lazzeri ci invita a credere che sarà possibile, se saremo perseveranti, eliminare ciò che ci appesantisce, ciò che ci rallenta, ciò che ci frena per liberarci da un concetto di Chiesa concepita come istituzione, condizionata dalla formalità e dalla regole, per realizzare una Chiesa di popolo, dove pulsa la vita vera. Ringrazio il Vescovo per questa sua lettera. Come vice presidente del Consiglio Presbiterale e come animatore della Rete pastorale san Lorenzo del centro città di Lugano, ho già avuto diversi riscontri molto positivi, soprattutto riguardo alla necessità di aprire una riflessione sul nostro essere Chiesa. È necessario che tutti gli animatori delle Reti pastorali sappiano coinvolgere dei laici sensibili, per creare i Consigli di Rete. Abbiamo bisogno di dare spazio a chi vive l’impegno quotidiano nelle famiglie e nel mondo del lavoro, di ascoltare il loro consiglio. Potremmo, così, intraprendere insieme un cammino pastorale che ci introduca al mistero di Cristo e ci consenta di edificare la sua Chiesa con l’impegno di tutti i battezzati. La vera sfida sarà muoverci tutti insieme, seguire i suggerimenti del nostro Vescovo e passo, dopo passo, "lasciar trasparire il volto più bello della Chiesa che è a Lugano".

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