Svizzera

Valentin e Simon Roduit, fratelli e preti insieme

Saranno ordinati entrambi preti, sabato 27 giugno a Saillon (VS), dal vescovo di Sion. Non li accomuna solo la scelta di vita, ma anche l’essere fratelli: Valentin e Simon Roduit, vallesani di 27 e 29 anni, hanno scelto di dedicare la loro vita a Dio: Valentin come prete diocesano, Simon tra i Canonici del Gran San Bernardo.

Una vocazione nata in famiglia, a casa Roduit, dove con Valentin e Simon sono cresciute anche due sorelle maggiori. «I nostri genitori sono sempre stati felici di parlare di fede con i loro figli», ricorda Simon. Una fede quotidiana quella della famiglia vallesana Roduit, scandita dalla preghiera la sera e durante i pasti e la messa la domenica. «Senza essere bigotti», precisano i due. La parrocchia, il gruppo di Taizé, le Giornate mondiali della Gioventù (GmG), sono occasioni dove i ragazzi incontrano l’alba di una domanda vocazionale. Simon frequenta il liceo al collegio di Saint-Maurice (VS), dove sceglie latino e greco. «Ero interessato a studiare, ma non avevo una chiara prospettiva», spiega. Valentin ha invece un forte interesse per la matematica e la fisica. La vocazione del più giovane dei fratelli si palesa all’età di 19 anni, durante un incontro dalle suore domenicane a Estavayer-le-Lac (FR). «Mi ha colpito il contrasto tra la gioia di quelle suore e il silenzio in cui vivono. Mi dissi che se avessi scelto di consacrare la mia vita al Signore, lui avrebbe potuto rendermi felice». Dopo un anno di studi filosofici all’istituto Philanthropos di Friborgo, Valentin decide di entrare in seminario.

Da parte sua, Simon non ha mai avuto l’idea di diventare prete. Ha seguito la sua strada. Pietre miliari restano per lui la partecipazione alla sua prima GmG, a 16 anni, e gli incontri di Taizé. Al quarto anno di università, Simon sente riaffiorare la prospettiva di una vocazione. «Ho capito che non veniva da me. Non so come spiegarlo, perché non era naturale… così ho dedotto che fosse qualcosa di soprannaturale», confida con invidiabile candore. Simon, all’epoca, ha una ragazza con la quale esce da un anno. Ed è proprio lei, che con grande sorpresa, conferma strada del giovane: «Mi ha lasciato molto libero, così mi sono trovato faccia a faccia con me stesso. Tutto il resto si è svolto nella libertà».
Simon va a cercare la risposta alla sua domanda a Roma, entrando nel Corpo della Guardia Svizzera Pontificia. «Riscopre» i contenuti della sua fede, grazie alle catechesi quotidiane del primo mese di servizio e alle omelie del Papa. Poi, nel 2014, nell’abbazia di Hauterive, vicino a Friburgo, sente con più precisione dove Dio lo sta chiamando. «Mi sono innamorato della vita religiosa. Mi andava bene». Inizialmente Simon decide di bussare alla porta del seminario, ma poi il buon Dio gli fa percepire la «sua» strada: il Gran San Bernardo. «Da un certo punto di vista, – dichiara il giovane – non mi è sembrata la miglior comunità, però ho sentito che lì potevo donarmi, santificarmi e incontrare Cristo in tutti». La scelta di Simon coincide in Valentin con l’inizio del periodo di discernimento in seminario. «Mi sono chiesto se non stessi andando in seminario solo per seguire mio fratello maggiore», confida il giovane. Ma dopo l’iniziale imbarazzo, le strade dei due fratelli si mostrano diverse e complementari.

Entrambi i giovani sono consapevoli della crisi che la Chiesa sta attraversando. «Ci sono meno preti, meno cristiani, ma il compito non è meno interessante», dice Valentin. Simon non vede una Chiesa morente, almeno fino a quando «ci saranno giovani che bussano».

Intervista di Bernard Hallet pubblicata su cath.ch, tradotta e adattata da catt.ch

Valentin e Simon Roduit.
24 Giugno 2021 | 16:10
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