Il Papa: non temete di dare alla fede volto e carne thailandese

La Chiesa cattolica in Thailandia, «piccola candela accesa da Gesù» sin dal 1669, con i suoi sacerdoti, religiosi, seminaristi e catechisti, incontra il Papa e da lui viene rilanciata nell’opera coraggiosa di apostolato come uno «strumento nelle mani creatrici del Signore»: «non cedete alla tentazione di pensare che siete pochi» – è il mandato di Francesco – «Lui scriverà con la vostra vita le più belle pagine della storia di salvezza in queste terre».

Fede e martirio

Si può riassumere così l’intenso abbraccio di questa mattina, non lontano da Bangkok nel villaggio cattolico di Wat Roman, tra il Pontefice e circa mille degli appartenenti a congregazioni, società di vita apostolica, ordini monastici provenienti dalle varie diocesi della Thailandia, riuniti nella parrocchia di san Pietro nel distretto di Sam Phran. Non sono ancora le 10, la notte in Italia, quando il Papa inizia il suo terzo giorno a Bangkok arrivando in auto nel piazzale antistante la parrocchia tra due ali di folla festosa e colorata da centinaia di bandiere vaticane e thailandesi. Dopo un lungo giro tra i fedeli che lo acclamano, l’ingresso nella chiesa, un tempo fatta di bambù ora dalle linee moderne e slanciate. Questo è un luogo che parla di fede e di martirio, con l’attiguo Santuario dedicato al beato Nicolas Bunkerd Kitbamrung, un grande evangelizzatore e primo sacerdote thailandese morto martire nel 1944 per la tubercolosi contratta in carcere, durante la guerra franco-indocinese.

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