Ticino

Dall’ospedale di Locarno in eurovisione l’annuncio del Risorto

Il giardino della parrocchia di Locarno e i prati verdi dei suoi dintorni, le camelie appena sbocciate dopo i primi giorni di primavera sulle rive del Lago Maggiore, le montagne delle vallate circostanti, il delta della Maggia: è la natura e le bellezze del territorio sopracenerino, che la RSI ha scelto quest’anno per fare da sfondo alla Santa Messa, che verrà trasmessa su LA1, alle 11, nel giorno di Pasqua.

La RSI e l’Europa

Sarà un appuntamento speciale poiché la celebrazione sarà diffusa dalla cappella dell’Ospedale «La Carità» di Locarno, uno dei nosocomi designati per accogliere i malati di Covid: un luogo simbolo, dunque, che in quest’ultimo anno, ha visto molte storie di dolore ma anche di
speranza. Sarà un momento di riflessione, offerto e trasmesso in eurovisione ad altri Paesi europei. Alla celebrazione si intercaleranno intermezzi musicali affidati a cori e musicisti locali e immagini di Locarno riprese dal drone. A partecipare alla messa, invece, sono stati invitati, assieme ai loro famigliari, alcune persone passate proprio dai letti dell’ospedale «La Carità» a causa del Covid, e ora guariti. Ad essi, si uniranno le voci del personale medico-sanitario, tra cui alcuni medici, che si occuperanno delle letture durante la liturgia.

L’ospedale di Locarno

Don Italo Molinaro, responsabile del programma religioso «Strada Regina» alla RSI e ispiratore dell’iniziativa, ci racconta così il messaggio che, dallo schermo, si vuole far arrivare nelle case di tutt’Europa: «L’ospedale La Carità di Locarno è un po’ il luogo simbolo della lotta ticinese al Covid, essendo stata scelta tra le strutture ospedaliere per curare le persone colpite dal virus nel nostro Cantone. Il suo nome rievoca il dolore incolmabile di vite che se ne sono andate e non torneranno, ma anche, in un tempo forte come la Pasqua, l’idea di una rinascita, di una speranza, di un nuovo inizio, che qui si sono tanto spesso realizzati grazie alle cure prodigate dal personale sanitario con grande competenza. Dalle porte dell’ospedale sono uscite – e sono la più parte – anche persone guarite, che ce l’hanno fatta a superare la malattia. È quindi anche un luogo simbolo di guarigione e vittoria, in cui la speranza rende fecondo il dolore». Di solito – ci spiega don Molinaro – bisogna cominciare a pensare alla messa in eurovisione con molti mesi di anticipo, per riuscire a organizzarla nei minimi dettagli; quest’anno tale programmazione è avvenuta in piena pandemia. Alla «ristrettezza» inevitabile delle norme igienico-sanitarie vigenti, faranno da contraltare le immagini realizzate con i droni: «Non sopportiamo più di vedere messe tristi; vogliamo cogliere l’occasione per regalare a tutti un po’ di bellezza, pace e serenità e per dimostrare, almeno questa volta, di non essere condizionati dalla pandemia, nonostante, anche a livello liturgico, continui a limitarci molto».

La speranza come cura

«L’opportunità che ci è data mi fa molto piacere», ci racconta Luca Merlini, direttore dell’ospedale. «Nel caso del coronavirus, di fronte all’incertezza di una terapia, medici e infermieri hanno capito che il loro ruolo doveva essere anche altro: dare speranza. L’ondata pandemica ha acutizzato il senso dei nostri limiti, facendoci comprendere la necessità, anche in medicina, di un discorso più ampio. Non curiamo delle
patologie, curiamo delle persone, con le loro paure e le loro incertezze. C’è del bello anche in questi aspetti più irrazionali. La Pasqua ci parla di una rinascita possibile, quella del singolo ma anche della società e, soprattutto, ci indica la direzione: vede l’uomo, oltre le sue paure».

Una musica per il cuore

A «raccontare» la Pasqua, durante la celebrazione, contribuirà un ricco accompagnamento musicale. Per la scelta delle canzoni, in particolare, l’ispirazione è arrivata dai movimenti carismatici cattolici, che negli ultimi anni hanno prodotto musiche di grande impatto. Per il canto d’inizio e l’Alleluia, invece, sono stati scelti dei brani originali scritti da padre Angelico Greco, parroco di Cugnasco e Gerra Piano e fondatore dei Sound of Glory. Tutti i canti sono stati pre-registrati nel giardino della parrocchia di Locarno e verranno mano a mano riproposti durante la celebrazione. «Abbiamo accolto questo invito – ci racconta Luca Jegen, che ha coordinato il gruppo di animazione musicale – con un
grande senso di responsabilità. La scaletta avrebbe potuto risultare in tanti altri modi, ma ci siamo lasciati ispirare dal «brainstorming» via chat, e con le sensibilità di ciascuno siamo arrivati a questa selezione di canti, tendenti al sostenuto-vivace, riflesso dei nostri caratteri e del
desiderio di innestare nella messa un’energia gioiosa. Dio tocca i cuori anche mediante l’arte, in questo caso la musica, e avere un prodotto finale di qualità è un modo per cooperare a questa azione di Dio dentro di noi».

Solidali in un momento di profonda sofferenza

Sarà la prima volta dall’inizio di un’emergenza sanitaria, che alle nostre latitudini una messa viene diffusa dalla cappella di un ospedale. Il fatto che questa scelta sia stata fatta per la messa di Pasqua, e perdipiù in un collegamento in eurovisione, contribuirà a rendere questa celebrazione ancora più significativa. Dell’eccezionalità del luogo e di ciò che rappresenta, è ben consapevole anche don Carmelo Andreatta, arciprete di Locarno, che presiederà la funzione religiosa: «Al pensiero, il ricordo e la memoria per le molte vittime del Covid, unisco, personalmente, il mio profondo senso di gratitudine nei confronti di tutti coloro che hanno lavorato per alleviare tanto dolore. La Pasqua ci insegna proprio questo: a essere solidali nel momento di massima sofferenza. La luce del Vangelo ci è di consolazione. Nell’omelia sottolineerò la trasformazione avvenuta nel cuore dei primi testimoni viventi della risurrezione, con la speranza che possa accadere lo stesso per noi oggi. La Pasqua ci chiama a dare un altro significato alle cose che ci accadono. Dal senso di smacco, disperazione e insuccesso siamo chiamati alla fiducia».

Il senso profondo della Risurrezione

Le limitazioni economiche e sociali causate dalla pandemia in questo momento fanno però credere a molti che sarà una Pasqua diversa: «Può essere certamente lecito affermarlo, pensando al numero dei contagi che torna a salire, e il fatto di non poterci incontrare con la libertà che
vorremmo, ma spiritualmente ci terrei a sottolineare che Pasqua è sempre Pasqua e niente potrà impedirci di dare l’ annuncio della vittoria del Signore risorto sulla morte. Cristo è speranza per i nostri sepolcri e per quei macigni che tante volte ci portiamo sul cuore. Sempre».

Laura Quadri

Le prove del gruppo musicale che animerà la Messa in Eurovisione da Locarno, per la Pasqua 2021
31 Marzo 2021 | 07:40
eurovisione (6), locarno (26), pasqua (60), rsi (90)
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