Ticino

Ad Olgiate Olona famiglie che vivono secondo la «Laudato si’»

Sette famiglie, due single e otto bambini: è questa la realtà, il chiasso, i sorrisi, l’intreccio di voci e di idee che stanno alla base della comunità «Pachamama» ad Olgiate Olona, in provincia di Varese. È questa, una delle tante comunità – in Italia sono circa una trentina – che sono nate nel solco dell’enciclica «Laudato si’»di papa Francesco. Sin da subito la Chiesa di Rieti e Slow food, si rendono conto dell’enorme potenziale di questa enciclica e delle tante sinergie che ne possono nascere. Propongono così di costituire delle comunità internazionali che si ispirano a quanto espresso dal papa nell’enciclica, traducendolo in vita vissuta, ossia in «associazioni libere e spontanee di cittadini, senza limitazioni o restrizioni di credo, orientamento politico, nazionalità o estrazione sociale». La storia della Comunità Pachamama nasce proprio da qui, anche se il primo progetto di convivenza del nocciolo duro di questa comunità, inizia già nel 2011, come ci racconta Giulia, 33 anni, moglie di Davide e madre di Samuele di nove mesi. «Eravamo un gruppo di amici, tra i 22 e i 25 anni, che venivano da esperienza diverse: alcuni dal mondo degli scout e alcuni da tanti anni trascorsi negli oratori della loro parrocchia. Avevamo voglia di condividere un’esperienza tra di noi, ma aperta anche ad altri che, come noi, sentivano l’esigenza di percorrere un cammino di ricerca spirituale». E’ nata così l’esperienza di Villa Restelli, una stupenda tenuta che ben si prestava con i suoi spazi ampi interni ed esterni ad ospitare questa comunità di giovani che vedevano nel dialogo con altri e altre sensibilità, il fulcro del loro stare insieme. Si erano anche già dati una regola di vita, perché il loro sguardo sul mondo e il loro agire non rischiasse di chiudersi su loro stessi. Ma qualcosa sembrava ancora mancare… Nel 2015 sentono che è ora di fare un altro passo. Lasciano Villa Restelli in mano a ragazzi più giovani di loro e decidono di creare una comunità di famiglie, visto che molti di loro si erano nel frattempo sposati. Quando nel 2015 leggono la «Laudato si’», la scintilla scocca subito. «Abbiamo capito che la regola che cercavamo di scrivere, l’aveva già scritta qualcuno più bravo di noi. Il tema della custodia di tutti gli elementi del creato e di una ecologia integrale ci ha colpiti immediatamente ». Venire a sapere che vi era una rete di «Comunità Laudato si’» nata dall’enciclica è stata una bella scoperta a cui hanno deciso di aderire anche per dare un respiro più ampio alla loro esperienza comunitaria. Oggi, le sette famiglie vivono ancora in altrettanti appartamenti vicini, ma il sogno di tutti loro è di potersi presto trasferire insieme sotto un medesimo tetto, condividendo spazi in comune e ge stendo in comune, almeno i prodotti sfusi di base come la farina, lo zucchero, la pasta, il riso. Se questo riguarda il futuro, il loro presente già li vede impegnati nella lavorazione di un grande orto biodinamico, dove in cambio di una partecipazione alle spese vive ( per le semenze, le attrezzature, ecc), le persone possono settimanalmente venire a ritirare la frutta e la verdura di cui hanno bisogno. «Soprattutto in questi tempi di pandemia avere frutta e verdura a km 0, è stata una grande comodità e una fonte di benessere per tutti». La comunità – quando la pandemia ne permetterà nuovamente lo svolgimento – offre anche dei «Week end di Bellezza»: delle scuole di formazione e di convivenza sull’arco di tre giorni, per scoprire la bellezza dello stare insieme, del confrontarsi sui temi della «Laudato si’», dell’immersione nella natura e della condivisione della buona tavola. Tutto questo allo scopo di, conclude Giulia: «Contagiare sempre più persone, toccare i cuori di tutti e con una reazione a catena, essere una cellula dell’albero del cambiamento».

Corinne Zaugg

21 Giugno 2020 | 17:38
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