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Carlo Acutis è beato

Carlo Acutis è ufficialmente beato. Assisi è in festa per il ragazzo quindicenne che mise al centro della propria vita il sacramento dell’Eucaristia ed era particolarmente legato a San Francesco. Per questo motivo a celebrare la Messa della Beatificazione nella Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi il 10 ottobre è il Cardinale Agostino Vallini, legato pontificio per le basiliche di San Francesco e di Santa Maria degli Angeli in Assisi.

Presenti circa 3000 pellegrini e 100 giornalisti da tutto il mondo per seguire uno degli eventi più attesi di questo ottobre dalla cittadella della pace. Nonostante il Covid, l’entusiamo per Carlo, giovanissimo beato, non si è mai spento e molti fedeli sono stati qui per onorarlo e pregarlo. E tutto questo sarà possibile fino al 17 di ottobre.

«Viene spontaneo domandarsi: che aveva di speciale questo ragazzo di appena 15 anni? Ripercorrendo la sua biografia, troviamo alcuni punti fermi che lo caratterizzano già umanamente», commenta subito il Cardinale Vallini nella sua omelia.

«Era un ragazzo normale, semplice, spontaneo, simpatico ( basta guardare la sua fotografia), amava la natura e gli animali, giocava a calcio, aveva tanti amici suoi coetanei, era attratto dai mezzi moderni della comunicazione sociale, appassionato di informatica e da autodidatta costruiva programmi «per trasmettere il Vangelo, per comunicare valori e bellezza» ( Papa Francesco). Aveva il dono di attrarre e veniva percepito come un esempio«, dice ancora il legato Pontificio.

«Fin da bambino – ce lo testimoniano i famigliari – sentiva il bisogno della fede ed aveva lo sguardo rivolto a Gesù. L’amore per l’Eucarestia fondava e manteneva vivo il suo rapporto con Dio. Diceva spesso «L’Eucarestia è la mia autostrada per il cielo. Ogni giorno partecipava alla Santa Messa e rimaneva a lungo in adorazione davanti al SS Sacramento. Carlo diceva: Si va dritti in Paradiso se ci si accosta tutti i giorni all’Eucarestia. Gesù era per lui Amico, Maestro, Salvatore, era la forza della sua vita e lo scopo di tutto ciò che faceva. Era convinto che per amare le persone e fare loro del bene bisogna attingere l’energia dal Signore. In questo spirito ero molto devoto alla Madonna. Recitava ogni giorno il Rosario, si consacrò più volte a Maria per rinnovarle il suo affetto e impetrare la sua protezione», continua ancora il Cardinale nell’omelia dedicata al giovane Acutis.

«Preghiera e missione» dunque: sono questi i due tratti distintivi della fede eroica del Beato Carlo Acutis. 

«Con questo spirito visse la malattia che affrontò con serenità e lo condusse alla morte. Carlo si abbandonò tra le braccia della Provvidenza e sotto lo sguardo materno di Maria ripeteva: «Voglio offrire tutte le mie sofferenze al Signore per il Papa e la Chiesa. Non voglio fare il Purgatorio, voglio andare dritto in Paradiso».

Il legato Pontificio delle basiliche di Assisi poi ricalca un tratto fondamentale di Carlo che lo ha fatto diventare un esempio di santità dei nostri tempi. «Carlo sentiva forte il bisogno di aiutare le persone e scoprire che Dio ci è vicino e che è bello stare con Lui per godere della sua amicizia e della sua grazia. Per comunicare questo bisogno spirituale si serviva di ogni mezzo, anche dei mezzi moderni della comunicazione sociale, che sapeva usare benissimo, in particolare Internet, che considerava un dono di Dio ed uno strumento importante per incontrare le persone e diffondere i valori cristiani», dice il Cardinale Vallini.

«Questo suo modo di pensare gli faceva dire che la rete non è solo un mezzo di evasione, ma uno spazio di dialogo, di conoscenza, di condivisione, di rispetto reciproco, da usare con responsabilità, senza diventarne schiavi e rifiutando il bullismo digitale, nello sterminato mondo virtuale bisogna saper distinguere il bene dal male. In questa prospettiva positiva incoraggiava ad usare i mass media come mezzi a servizio del Vangelo, per raggiungere quante più persone possibili e far loro conoscere la bellezza dell’amicizia con il Signore», commenta ancora il Cardinale Vallini.

«La beatificazione di Carlo, figlio della terra lombarda e innamorato della terra di Assisi, è una buona notizia, un annuncio forte che un ragazzo del nostro tempo uno come tanti è stato conquistato da Cristo ed è diventato un faro di luce per quanti vorranno conoscerlo e seguire l’esempio», ha terminato il Cardinale nell’omelia della celebrazione ad Assisi.

Alla cerimonia era presente il bambino brasiliano che colpito da una grave malattia al pancreas guarì improvvisamente dopo che i genitori in preghiera chiesero l’intercessione dal Cielo di Carlo Acutis.

acistampa/red

L'arazzo che rappresenta il giovane beato Carlo Acutis esposto nella basilica di Assisi
10 Ottobre 2020 | 21:02
assisi (36), Carlo Acutis (14)
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