La preghiera di Sant’Efrem il Siro per riscoprire la bellezza della vita

di Valerio Lazzeri, vescovo di Lugano

Cari amici, quest’anno potrebbe sembrarci ancora più difficile del solito entrare in Quaresima, abbracciare con gioia e con slancio questo tempo che ci prepara a Pasqua. In fondo potremmo dirci: è da un anno che siamo in Quaresima! Quante rinunce, quante limitazioni, quante restrizioni abbiamo dovuto accettare in questo tempo di pandemia. Ci sembra di essere in Quaresima da sempre! Che cosa viene a fare, adesso, questo tempo diverso che la Chiesa ci propone per preparare la Pasqua? Ecco, qui, forse, dovremmo cambiare il nostro immaginario. La Quaresima non ci è proposta per appesantire ulteriormente le nostre già difficili esistenze. Piuttosto, viene a suggerirci, a invitarci, a farci cogliere un’opportunità. La Quaresima si presenta come un tempo favorevole, un tempo buono, un tempo conveniente: ma a fare che cosa? Non certo a scrollarci di dosso le croci inevitabili che ciascuno di noi è chiamato a portare e ad assumere. A non trascinarle dietro di sé, ma a portarle con la propria esistenza, la propria libertà, il proprio amore. A toglierci quei pesi inutili che siamo noi stessi ad alimentare. La nostra recriminazione, la nostra disposizione permanente a lamentarci di qualsiasi cosa, il nostro osservare più le cose che ci mancano e che non possiamo ancora avere, piuttosto che accogliere con gratitudine quelle che ci vengono incontro giorno dopo giorno. Quanto peso, quanta sofferenza inutile il nostro io, il nostro ego insoddisfatto, rischia di caricarci sulle spalle. Allora ecco la Quaresima, che viene a darci gli strumenti per scoprire che c’è una parola da ascoltare e che Dio desidera il nostro silenzio interiore non per metterci a tacere, ma per farci ascoltare quello che ha da dirci nel profondo del cuore. Quell’amore che ci vuole far sentire, quel sostegno che nel suo Figlio non cessa di darci, quel respiro che ci permette di sognare e di guardare più in avanti, di immaginare una vita diversa da quella che stiamo facendo. Non per sfuggire, ma per scoprire che c’è di più in quello che non c’è ancora e che non abbiamo ancora visto, di più rispetto a quanto abbiamo già sperimentato. La Quaresima si offre a noi come un tempo austero, esigente. Ci viene chiesto di assumere la nostra povertà, ma per scoprirla riempita dalla misericordia del Signore. Possiamo vivere riconciliati, possiamo lasciare andare tutto il tormento che ci siamo costruiti e che ci opprime. Vorrei proporvi, carissimi amici, di tenere lo spirito della Quaresima con una preghiera. Una preghiera che viene dalla grande tradizione dell’Oriente e che potete ritrovare accanto al videomessaggio sul sito della diocesi, perché la possiate prendere con voi durante i giorni che ci preparano alla Pasqua. È la preghiera di sant’Efrem il Siro, una preghiera che dice bene quell’atteggiamento di novità, di bellezza e di bontà che nella Quaresima siamo chiamati ad assumere, per scaricarci di tutto ciò che rende disumano, brutto e opaco il nostro vivere. E per farci scoprire a quale bellezza e a quale speranza siamo chiamati.

«Signore delle nostre vite, allontana da noi lo spirito dell’ozio, della tristezza, del dominio, e le parole vane. Accorda ai tuoi servi lo spirito di castità, di umiltà, di perseveranza e la carità che non viene mai meno. Sì, nostro Signore e nostro Re, concedici di vedere i nostri peccati e di non giudicare i fratelli, e tu sarai benedetto ora e nei secoli dei secoli. Amen».

Buona Quaresima a tutti!

Il messaggio di mons. Valerio Lazzeri in un video

Chiesa cattolica svizzera

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