Chiesa

Abusi: per il Papa nelle proteste della gente si manifesta l'ira di Dio

Otto punti di impegno, una larga panoramica che dimostra come il fenomeno degli abusi non riguarda solo la Chiesa Cattolica, ma anche una chiara assunzione di responsabilità, perché la piaga è ancora più grave all’interno della Chiesa: Papa Francesco tira le somme dei tre giorni di incontro sulla protezione dei minori nella Chiesa con una lunga panoramica del fenomeno, mettendo la Chiesa in prima linea. Con una consapevolezza: “Siamo di fronte al mistero del male”; una richiesta: “umiliazione, preghiera, penitenza” per sconfiggere questo spirito del male; e un grazie alla “stragrande maggioranza dei sacerdoti che si spendono in un ministero reso difficile dagli scandali di pochi (ma sempre troppi) loro confratelli”.
Papa Francesco lo sottolinea all’inizio: la piaga dell’abuso su minori “solo in tempi recenti” è stata sistematicamente studiata, perché prima “era tabù, tutti sapevano della sua presenza, ma nessuno parlava”, e questo fa ricordare persino i sacrifici di bambini.
Ma nemmeno le statistiche, sottolinea Papa Francesco, raccontano la portata vera del fenomeno, perché “di rado le vittime si confidano e cercano aiuto”, magari per “vergogna, confusione, paura di vendetta, sensi di colpa, sfiducia nelle istituzioni, condizionamenti culturali e sociali”, con una angustia che porta “all’amarezza o al suicidio” o a ripetere gli abusi su altri.
Papa Francesco snocciola dati: gli abusi avvengono soprattutto in famiglia, vengono soprattutto da genitori, parenti, mariti di spose bambini, allenatori, educatori; i dati UNICEF 2017 dicono che in 28 Paesi del mondo, 9 ragazze su 10 sono vittime di abusi di un conoscente; il governo USA ha contato in un rapporto 700 mila bambini l’anno vittime di violenza e maltrattamenti, in Europa sono 18 milioni di bambini vittime di abusi sessuali, e in particolare in Italia il rapporto Telefono Azzurro 2016 nota che il 68,9 per cento degli abusi viene nelle mura domestiche.
Continua Papa Francesco: dopo la famiglia, altro teatro di abusi è l’ambiente sportivo, e poi “purtroppo, anche quello ecclesiale”.
Un fenomeno, quello degli abusi, moltiplicato dal web, dalla diffusione della pornografia, e in particolare dalla pedopornografia, minori che – nota Papa Francesco – vengono “gravemente feriti nella loro dignità”, in modi sempre più terribili.
Papa Francesco parla poi dell’impegno della Chiesa, del congresso sulla Dignità del Bambino nell’Era Digitale, di una iniziativa simile che è avvenuto ad Abu Dhabi e che ha lodato durante il recente viaggio negli Emirati Arabi. E poi, c’è il turismo sessuale.
Papa Francesco sottolinea che “si tratta di un problema universale e trasversale che purtroppo si riscontra quasi ovunque”. Ma il Papa lo dice con chiarezza: “L’universalità di tale piaga, non diminuisce la sua mostruosità all’interno della Chiesa. La disumanità del fenomeno a livello mondiale diventa ancora più grave e più scandalosa nella Chiesa, perché in contrasto con la sua autorità morale e la sua credibilità etica”.
Succede, infatti che “il consacrato, scelto da Dio per guidare le anime alla salvezza, si lascia soggiogare dalla propria fragilità umana, o dalla propria malattia, diventando così uno strumento di satana”.
Negli abusi si vede la “mano del male che non risparmia l’innocenza dei bambini”, non ci sono “spiegazioni sufficienti per questi abusi nei confronti dei bambini”, e si deve “umilmente e coraggiosamente” ammettere che ci si trova “davanti al ministero del male, che si accanisce contro i più deboli perché sono immagine di Gesù”.
Da qui, la consapevolezza di dover affrontare il fenomeno non solo con misure disciplinari e processi civili e canonici, ma anche di affrontare il fenomeno, per combattere “questo male che tocca il centro della nostra missione: annunciare il Vangelo ai piccoli e proteggerli dai lupi voraci”.
Ancora, Papa Francesco ribadisce: “Se nella Chiesa si rivelasse anche un solo caso di abuso, che rappresenta di per sé una mostruosità, tale caso sarà affrontato con la massima serietà”, e “l’eco del grido silenzioso dei piccoli, che invece di trovare in loro paternità e guide spirituali hanno trovato dei carnefici, farà tremare i cuori anestetizzati dall’ipocrisia e dal potere”.
Continua Papa Francesco: “Noi abbiamo il dovere di ascoltare attentamente questo soffocato grido silenzioso”.
Il Papa dice che è difficile comprendere il fenomeno senza la considerazione del potere, perché “sono sempre la conseguenza dell’abuso di potere”, presente “anche nelle altre forme di abusi di cui sono vittime quasi ottantacinque milioni di bambini, dimenticati da tutti: i bambini-soldato, i minori prostituiti, i bambini malnutriti, i bambini rapiti e spesso vittime del mostruoso commercio di organi umani, oppure trasformati in schiavi, i bambini vittime delle guerre, i bambini profughi, i bambini abortiti e così via”.
È, questo, un “sacrificio idolatrico dei bambini al dio potere, denaro, orgoglio, superbia”, davanti al quale non bastano le spiegazioni empiriche, si deve andare ai fenomeni originari, e non si può non ammettere – sottolinea il Papa – che questo fenomeno “non è altro che la manifestazione attuale dello spirito del male. Senza tenere presente questa dimensione rimarremo lontani dalla verità e senza vere soluzioni”.
Si tratta, insomma, di “una manifestazione del male, sfacciata, aggressiva e distruttiva”, di fronte alla manifestazione di quello che si sente “il padrone del mondo” che pensa di aver vinto, una crudeltà che fa pensare a quella di Erode. Per questo, “come dobbiamo prendere tutte le misure pratiche che il buon senso, le scienze e la società ci offrono, così non dobbiamo perdere di vista questa realtà e prendere le misure spirituali che lo stesso Signore ci insegna: umiliazione, accusa di noi stessi, preghiera, penitenza. È l’unico modo di vincere lo spirito del male”.
Il Papa dà alla Chiesa l’obiettivo di “ascoltare, tutelare, proteggere e curare i minori abusati, sfruttati e dimenticati”, andando oltre “polemiche ideologiche e politiche giornalistiche che spesso strumentalizzano, per vari interessi, gli stessi drammi vissuti dai piccoli”, e di andare a collaborare per “sradicare tale brutalità del corpo alla nostra umanità, adottando tutte le misure necessarie già in vigore a livello internazionale e a livello ecclesiale”. La Chiesa, in fondo, non è all’anno zero.
Continua Papa Francesco: “È giunta l’ora di trovare il giusto equilibrio di tutti i valori in gioco e dare direttive uniformi per la Chiesa, evitando i due estremi di un giustizialismo, provocato dal senso di colpa per gli errori passati e dalla pressione del mondo mediatico, e di una autodifesa che non affronta le cause e le conseguenze di questi gravi delitti”.
Qui il discorso torna pratico, si riferisce alle Best Practices sviluppate da un gruppo di dieci agenzie sotto l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che hanno portato al pacchetto di misure INSPIRE per porre fine alla violenza su bambini. Partendo da questo linee guida, la Chiesa si concentrerà su delle dimensioni particolari, sviluppate con il contributo della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori.
E sarà un pacchetto che si svilupperà in otto punti.
Primo, la “tutela dei bambini”, per proteggere i piccoli, cambiando mentalità “per combattere l’atteggiamento difensivo-reattivo a salvaguardia dell’Istituzione, a beneficio di una ricerca sincera e decisa del bene della comunità, dando priorità alle vittime di abusi in tutti i sensi”.
Secondo, la serietà, perché “la Chiesa non cercherà mai di insabbiare e sottovalutare nessun caso”.
Terzo: la purificazione, perché c’è bisogno di “un rinnovato e perenne impegno alla santità dei pastori”, cercando “di trasformare gli errori commessi in opportunità”.
Quarto: la formazione, in particolare quella dei sacerdoti, che deve essere mirata “non solo ad escludere le personalità problematiche”, ma anche a fornire “un cammino di formazione equilibrato per i candidati idonei, proteso alla santità e comprensivo della virtù della castità”.
Quinto: rafforzare e verificare le linee guida delle Conferenze Episcopali, partendo dal presupposto che “nessun abuso deve mai essere coperto e sottovalutato”.
Sesto: l’accompagnamento delle persone abusate, perché “il male che hanno vissuto lascia in loro delle ferite indelebili che si manifestano anche in rancori e tendenze all’autodistruzione”.
Settimo: l’attenzione al mondo digitale, perché lì avvengono nuovi abusi, e dunque “i seminaristi, i sacerdoti, i religiosi, le religiose, gli operatori pastorali e tutti devono essere consapevoli che il mondo digitale e l’uso dei suoi strumenti incide spesso più profondamente di quanto si pensi”. Papa Francesco nota che il percorso era già cominciato con Benedetto XVI nel 2010, con le nuove norme “Sui delitti più gravi” in cui “era stata aggiunta come nuova fattispecie di delitto ‘l’acquisizione, la detenzione o la divulgazione’ compiuta da un membro del clero ‘in qualsiasi modo e con qualsiasi mezzo, di immagini pornografiche aventi ad oggetto minori’”, e l’unica modifica è quella di alzare il limite di età, dai 14 anni previsti allora a qualcosa in più.
Ottavo, affrontare la piaga del turismo sessuale, per combattere il quale “occorre repressione giudiziaria, ma anche sostegno e progetti di reinserimento delle vittime di tale fenomeno criminale”. L’impegno è quello a fare percorsi “per la cura pastorale delle persone sfruttate dal turismo sessuale”, e in particolare “minori e bambini”, che necessitano di “una protezione a una attenzione speciale”. Per questo, dice Papa Francesco “è importante coordinare gli sforzi a tutti i livelli della società e collaborare strettamente anche con le organizzazioni internazionali per realizzare un quadro giuridico che protegga i bambini dallo sfruttamento sessuale nel turismo e permetta di perseguire legalmente i delinquenti”
Oltre questi obiettivi, Papa Francesco guarda anche oltre. E ringrazia “tutti sacerdoti e i consacrati che servono il Signore fedelmente e totalmente e che si sentono disonorati e screditati dai comportamenti vergognosi di alcuni loro confratelli”, perché “tutti – Chiesa, consacrati, Popolo di Dio e perfino Dio stesso – portiamo le conseguenze delle loro infedeltà”.
Papa Francesco ringrazia “a nome di tutta la Chiesa, la stragrande maggioranza dei sacerdoti che non solo sono fedeli al loro celibato, ma si spendono in un ministero reso oggi ancora più difficile dagli scandali di pochi (ma sempre troppi) loro confratelli”.
Ma il ringraziamento va anche “ai fedeli che ben conoscono i loro bravi pastori e continuano a pregare per loro e a sostenerli”.
Papa Francesco conclude quindi con la necessità di “trasformare questo male in una opportunità di purificazione”, perché, come diceva Santa Edith Stein, “nella notte più oscura sorgono i più grandi profeti e i santi”, e “sicuramente gli avvenimenti decisivi della storia del mondo sono stati essenzialmente influenzati da anime sulle quali nulla viene detto nei libri di storia”.
Ma c’è speranza, conclude il Papa. Perché “il santo Popolo fedele di Dio, nel suo silenzio quotidiano, in molte forme e maniere continua a rendere visibile e attesta con ‘cocciuta’ speranza che il Signore non abbandona, che sostiene la dedizione costante e, in tante situazioni, sofferente dei suoi figli. Il santo e paziente Popolo fedele di Dio, sostenuto e vivificato dallo Spirito Santo, è il volto migliore della Chiesa profetica che sa mettere al centro il suo Signore nel donarsi quotidiano”.
E sarà “proprio questo santo Popolo di Dio a liberarci dalla piaga del clericalismo, che è il terreno fertile per tutti questi abomini”. Mentre il risultato dell’incontro è dato, dice Papa Francesco, dall’impegno per una conversione personale e collettiva, l’umiltà di imparare, di ascoltare, di assistere e proteggere i più vulnerabili”.
Papa Francesco conclude: “Faccio un sentito appello per la lotta a tutto campo contro gli abusi di minori, nel campo sessuale come in altri campi, da parte di tutte le autorità e delle singole persone, perché si tratta di crimini abominevoli che vanno cancellati dalla faccia della terra: questo lo chiedono le tante vittime nascoste nelle famiglie e in diversi ambiti delle nostre società”.

24 Febbraio 2019 | 18:03
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