gmg2019

I giovani partecipanti ticinesi alla GmG alla scoperta della cultura panamense

Una caratteristica chiave delle Giornate mondiali della Gioventù, istituite da san Giovanni Paolo II nel 1985, è l’accoglienza, da parte del Paese ospitante, già nei giorni immediatamente precedenti l’evento, dei moltissimi giovani che vi partecipano; famiglie, parrocchie, scuole aprono le loro porte, per far sì che i giovani possano ricevere un caloroso benvenuto. Ed è proprio quello che sta accadendo a Panama in queste prime ore dopo l’arrivo dei 22 giovani ticinesi che partecipano a questa 34esima GmG.

«Abbiamo trovato ospitalità – spiega don Rolando Leo, che li accompagna – nella parrocchia del Sagrado Corazon a Bocas del Toro. Tutti i parrocchiani ci seguono con molta premura e attenzione; il parroco è un animatore nato. Inoltre, ci siamo subito resi conto di essere in un Paese culturalmente ricchissimo e i panamensi fanno il possibile proprio per farci percepire la loro dignità di popolo. L’America centrale ha questa caratteristica: si tratta di una molteplicità di popoli che cercano di vivere assieme pur nelle molte differenze. Rafforzare l’appartenenza culturale non significa creare differenze per loro; è un gesto legittimo che non impedisce la convivenza, ma anzi la aiuta ad essere più ricca e stimolante».

«Tuttavia il nostro non è solo un incontro con la cultura panamense. Nella nostra parrocchia, sono stati accolti ben 150 giovani da Svizzera, Messico, Cambogia, Romania, Guatemala, Polonia e Canada. Senza contare il contesto religioso in cui ci troviamo immersi, che ci aiuta ad un ulteriore confronto: qui a Bocas, i cattolici sono meno del 10%, per il resto la gente appartiene alle cosiddette Chiese libere di matrice protestante. Per la piccola parrocchia cattolica che ci accoglie, la nostra presenza, dunque, è una «revitalizzazione», una boccata d’aria».

I giovani raggiungeranno la capitale domani. Ma cosa ne pensano di questi primi tre giorni? Ugo, della Comunità di Palavraviva, racconta: «È stata davvero un’immersione culturale, fin dall’inizio, quando ci hanno accolto con i loro canti tradizionali, dai ritmi tipicamente molto forti sui quali abbiamo cercato di ballare. Il giorno seguente hanno organizzato un’intera giornata per favorire ancora di più la conoscenza reciproca: ci hanno presentato i loro vestiti e il loro cibo, che stiamo assaporando, spiegandocene l’origine, le peculiarità. L’altro ieri, invece, abbiamo visitato un’università con un’altra presentazione folclorica, mentre sabato, abbiamo preso parte a una serata di danze e musica, animata un po’ dai panamensi e un po’ dai giovani provenienti dai vari Paesi del mondo, tra cui noi. Insomma, sono davvero giornate all’insegna dello scambio culturale. I panamensi sono molto contenti. Nella famiglia che mi accoglie ci sono due giovani del luogo, che mi dicono quanto sia bello quanto stanno vivendo in queste ore».

In tutto, i giovani svizzeri partecipanti alla GmG sono ben 160. Parliamo anche con Lucrezia, 26 anni, alla sua prima GmG, di origini ticinesi ma di casa ad Aarau, che ha dunque deciso di viaggiare con il gruppo di svizzeri tedeschi: «Noi siamo nella parrocchia di El Valle, con polacchi, americani, boliviani. Ho sentito che in Europa in questi giorni tanti giovani si stanno mobilitando fortemente per il clima, con proteste e manifestazioni. Noi abbiamo avuto proprio ieri una giornata interamente dedicata al clima, dapprima con una catechesi di un relatore qualificato in chiesa, poi con la visita ad un parco botanico dove abbiamo potuto ammirare una serie di rarissime orchidee, e da ultimo una passeggiata nella natura fino ad una cascata che ci ha permesso di fare anche un bagno rinfrescante. Il percorso della passeggiata era costeggiato da alcuni cartelloni informativi, che suggerivano alcune consigli per migliorare il nostro rapporto con il pianeta. Inoltre, abbiamo anche piantato personalmente alcune piante in un giardino di una chiesa. Insomma, un’immersione nella natura a 360 gradi, per insegnarci che bisogna avere rispetto, sempre, di ciò che è stato creato e che questo compito di tutela spetta soprattutto a noi giovani, gli adulti di domani».

Nonostante la GmG si tenga in un posto così lontano come Panama, Lucrezia non ci ha pensato due volte a partecipare. Perché?
«Perché spero sinceramente di approfondire il mio rapporto con Dio, spero che esso si faccia più profondo, più vero. Sono qui dal 4 gennaio, il mio gruppo è partito molto presto. Sin da subito abbiamo dunque avuto il tempo di impostare bene la nostra vita di preghiera e di trovare i nostri ritmi come gruppo. Nelle preghiere mattutine ho già potuto fare una forte esperienza di Dio e mi sono chiesta: ma quanto forte diventerà tutto questo quando saremo raggiunti da tutti i giovani del mondo? Da una parte sono un po’ impaurita, ho paura che man mano che i giovani arrivino il clima di raccoglimento si disperda; d’altro canto, so che sarà un’esperienza spirituale irripetibile».

I giovani ticinesi alla GmG dopo una gita in barca.
20 Gennaio 2019 | 06:00
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