Personaggi

È scomparso Jean Vanier, fondatore delle comunità «L’Arche»

Jean Vanier fa parte di quelle figure, accanto a Madre Teresa, all’Abbé Pierre o a Suor Emmanuelle, di profeti in un mondo dominato da competizione, potere e denaro.
Indirizzato verso una brillante carriera militare, Jean Vanier, figlio di un governatore generale del Canada, fa la scelta di mettere la sua vita al servizio dei più deboli. «L’Arche» è nata nel 1964 da un incontro tra Jean Vanier e due uomini con disabilità mentali. A quel tempo, le persone con disturbi mentali erano considerate lo scarto dell’umanità e rinchiuse a vita in manicomi psichiatrici.
«L’Arche», che promuove l’accoglienza di persone con disabilità mentali, ora ha 147 comunità distribuite sui cinque continenti. Nel 1972, Jean Vanier ha co-fondato «›Foi et Lumière’», che è diventata una rete di sostegno mondiale per le famiglie in cui un membro ha una disabilità intellettiva.
Nel 2014, quando «L’Arche» stava per celebrare i cinquant’anni della sua fondazione, diverse donne hanno rivelato di essere state violentate da padre Thomas Philippe (1905-1993), co-fondatore della comunità. Nel 2016, Jean Vanier ha chiesto «perdono» per le vittime per «non aver misurato il loro trauma abbastanza velocemente».

Papa Francesco è stato informato della sua morte, avvenuta nella notte fra il 6 e il 7 maggio, «prega per lui e per tutta la comunità de L’Arche». Ha riferito il direttore ad interim della Sala Stampa vaticana Alessandro Gisotti. Jean Vanier aveva incontrato Papa Francesco il 21 marzo 2014, definendolo uomo del sorriso e dell’incontro. Francesco, nell’ambito dei «Venerdì della misericordia», il 13 maggio 2016 aveva visitato la Comunità il «Chicco» di Ciampino, legata alla grande famiglia dell’Arche.

(fonti: cath.ch, Vatican News)

In suo ricordo, cath.ch propone questo video in cui Jean Vanier parla della tenerezza (in francese)

7 Maggio 2019 | 10:47
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