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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (29 gennaio 2026)
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  • I corsi dell'ABSI

    I 20 anni dell'Associazione biblica della Svizzera italiana. A colloquio con Ernesto Borghi

    di Federico Anzini

    Riflettere sull’apporto della Bibbia per la cultura di tutti; offrire gli strumenti adeguati per avvicinare il testo biblico alla realtà quotidiana delle donne e degli uomini del nuovo millennio; farlo, infine, con impegno e continuità nel tempo. Sono questi solo alcuni degli obiettivi perseguiti dell’Associazione biblica della Svizzera italiana (ABSI), presente sul territorio ticinese con molteplici iniziative mirate, da 20 anni a questa parte. Un convegno, organizzato per il prossimo 14 gennaio, ne ripercorrerà la storia e le iniziative, offrendo inoltre nuovi importanti spunti di riflessione sul tema della «rilevanza passata, attuale e futura delle Scritture bibliche nella vita della Chiesa di Gesù Cristo e della società». Ne parliamo con il Presidente ABSI, il prof. Ernesto Borghi.

    Prof. Borghi, come è iniziato il cammino dell’ABSI? Possiamo ricordarne gli inizi?
    «Pochi mesi dopo il mio arrivo a Lugano come professore supplente alla locale Facoltà di Teologia (maggio 1996), mi resi conto che il Canton Ticino poteva essere un terreno fertile per una proposta di formazione biblica che avesse due connotati fondamentali: costruire un ponte tra la ricerca scientifica in campo biblico e teologico e la divulgazione culturale di carattere esistenziale; favorire il dialogo ecumenico a partire dalla lettura dei testi biblici.
    Il 30 marzo 2000, insieme ad ad alcuni colleghi ed amici ebrei, cattolici, protestanti organizzai il convegno “Leggere la Bibbia oggi”, che mise la lettura della Bibbia, in chiave ecumenica ed interculturale, al centro dell’attenzione generale, secondo una prospettiva seriamente divulgativa. La risposta fu davvero sorprendente: al convegno parteciparono, nell’arco della giornata, circa seicentosettanta persone, di ispirazione culturale e religiosa eterogenea.
    Nel novembre 2002, insieme a Daniele Campoli, Azzolino Chiappini, Claudio Laim, Alessandro Pronzato e Sandro Vitalini, inviai a cinquantasei esponenti del mondo ticinese della formazione storico-religiosa e umanistica e della comunicazione massmediale una lettera che li invitava, il 12 dicembre successivo presso la sala “Ut unum sint” della Casa Santa Birgitta a Lugano, ad una riunione informale. Lo scopo era riflettere insieme su che cosa poter realizzare nel Canton Ticino a favore della diffusione della lettura biblica a seguito del convegno del marzo 2000.
    Ci ritrovammo in quattordici (altri venti diedero la loro adesione scritta) e l’esito della riunione fu la decisione di promuovere la fondazione di un sodalizio ecumenico, che favorisse in tutti i modi possibili la diffusione della lettura della Bibbia nel territorio ticinese.
    Sedici furono i “padri fondatori” (oltre a me Pio Camilotto, Daniele Campoli, Emilio Conrad, Martino Dotta, Gino Driussi, Renato Fadini, Claudio Laim, Giuseppe Laiso, Luigi Maffezzoli, Mihai Mesesan, Italo Molinaro, Enrico Morresi, Carlo Silini, Sandro Vitalini e Giorgio Zappa), che sottoscrissero l’atto costitutivo il 15 gennaio 2003. L’associazione fu presentata il 23 gennaio 2003 in un incontro pubblico in cui fu relatore Rinaldo Fabris, allora presidente dell’Associazione Biblica Italiana, e moderatori Daniele Campoli e il sottoscritto».


    Come è cambiato nel tempo l'approccio alla Sacra Scrittura? Qual è lo «stile» della vostra Associazione?
    «Negli ultimi venticinque anni certamente la formazione biblica ha acquisito una rilevanza sensibilmente maggiore sia in ambito ecclesiale che nella società civile nel suo complesso, tanto nel Canton Ticino quanto in varie altre zone anche soltanto del Nord del mondo. Certamente restiamo molto lontani dall’obiettivo di rendere, per esempio, davvero fondata sulle Scritture bibliche l’intera pastorale ordinaria della Chiesa, in particolare quella cattolica. Analogo discorso vale per una consapevolezza effettiva sull’importanza dei testi e valori biblici nella cultura comune.
    E chi come noi cerca di collaborare con chiunque e di evitare moralismi, fondamentalismi e estremismi culturali e religiosi, si rende conto che è ancora assai lunga la strada per giungere ad una centralità della Bibbia nella formazione ecclesiale e culturale in genere. D’altra parte volere e saper fare cultura nel senso anche del documento di papa Francesco “Evangelii gaudium” restano purtroppo condizioni minoritarie sia nella Chiesa che nella società contemporanea. E gli strumenti e le possibilità per agire in questa direzione sarebbero a portata di mano…»

    Durante la pandemia avete proposto diverse attività online. Come è andata?
    «Certamente gli incontri in presenza sono insostituibili, ma le oltre trecentocinquanta ore di formazione biblica, teologica ed umanistica, che abbiamo proposto dal settembre 2020 ad oggi, ci hanno consentito di rispondere al desiderio di formazione di tante persone che abitano in varie zone, tanto in Svizzera che nel resto dell’Europa e anche al di fuori del nostro continente. E tutto questo in un clima relazionale estremamente cordiale. Ci siamo sentiti dire spesso che quanto abbiamo attuato in quasi 700 incontri, 12 viaggi culturali, 100 pubblicazioni cartacee (a cominciare dai 64 numeri della nostra rivista “Parola&parole”) e varie iniziative elettroniche, ha potuto aprire orizzonti e opportunità di crescita personale, dal cuore alla mente, inimmaginabili ed insperate».

    Come guardate al futuro, sia della Chiesa che della vostra Associazione? Oltre al convegno del 14 gennaio quali progetti avete nel cassetto?
    «Chi desidera fare e ricevere cultura religiosa, con serietà e passione, senza settarismi e ideologismi, nella Chiesa di Gesù Cristo e nella società, ha oggi delle opportunità importanti e non penso ovviamente solo a quello che ABSI fa e farà. Comunque ai 440 soci attuali, il 60% in Svizzera e gli altri in Italia e altrove, a tutti coloro che fossero interessati a diventarlo e alle lettrici e lettori di queste pagine in genere posso dire anzitutto questo: il nostro canale youtube (che ha superato i mille iscritti) diventerà sempre più il luogo in cui offriremo le occasioni di formazione biblica introduttiva. Ancora una volta, grazie alla collaborazione intelligente e generosa di tante persone, potremo offrire, sia in presenza che tramite pubblicazioni cartacee e via internet, delle iniziative sul rapporto tra Bibbia, arti figurative e tradizioni musicali, sul confronto tra confessioni religiose diverse e tra i testi e valori biblici e campi della vita quali l’economia, le scienze umane e la bioetica».

    Il Convegno

    Il Convegno ABSI avrà luogo sabato prossimo, 14 gennaio, presso il Centro «Cittadella» in Corso Elvezia 35 a Lugano, dalle ore 9.30. Il programma completo della giornata è disponibile su absi.ch. Per le iscrizioni entro l’8 gennaio, sia in presenza che online (sulla piattaforma Zoom), si può scrivere all’indirizzo email info@absi.ch, indicando le proprie generalità e, nel caso dell’iscrizione online, con quale nome utente si accederà all’incontro. Le coordinate digitali verranno inviate qualche giorno prima.

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