Ticino

Dalla Svizzera italiana onorati di servire il Papa

Quest’anno, tra le 34 nuove reclute che presteranno giuramento, due di loro sono della Svizzera italiana. Si tratta del ticinese Alessandro Coroneo, 21 anni di Ligornetto e di Max Albrecht, 23 anni, proveniente da Roveredo (Grigioni italiano).

Un sogno diventato realtà. Questa è la sintesi della vicenda che ha portato Alessandro Coroneo ad entrare nella Guardia svizzera pontificia. «In Ticino – ci spiega Alessandro – svolgevo il mestiere di postino ed ero un pompiere volontario. La decisione di arruolarmi nella Guardia svizzera pontificia è nata all’età di cinque anni: erano i giorni in cui papa Giovanni Paolo II stava terminando il suo cammino terreno e tutte le televisioni del mondo erano collegate con la Città del Vaticano. Io stavo giocando davanti al televisore quando ad un certo momento vidi questi «cavalieri» colorati. Chiesi ai miei genitori chi fossero e loro mi spiegarono quale compito svolgevano, qual era la loro storia, il loro eroismo nel difendere papa Clemente VII durante il «Sacco di Roma» nel 1527. Ne rimasi talmente colpito e dissi che anch’io un giorno ne avrei fatto parte. Finalmente ilsognod’infanziasièavverato. Dentrodimec’èunmistodiagitazione, paura ma soprattutto molta gioia e fierezza». L’appartenenza ad un corpo militare così prestigioso è per Alessandro anche l’occasione per indossare «un’altra divisa famosa in tutto il mondo».

Diversa è la storia di Max Albrecht, di Roveredo nel Moesano. Per Max la Guardia svizzera è una tradizione di famiglia alla quale lui

ha sempre pensatograzieall’esempiodisuopadre. «Mio padre è una ex guardia – racconta Max – e grazie alle sue amicizie, che ha mantenuto nel tempo, hoavutol’opportunitàdivisitareRoma diverse volte, fin da piccolo». Curiosità che negli anni è cresciuta con Max, accompagnandolo anche nell’adolescenza. «Nel 2015 ho trascorso una settimana nella città eterna e ho potuto visitare ulteriormente il Vaticano, conoscere ancora meglio la vita delle guardie e i loro compiti. In quell’occasione ho avuto modo di incontrare anche altre giovani guardie e mi ha affascinato l’idea di vivere in una piccola comunità dove vige uno straordinario cameratismo e una fratellanza reciproca, uniti dalla stessa missione».

La formazione della Guardia svizzera pontificia dura due mesi e quest’anno per le 34 guardie è stata organizzata come segue: il primo periodo in Vaticano e il secondo in Ticino, a Isone, in collaborazione con la Polizia Cantonale. Durante la prima parte vengono acquisite le conoscenze dei luoghi della Città del Vaticano, dei posti di servizio e delle persone. La seconda parte prevede elementi teorici di psicologia e diritto. La parte pratica include una formazione antincendio, un corso samaritano BLS/DAE, il tiro con la pistola, tecniche di sicurezza personale, comportamento tattico ed infine un test sportivo. Finita la formazione inizia il servizio vero e proprio ma il giorno più atteso è quello del giuramento. «Per una guardia – ci dice Max – è senza dubbio la giornata più importante e significativa in quanto si giura fedeltà per la vita. Non vedo l’ora di poter accogliere la mia famiglia e di poter avere e concedere ai miei genitori l’onore e il privilegio

di incontrare in udienza il Santo Padre. Vedere poi la mia famiglia fiera e orgogliosa di ciò che sto facendo e condividere con loro le emozioni e la gioia del mio giuramento, sarà un momento unico e indimenticabile». Roma e il Vaticano sono luoghi unici, ricchi di storia, arte e cultura. «Ci sono posti dove solamente le Guardie e pochi altri hanno la possibilità e il privilegio di entrare. Capita molto spesso di vedere personalità di un certo spessore provenienti da tutto il mondo. E poi c’è lui, l’uomo vestito di bianco, al quale giuriamo fedeltà. Un grande onore!», conclude Alessandro Coroneo.

L’evento solenne in diretta su catt.ch

La cerimonia del giuramento delle nuove guardie svizzere torna, come da tradizione centenaria, il 6 maggio, in commemorazione dell’eroica morte dei 147 soldati elvetici caduti in difesa di papa Clemente VII durante il cosiddetto «Sacco di Roma » del 1527. Nel 2020 la cerimonia è stata rimandata da maggio al 4 ottobre a causa della pandemia di Covid- 19 e si è svolta a porte chiuse. Quest’anno la data storica del 6 maggio viene mantenuta, anche se purtroppo l’evento non prevede ancora la partecipazione di pubblico. Le 34 nuove guardie presteranno il loro solenne giuramento davanti esclusivamente ai loro familiari più stretti. Oltre a loro vi prenderanno parte alcuni rappresentanti della Confederazione elvetica, dell’Esercito svizzero, della Conferenza dei vescovi svizzeri e delle Fondazioni della Guardia svizzera pontificia. Il programma prevede alle 7.30, la santa messa nella basilica di San Pietro; alle 17 la cerimonia del giuramento nel cortile San Damaso (in caso di maltempo nell’Aula Paolo VI).

di Federico Anzini

5 Maggio 2021 | 06:20
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