La Chiesa cattolica conosce dal 15 maggio10 nuovi Santi proclamati dal Papa in piazza San Pietro. Tra loro due figure, in particolare, hanno segnato la vita anche della comunità cattolica in Ticino: il bergamasco Luigi Maria Palazzolo (1827-1886) fondatore delle Suore Poverelle di Bergamo che dal 1964 al 2009 si sono occupate della Casa Paganini Re di Bellinzona, e un'altra religiosa importante anche per la Diocesi di Lugano: suor Maria Domenica Mantovani (1862-1934) le cui religiose hanno operato in diverse case in Ticino, anche se oggi la loro presenza è ridotta.
I nuovi santi proclamati dal Papa in piazza San Pietro
I nuovi santi sono: Titus Brandsma (1881-1942), Presbitero professo dell’Ordine Carmelitano, martire; Lazzaro detto Devasahayam (1712-1752), laico, martire; César de Bus (1544-1607), presbitero, Fondatore della Congregazione dei Padri della Dottrina Cristiana (Dottrinari); Luigi Maria Palazzolo (1827-1886), Presbitero, Fondatore dell’Istituto delle Suore delle Poverelle – Istituto Palazzolo; Giustino Maria Russolillo (1891-1955), Presbitero, Fondatore della Società delle Divine Vocazioni e della Congregazione delle Suore delle Divine Vocazioni; Charles de Foucauld (1858-1916), Presbitero; Marie Rivier (1768-1838), vergine, Fondatrice della Congregazione delle Suore della Presentazione di Maria; Maria Francesca di Gesù Rubatto (1844-1904), vergine, Fondatrice delle Suore Terziarie Cappuccine di Loano; Maria di Gesù Santocanale (1852-1923), vergine, Fondatrice della Congregazione delle Suore Cappuccine dell’Immacolata di Lourdes; Maria Domenica Mantovani (1862-1934), vergine, Cofondatrice e prima Superiora Generale dell’Istituto delle Piccole Suore della Sacra Famiglia.
L'omelia del Papa
Il Papa commentando il Vangelo ha sottolineato: “proprio nell’ora del tradimento, Gesù conferma l’amore per i suoi. Perché nelle tenebre e nelle tempeste della vita questo è l’essenziale: Dio ci ama”.
E ci ama per primo, ha proseguito Bergoglio, non si tratta della “ nostra bravura e i nostri meriti, ma l’amore incondizionato e gratuito di Dio, che non abbiamo meritato. All’inizio del nostro essere cristiani non ci sono le dottrine e le opere, ma lo stupore di scoprirsi amati, prima di ogni nostra risposta. Mentre il mondo vuole spesso convincerci che abbiamo valore solo se produciamo dei risultati, il Vangelo ci ricorda la verità della vita: siamo amati”.
Cambia così anche la idea di santità che non deve insistere “troppo sul nostro sforzo di compiere opere buone” per non generare “un ideale di santità troppo fondato su di noi, sull’eroismo personale, sulla capacità di rinuncia, sul sacrificarsi per conquistare un premio. Così abbiamo fatto della santità una meta impervia, l’abbiamo separata dalla vita di tutti i giorni invece che cercarla e abbracciarla nella quotidianità, nella polvere della strada, nei travagli della vita concreta”.
Mentre, ha detto il Papa, “camminare sulla via della santità è anzitutto lasciarsi trasfigurare dalla potenza dell’amore di Dio”.
E imitare l’amore di Cristo “significa che possiamo amare solo perché Lui ci ha amati, perché dona ai nostri cuori il suo stesso Spirito, Spirito di santità, amore che ci guarisce e ci trasforma. Per questo possiamo fare scelte e compiere gesti di amore in ogni situazione e con ogni fratello e sorella che incontriamo”.
Un amore che significa “ servire, cioè non anteporre i propri interessi; disintossicarsi dai veleni dell’avidità e della competizione; combattere il cancro dell’indifferenza e il tarlo dell’autoreferenzialità, condividere i carismi e i doni che Dio ci ha donato. Nel concreto, chiedersi “che cosa faccio per gli altri?””.
Perché, ha spiegato Francesco, “la santità non è fatta di pochi gesti eroici, ma di tanto amore quotidiano”, e “offrire la propria vita senza tornaconto, senza ricercare alcuna gloria mondana”. Ecco cosa ci insegnano i nuovi santi, ha concluso il Papa, che “si sono spesi per il Vangelo, hanno scoperto una gioia che non ha paragoni e sono diventati riflessi luminosi del Signore nella storia. Proviamoci anche noi, perché ognuno di noi è chiamato alla santità, a una santità unica e irripetibile- come diceva carlo Acutis non ci sono fotocopie- Sì, il Signore ha un progetto di amore per ciascuno, cosa vuoi che ti dica? Portatelo avanti con gioia”.
fonte: acistampa/red