Vaticano: ridotti gli stipendi di cardinali e superiori

«Un futuro sostenibile economicamente richiede oggi, fra altre decisioni, di adottare anche misure riguardanti le retribuzioni del personale». Inizia con queste parole il motu proprio con il quale Papa Francesco ha deciso di tagliare proporzionalmente e a tempo indeterminato gli stipendi dei cardinali (10 per cento), dei capi dicastero e dei segretari (8 per cento), e di tutti i sacerdoti, i religiosi e le religiose in servizio presso la Santa Sede (3 per cento). Mentre tutti i dipendenti – compresi quelli appena menzionati – vedranno bloccato lo scatto di anzianità fino al 2023 (eccetto i dipendenti laici dal primo al terzo livello).

Il Papa non vuole licenziare, ma le spese vanno contenute e per questo ha deciso di intervenire «secondo criteri di proporzionalità e progressività» con dei ritocchi che riguardano specialmente i chierici, i religiosi e i livelli più alti. La decisione papale è stata motivata, si legge nel motu proprio, dal «disavanzo che da diversi anni caratterizza la gestione economica della Santa Sede» e soprattutto dalla situazione venutasi a creare a causa della pandemia, «che ha inciso negativamente su tutte le fonti di ricavo della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano». La finalità del provvedimento è collaborare con altre misure per un futuro economicamente sostenibile per la missione degli organismi centrali della Chiesa.

Vatican News

24 Marzo 2021 | 15:30
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