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Papa e Vaticano

I ticinesi col Papa al Palexpo: «Da questo incontro mi aspetto più unità tra i cristiani» (in aggiornamento)

Ore 16.50    Il Papa sta entrando al Palexpo. Ecco l’attesa dietro le transenne raccolta dai ticinesi presenti, che sono circa 400. Tra loro anche il vescovo di Lugano che concelebrerà. Ingenti le misure di sicurezza. La folla di 41 persone sta salutando Bergoglio, che gira in papamobile insieme a mons. Morerod, vescovo di Losanna, Ginevra e Friborgo.

Ore 14,55      All’interno del Palexpo i ticinesi stanno prendendo posto. Il gruppo delle parrocchie della Collegiata e delle Semine di Bellinzona si trova a circa 50 metri dal palco della Messa papale. Maria Antonia di Bellinzona, maestra e mamma, ci racconta le sue impressioni: «Al di là dell’emozione di essere così numerosi e bene accolti a Ginevra, da questo incontro mi attendo una vera e maggiore unità tra tutti i cristiani, come fratelli di Gesù Cristo e tutti Figli di Dio».

I pellegrini di Bellinzona

I pellegrini di Bellinzona sono accompagnati dall’arciprete, don Pierangelo Regazzi.

Ore 14.30  Diversi gruppi dal Ticino stanno arrivando al Palexpo

Diversi gruppi di Ticinesi giunti in bus stanno arrivando al Palexpo di Ginevra. Partiti verso le 7 da diverse località i ticinesi hanno viaggiato tutta la mattina. Si sono presi una pausa per il pranzo. In questo momento stanno entrando nell’area coperta dove Francesco celebrerà la Messa, alle 17.30. Alla celebrazione parteciperanno anche diversi sacerdoti della Diocesi di Lugano e il vescovo, monsignor Valerio Lazzeri.

Ore 10.30 I volontari ticinesi salutano dal Palexpo 

Mentre Francesco è a colloquio con il presidente della confederazione Alain Berset, e in attesa che inizi la parte ecumenica della visita, cresce l’attesa al Palexpo per la celebrazione della Santa Messa, questa sera alle 17.30. Dal Palexpo in fermento abbiamo raccolto la voce di una volontaria ticinese, Marie Pierre Barbieri di Lugano: «I volontari vanno ben oltre il confine elvetico: ci sono persone di tante nazionalità e lingue diverse. Abbiamo tanta gioia. Dai responsabili ci vengono offerte delle riflessioni per motivare il nostro lavoro che sarà soprattutto di accoglienza dei numerosi pellegrini che stanno arrivando». Tra gli input raccolti Marie Pierre sottolinea «Dove c’è il Papa c’è la Chiesa». Poi la gioia, così espressa: «C’è il sorriso di Dio per ciascuno di noi, il sorriso su se stessi e sugli altri». Così, «con questo sorriso, vogliamo accogliere i pellegrini in arrivo». Nella foto: un incontro tra i volontari negli spazi del Palexpo.

ore 10.00 Tra i 400 ticinesi in viaggio verso Ginevra abbiamo raccolto alcune voci : 

«Vado a Ginevra perché cose del genere non capitano tutti i giorni», ci dice Gabriele Scaffetta, 15 anni, di Locarno.

Gabriele Scaffetta di Locarno

«Però ho una convinzione: non andiamo solo per accogliere il Papa, ma andiamo anche per rispondere ai bisogni profondi che ci portiamo dentro. Per questo dal Papa mi aspetto una parola che vada dritta al cuore, una «parola di vita vera». Di papa Francesco cosa mi piace? Sicuramente la semplicità che esce dai suoi gesti, ma anche il coraggio. Papa Francesco è un uomo coraggioso e lo capisci da cose come il discorso che ha fatto tempo fa ai suoi Cardinali, elencando loro una serie di malattie spirituali. Papa Francesco, quando serve, sa fare delle critiche mirate e questo è un bene, fa crescere».

Gli fa eco Susanna Morisoli, studentessa universitaria di Montecarasso: »Il Papa è una persona che può dare molta speranza ai giovani, perché tiene a loro in modo particolare e loro lo sentono. È una presenza vicina, che non può che fare del bene ai giovani d’oggi, bombardati da tutte le parti da diversi input che li confonde. I giovani hanno bisogno di cose vere, salde a cui aggrapparsi. Come si dà questo ai giovani? Vivendo con coerenza, proprio come fa il Francesco».

 

Kathrin e Susanna Morisoli di Montecarasso.

Una signora di Bellinzona, che preferisce restare nell’anonimato racconta a catt.ch: «Alla luce degli avvenimenti accaduti nella mia vita, ci tenevo moltissimo a venire. Sono eventi che ti posso far sentire meglio, ti danno al contempo sollievo e libertà interiore. Solo così possiamo andare avanti con più serenità. Apprezzo molto che Comunione e Liberazione abbia organizzato questi trasporti. Il Papa mi piace perché è umile e sa anche cos’è la sofferenza, quella del mondo d’oggi; è uno di noi e ci insegna l’altruismo. Mi ricorda Giovanni Paolo II».

La mamma di Susanna, la signora Kathrin Morisoli sottolinea: «Credo molto in questo viaggio e nei segni di comunione che può dare la Chiesa. Si costruisce la comunità di credenti con questi gesti concreti, che scuotono l’individualismo odierno. Il cristianesimo è anche una proposta completa di ordine sociale. Eventi come quelli di oggi ti mettono di fronte a scelte precise: o ci vai o non ci vai. Il cristianesimo è anche fatto di scelte, di gesti»
La partenza in bus dei ticinesi verso Ginevra

ore 7.00 Sono circa 400 i pellegrini della Svizzera italiana che si stanno recando a Ginevra per partecipare alla Santa Messa che Francesco questa sera celebrerà al Palexpo. Diversi di loro stanno viaggiando con mezzi propri, altri si sono organizzati con dei bus. In particolare questa mattina attorno alle 7 è partito un bus organizzato dalla parrocchia di Bellinzona, mentre una settantina di pellegrini provenienti da diverse località del Ticino sono in viaggio con due bus organizzati dal movimento di Comunione e Liberazione.

Alcuni ticinesi in partenza verso Ginevra

Altri ticinesi, infine, si sono messi  a disposizione come volontari e già da ieri si trovano a Ginevra, per occuparsi in particolare di servizi legati all’accoglienza. Anche il vescovo di Lugano Valerio Lazzeri sarà a Ginevra per la Santa Messa presieduta dal Papa.

 

Un gruppo del Ticino all'interno del Palexpo
21 Giugno 2018 | 11:42
Papa (1128), svizzera (287)
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