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Usa, arcivescovo di New York: “Separare i bambini dalle famiglie è contro la Bibbia e antiamericano”

11.07.2018, 06:30 / redazionecatt

“Portare via i bambini dalle famiglie è contro la Bibbia e antiamericano”. Lo ha scritto il cardinale Timothy Dolan in una lettera aperta a tutte le parrocchie di New York, dopo aver visitato, la scorsa settimana, alcuni dei bambini separati dai genitori al confine con il Messico e ora alloggiati in un ex convento del Bronx, assistiti da tante associazioni caritative locali.

“È stato straziante vedere questi bambini senza i loro genitori – ha scritto Dolan – e rendermi conto del caos e dei traumi che devono affrontare”. Il presule definisce “altrettanto commovente” l’incontro con i professionisti “che con competenza e compassione si stanno prendendo cura di loro”.

Il cardinale di New York si dice seriamente preoccupato per una questione che tocca la Chiesa non solo dal punto di vista pastorale, ma anche etico e umanitario e ricorda comunque che i cattolici sono “entrati in scena molto prima delle emergenze attuali”, come ad esempio nel Catholic Immigration Center della Caritas, nel cuore di Manhattan, dove negli ultimi cinque anni è stata fornita assistenza legale e istruzione a oltre 10mila minori, giunti in città con le famiglie o non accompagnati. Dolan precisa che la sua preoccupazione e il suo coinvolgimento nella crisi “non sono da politico, ma da pastore. Io non sono un esperto delle complessità legislative, degli ordini esecutivi e delle politiche che cambiano ogni giorno, ma so che le politiche che hanno portato via i bambini dalle proprie famiglie, non sono conformi alla Bibbia e sono antiamericane. Hanno creato danni che richiederanno molti sforzi e molto tempo per guarire”.

Il cardinale è grato all’arcidiocesi per essere stata a lungo “madre accogliente per tanti bambini immigrati che cercavano a New York la loro nuova casa”. Nelle sue visite pastorali ha constatato quanto lo spirito di accoglienza sia “vivo e vegeto, e la testimonianza di fede dei migranti un dono di vivacità per le nostre comunità e scuole”. Dolan augura di restare così e chiede preghiere per le famiglie distrutte ma anche per “la nostra Chiesa e la nostra nazione perché possiamo vivere fedelmente e al meglio tutti i nostri valori”.

Un “indurimento del cuore” secondo i Vescovi

La voce del pastore di New York fa eco alle nette prese di posizione espresse in questi mesi dai vescovi Usa contro una politica governativa che ha suscitato sdegno in diverse parti del mondo. E che lo stesso Papa Francesco, nella recente intervista alla Reuters, ha definito «immorale» e «contraria ai nostri valori»facendo proprie le parole della Conferenza episcopale che ha dedicato al tema la sessione primaverile della plenaria a Fort Lauderdale, in Florida. 

I presuli non hanno mancato inoltre di recarsi personalmente, la settimana scorsa, in quella linea di confine all’estremità meridionale del Texas alla quale solo la metà dei migranti riesce ad arrivare. Gli altri muoiono di fame e di stenti o vengono inghiottiti dalle sabbie del deserto. Accogliendo una proposta del cardinale di Newark, Joseph Tobin, una delegazione di vescovi guidata dal presidente della Conferenza episcopale, il cardinale Daniel N. DiNardo, si è recata nella diocesi di Brownsville per testimoniare la solidarietà agli immigrati e ribadire la contrarietà della comunità cattolica alla politica della «tolleranza zero». Quella che sempre Tobin ha definito il frutto di una «cardiosclerosi e indurimento del cuore» e che, secondo dati forniti dalla stampa statunitense, ha portato all’allontanamento e alla dispersione in strutture di accoglienza di oltre 2300 bambini.

Agenzie/red

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